02/01/2008stampa articolo
Lo zar, la tenia e gli elicotteri



Le relazioni pericolose di Alvaro Uribe tornano a galla
Scritto per noi da
Simone Bruno
 
 
Tranquilandia. Con questo nome era conosciuta la più grande “cucina” di coca di cui si abbia memoria nel mondo. I padroni erano i capi del cartello di Medellin: Escobar, Gacha e gli Ochoa. Si estendeva su 500 ettari nelle pianure del Yarí e comprendeva una decina di laboratori di raffinazione e ben 6 piste di atterraggio. Nel marzo dell’ 84, il cartello di Medellin era riuscito a far arrivare da Chicago 76 barili di etere, usati per raffinare la pasta di coca, direttamente dentro Tranquilandia. Quello che Pablo Escobar e gli altri capi non sapevano era che gli agenti antinarcotici erano riusciti a nascondere nei barili dei segnalatori che li portarono direttamente dentro Tranquilidad. Un’operazione di portata storica, un esempio della lotta dello stato contro la mafia. Il primo duro colpo a Pablo Escobar.
Dentro Tranquilandia c’erano tante cose, ma spiccava un elicottero. La matricola era Hk2704 e apparteneva a una società: la Aerefoto Amórtegui. La società di Uribe Sierra, padre di Álvaro Uribe Vélez, attuale presidente del paese.
Quell’operazione l’aveva voluta fortemente l’allora ministro degli Interni Rodrigo Lara Bonilla, fondatore insieme a Galan della corrente del nuovo liberalismo, ed era stata eseguita da un efficiente ed onesto colonnello che guidava la antinarcotici: Ramirez Gómez. Il prezzo che pagarono fu molto alto. Il 30 del mese seguente, Lara Bonilla, mentre tornava a casa, fu raggiunto da 25 colpi sparati da una mitragliatrice. Il secondo fu fatto fuori nel Novembre del 1986.
 
Alvaro UribeLo Zar. Avere un padre che affronta apertamente la mafia in Colombia, porta quasi inevitabilmente ad essere un orfano. Rodrigo Lara Restrepo aveva 8 anni e aspettava il ritorno di suo padre dal lavoro quel 30 aprile, quando invece fu dilaniato da quei 25 colpi. Venti anni dopo Rodrigo accetta il ruolo di Zar anticorruzione proprio nel governo Uribe: “Perdere l’odio è cominciare una nuova vita”, ebbe a commentare sul suo nuovo incarico.
 
La tenia del regime. Felipe Zulueta definisce, nel suo editoriale ne El Espectador, José Obdulio Gaviria Vélez, il più importante assessore presidenziale, uno degli uomini più influenti e fidati del presidente. Si dice che non accada nulla e che il presidente non decida nulla senza prima consultarsi con lui. Ma José Obdulio Gaviria non ha una famiglia di cui essere molto fiero. Suo cugino era niente di meno che Pablo Escobar e suo fratello, come rivelato da El Espectador la scorsa domenica, era cointestatario del conto dal quale fu pagato il sicario che uccise l’allora direttore de El Espectador, Guillermo Cano (amico e confidente di Lara Bonilla). Un terzo fratello invece è accusato di narcotraffico negli Stati Uniti.
Quando Il Nuevo Heraldo, versione in spagnolo del New Herald, ha cominciato ad indagare su alcuni fatti riguardanti gli omicidi del ministro Lara Bonilla e del colonnello Ramírez Gómez, ha richiesto per email e fax un commento al presidente. Un commento mai arrivato.
 
paraRivelazioni dissepolte. Durante il processo, la sorella del ministro, Cecilia Lara Bonilla, ha rilasciato alcune rivelazioni molto importanti e che fino a pochi giorni fa, fino a quando il giornalista Gerardo Reyes del New Herald le ha riscoperte, erano state completamente dimenticate.
Riferisce Cecilia di un dialogo con suo fratello: “Mi disse che i fatti di Tranquilandia erano molto gravi, e compromettevano gente molto importante nella politica del paese e che l’elicottero che avevano sequestrato in Tranquilandia era del padre di Álvaro Uribe (già sindaco di Medellin ed ex direttore dell’aereonautica civile)”. Ma Cecilia, che ha poi ribadito a distanza di 23 anni le sue dichiarazioni, continua: “E' allora che mi ha detto: la mafia è penetrata in tutti gli angoli del paese, non solo nella politica, ma anche nell’economia”.
In un’altra confessione giurata il colonnello Ramírez Gómez, prima di essere assassinato a sua volta ha raccontato di una conversazione con il ministro Bonilla, nella quale gli confessava il suo timore per un attentato e che i responsabili sarebbero stati “i padroni dell’elicottero e degli aerei sequestrati nel Yarí (Tranquilandia)”.
 
paramilitareLa lista. Lo Zar anticorruzione Rodrigo Bonilla non ha saputo dal presidente o dal suo fido assessore delle indagini del New Herald, anzi è convinto che nel palazzo abbiano cercato di tenerlo all’oscuro di tutto. Per questo giovedì passato ha deciso di rinunciare all’incarico e sabato ha raccontato della sua indignazione.
Da palazzo Nariño piovono comunicati secondo i quali l’elicottero era stato venduto prima del suo sequestro. Eppure non esistono prove di passaggio di proprietà. Inoltre colui che viene indicato come il compratore, Pedro Fidel Agudelo, secondo la prestigiosa rivista culturale Numero, era un dipendente di Fabio Ochoa, uno dei capi del Cartello di Medellin, condannato negli stati uniti a 30 anni. Fabio Ochoa, come ammesso dallo stesso presidente era amico e vicino di suo padre e appare in una foto pubblicata da poco accanto al fratello del presidente durante una allegra scampagnata.
Il giudice che accusò Pablo Escobar dell'omicidio Lara Bonilla, Tulio Manuel Castro Gil, fu eliminato nel 1985. Uribe Sierra fu invece ucciso in un attentato nel 1983 e come afferma Daniel Coronell nei suoi editoriali dalla pagine della rivista Semana l’attuale presidente si recò sul luogo dell’attentato su un elicottero di proprietà di Pablo Escobar.
Ma dopo l'articolo sull'Espectador, qualcun altro si è dimesso. E' Carlos Medellin, marito di una delle figlie di Guillermo Cano, che ha deciso di rinunciare al posto di ambasciatore a Londra. Un altro che si aggiunge alla lunga lista di persone che escono dal governo per i legami di personaggi importanti col cartello di Medellin.  
Parole chiave: uribe, farc, colombia, paramilitarismo
Categoria: Guerra
Luogo: Colombia