Uruguay

Nome ufficiale: Uruguay
Ordinamento politico: Repubblica presidenziale
Capitale: Montevideo (1.269.648 abitanti)
Superficie: 176.215 kmq
Popolazione: 3.241.003 abitanti
Densità: 19ab./kmq
Crescita demografica annua: 0,6%
Lingua: spagnolo
Religione:cattolici: 78,3%, protestanti 4,6%, altri 17,1%
Popolazione urbana: 91,8%
Alfabetizzazione: 98%
Mortalità infantile:13,2%
Speranza di vita: M 72, F 79
Tasso Hiv/Aids: 0,3% adulti
Indice sviluppo umano: 0,84% (46° posto)
Moneta: peso uruguayano (100 centesimi)
Pil: 15.926ml $ Ua (2005)
Ripartizione Pil: Pil/ab 4.656 $Usa (2005). Pil per settore primario11,4%, secondario 28,5%, terziario 60,1%
Indice di povertà umana: 3,6%
Disoccupazione: M 12,2%, F 58,8%
Principali risorse economiche: settore primario, allevamento, colture cerealicole, oleifere, vite, frutta e canna da zucchero. Settore secondario: gesso, talco, oro, industria agroailimentare, tabacco, pasta di legno, carta. C'è una raffineria di petrolio.
Esportazioni: legname, carne, riso, lana, pesce, cuoio, vestiario, prodotti chimici.  
Spese militari: 1,6% Pil
 
GEOGRAFIA
Confina a nord e a est con il Brasile, a ovest con l'Argentina e si affaccia a sudest sull'Oceano Atlantico. Il territorio è ondulato e pianeggiante, ma a est e a nord comprende alcune catene collinose strette e allungate.Il fiume più importante è l'Uruguay che, confluendo nel Paraná, forma l'estuario del Rio de la Plata.
Il clima è temperato e moderatamente piovoso.


STORIA
La popolazione originaria dell'Uruguay è quella dei charrúa, gente dedita alla caccia e alla raccolta, che da subito si mostrarono oiuttosto ostili versogli stranieri. Il loro primo incontro con gli spagnoli avvenne nel 1516: l'esploratore Juan Diaz de Solís e gran parte dei membri della spedizione vennerotrucidati. Per trovare un'apertura al 'diverso' occorre aspettare il secolo successivo, quando, in seguito a un miglioramento delle loro condizioni divita, i charrúa misero fine alle ostilità e iniziarono a commerciare con gli spagnoli. Ma anche i portoghesi misero gli occhi su quelle terre floride e nel1680 fondarono Colonia, sull'estuario del Río de la Plata, nel tentativo di controbilanciare la presenza degli spagnoli di stanza a Buenos Aires, sullasponda opposta. Fu così che la Spagna rispose costruendo una cittadella a Montevideo. Strenuo difensore delle terre ataviche fu José Artigas che combattécontro gli spagnoli senza però riuscire a impedire che il Brasile si impossessasse della Banda (nome con cui in origine veniva chiamata la sponda orientale del Río de la Plata). Dal suo esilio in Paraguay egli ispirò il gruppo dei '33 Orientales' che, conl'appoggio dell'Argentina, liberarono la regione nel 1828, facendo dell'Uruguay uno stato indipendente che fungeva da cuscinetto tra l'Argentina e ilBrasile. Nel corso dell'Ottocento, la fragile indipendenza dell'Uruguay fu più volte minacciata militarmente, sia dall'Argentina che dal Brasile, mentre dal puntodi visto economico a cercare di  mettere le mani sul territorio fu la Gran Bretagna. Le forze federaliste in conflitto con l'Argentina assediaronoMontevideo dal 1838 al 1851 e contribuirono a creare due partiti politici opposti, i Blancos e i Colorados. Nello stesso periodo, l'Inghilterra introdussela produzione di lana e carne, avviò il settore ferroviario e sostituì i bovini autoctoni con il bestiame inglese, avviando così lo sfruttamentocommerciale di una delle poche risorse locali abbondanti. Il contrasto tra i Blancos e i Colorados proseguì per il resto del secolo, facendo sprofondare ilpaese in una guerra civile, seguita da una dittatura violenta caratterizzata da pesanti intrighi politici. Poi la svolta: all'inizio del XX secolo il presidente José Batlle y Ordóñez realizzò alcune riforme di vasta portata, facendo dell'Uruguay l'unico paesedell'America Latina con una politica sociale. Durante i suoi due mandati (1903-1907 e 1911-1915) egli istituì una serie di servizi sociali gratuiti, abolì la pena capitale e cercò di porre freno all'atteggiamento repressivo che da sempre caratterizzava il governo del paese. Il settore dell'allevamentoprosperò, trainando tutta l'economia. Un periodo che durò poco: la battuta d'arresto dell'economia e la carenza di risorse naturali mandarono in crisi lostato sociale. Era ormai la fine degli anni Sessanta: la corruzione nelle imprese statali dilagava. Il paese piombò in un periodo di cruenta dittatura,sulla scia di quanto stava accadendo nell'intero continente latinoamericano e di contro si formò la guerriglia rivoluzionaria di ispirazione comunista. InUruguay si scatenarono i Tupamaros, un movimento di guerriglia urbana che fece la prima comparsa ufficiale  nel 1967. Nel 1971, l'esercito fu invitato a partecipare al governo, il Congresso venne sciolto e i Tupamaros vennero annientati. Nonostante l'aperta avversione dell'opinione pubblica, l'esercito continuò a tenere sotto controllo le politiche nazionali fino a quando nel 1984 Julio María Sanguinetti vinsele elezioni presidenziali. Il suo governo tentò quantomeno un ritorno alle tradizioni democratiche e avviò un processo di riconciliazione, cominciando daun'amnistia, senza però attivare nessuna drastica riforma economica. Nel 1990 gli succedette Luis Alberto Lacalle, un riformista sostenitore del liberomercato, ma le sue politiche di riduzione degli stipendi, tagli alla spesa pubblica e vendita delle proprietà statali incontrarono una forte opposizione eprepararono il terreno al ritorno di Sanguinetti, che riottenne la carica di presidente nel 1994.
Le elezioni presidenziali del novembre 1999 hanno offerto un segno di continuità, vedendo il prevalere del candidato centrista del Partido Colorado, JorgeBatlle Ibáñez, sul socialista Tabaré Vazquez. Nell'agosto del 2000 una commissione ha cominciato a investigare su 160 persone scomparse durante il regimemilitare, ma il processo della riconciliazione è ancora bel lungi dalla fine.
Il 2002 è stato il quarto anno consecutivo di recessione per il paese e la situazione si è ulteriormente aggravata a causa del disastro economicodell'Argentina, che ha ridotto del 90 percento il turismo, una delle principali risorse dell'Uruguay. Per contenere la fuga di capitali, le banche sonostate chiuse per quattro giorni dopo l'approvazione di un disegno di legge del governo in difesa delle banche pubbliche, che ostacola il ritiro deirisparmi vincolati. Negli stessi giorni centinaia di persone hanno saccheggiato negozi di alimentari e supermercati in molte zone popolari di Montevideo.
Finché il 5 agosto gli USA hanno anticipato un prestito di un miliardo e mezzo di dollari in attesa che arrivino i contributi promessi dal Fondo monetariointernazionale, pari a poco meno di quattro miliardi di dollari.
Nel 2003 è iniziata la forte ripresa economica, grazie anche al ritorno del tursimo, alle esportazioni e alla crescita dei consumi di base, favoriti da uncontesta di stabilità economica. Questa tendenza positiva è proseguita nel 2004. Le primarie del mese di giugno hanno segnato l'ascesa di due nuove figure all'interno dei partiti tradizionali: Jorge Larranga (Nacional) e Guillermo Stirling (Colorado), uomini politici molto popolari, che hanno minato lavittoria del favorito, Tabaré Vazquez, alle presidenziali. Vazquez è l'uomo al quale la sinistra ha affidato il compito di fronteggiare alle presidenzialidel 30 ottobre Jorge Batlle. Dopo la consultazione elettorale e lo spoglio delle schede, la Corte elettorale uruguaiana ha annunciato la vittoria di TabaréVázquez, leader del Fronte ampio (sinistra). Il Fronte ampio, accreditato del 50,6 per cento dei voti, ha raccolto la prima vittoria della sinistra in 170anni di storia del paese.


POLITICA
Il 31 ottobre 2004, il popolo dell'Uruguay ha eletto il primo presidente di sinistra della storia del paese: Tabaré Vazquez, candidato del Frente Amplio-Encuentro Progresista – Nueva Mayoría, una coalizione sorretta da diversi settori di sinistra che, guadagnando il 50,7% dei suffragi, si impose al primo turno e si impose su 8 dei 19 dipartimenti dell'Uruguay. A Montevideo, dove vive la metà della popolazione del paese, la percentuale dei voti per Vazquez fu del 60%.
Dall'indipendenza dell'Uruguay (1830), i partiti bianco e colorato, creati durante la Grande Guerra (1839-1851), su sono alternati al potere fino a queste prime elezioni del XXI secolo. Il nuovo presidente è un oncologo di 64 anni, che è nato e cresciuto nel quartiere di La Teja. Dal 1987 è dirigente del Partito socialista e nel 1989 è stato eletto sindaco del dipartimento di Montevideo, inaugurando 15 anni di governo di sinistra nella capitale. Dal 1994 è il presidente del Frente Amplio. Dal primo discorso come presidente, Tabaré Vazquez, che ha assunto il potere nel marzo del 2005, ha promesso un cambiamento che scuoterà anche le radici degli alberi, in un paese soffocato dal debito estero (12.500 milioni di dollari Usa), da una povertà raddoppiata negli ultimi dieci anni e da un tasso di disoccupazione che nel 2002 è arrivato a toccare il 20 percento. Così il suo primo provvedimento è stato un piano di emergenza sociale, per aiutare i centomila fra uomini, donne e bambini che vivevano in condizioni disumane. Avendo l'appoggio della maggioranza del Congresso, Vazquez governa senza intoppi. Le speranze in lui riposte sono tante. Solo il tempo dirà se le soddisfarrà.



SOCIETA'
Quella uruguayana è una società cosmopolita, risultato di successive migrazioni europee. Di conseguenza è una società aperta, tollerante e senza discriminazioni raziali, politiche e religiose. Ha il più alto tasso di alfabetismo della America Latina e uno dei più alti al mondo, sfiorando il 98%.
La lingua ufficiale è lo spagnolo, ma dato che il tursimo è una delle risorse più importanti del paese, si parla anche portoghese e inglese.
Al suo interno è così suddivisa: 88% bianchi, 8 meticci, 4 neri. Le discendenze sono per il 90 percento europee, il 7 meticcie, il 3 africane. Non esiste una religione ufficiale. La Costituzione garantisce libertà di culto. Quindi coesistono differenti credo, anche se la maggioranza è cattolica.


ECONOMIA
Il settore primario dell'economia è basato sull'allevamento, soprattutto bovino e ovino, che è la principale risorsa del paese. Sono diffuse le colture di cereali quali riso e frumento, di girasole, soia e olivo, nelle regioni di Montevideo e Canelones si coltiva la vite, poi c'è grande attenzione per la canna da zucchero e la frutta, per lo più agrumi, mele, pesche e pere. 
Il settore secondario è per lo più concentrato su l'industria agroalimentare, del tabacco, della pasta di legno e della carta. Dal sottosuolo, invece, si estraggono oro, gesso e talco. A la Teja c'è una raffineria di petrolio.
Il paese è esportatore di legname di eucalipto, carne, riso, lana, pesce, cuoio, vestiario e prodotti chimici. Ospita zone franche attive a Colonia, Montevideo, Nueca Palmira, Rio Negro, Rivera, San José, Fray Benots, Florida. I suoi principali partner commerciali sono il Brasile, l'Argentina, gli Stati Uniti, la Cina e l'Unione Europea.
Rilevante è anche il turismo, concentrato perlopiù nelle località balneari di Punta del Este e Piriápolis, l'80 percento dei turisti sono argentini. 


MASS MEDIA
La libertà di espressione e informazione è garantita dalla Costituzione. L'associazione nazionale della stampa è molto attiva e vigile, pronta a denunciare ogni minimo attentato alla libertà di stampa.
Nel Paese la diffusione dei quotidiani, che sono 32, è di 293 ogni mille abitanti.