Ordinamento politico: repubblica presidenziale
Capitale: Bogotà
Superficie: 1.141.748 kmq
Popolazione: 42.310.775
Lingua: spagnolo
Religione: 95% cattolici; 1% protestanti
Alfabetizzazione: 92.5% (Italia: 98%)
Mortalità infantile: 21.72 per mille (Italia: 5,7 per mille)
Speranza di vita: 67.58 anni maschi; 75.41 anni femmine (Italia: 76 M, 82 F)
Popolazione sotto la soglia di povertà:
Prodotti esportati: petrolio e derivati, carbone, caffè, bulbi e fiori, materie
plastiche, banane, vestiario, veicoli, ferroleghe, zucchero, oro e preziosi.
Debito estero: $ 28.519 milioni
Spese militari: 3,8% del prodotto interno lordo
GEOGRAFIA
La Colombia è situata a nord del continente sudamericano. Si affaccia sul mar
delle Antille, tra Panama e Venezuela, e sull’Oceano Pacifico tra Panama ed Ecuador.
Confina ad est con il Venezuela (per 2050 km) e con il Brasile (per 1.643 km).
A sud con il Perù (per 1496 km) e con l’Ecuador (per 590 km). A nord ovest con
Panama (per 225 km). Sono colombiani anche l’isolotto di Malpelo, dipartimento
di Cauca, al largo della costa pacifica, e gli isolotti e banchi di Roncador,
Serraña, Quitasueño, Bajo Nuevo e Serranilla (dipartimento di San Andrés Y Providencia)
nel Mar dei Carabi.
Il territorio è diviso in due settori distinti: quello montuoso delle Ande, ad
ovest, e quello orientale pianeggiante. Il clima è condizionato dalla posizione
tropicale del paese e dall’altitudine. Quindi ci sarà un clima tropicale lungo
le coste e nelle pianure, mentre sarà molto più freddo man mano si sale. Il sottosuolo
è ricco di petrolio, gas naturale, ferro, carbone, nichel, oro, rame, smeraldi
e risorse idriche.
STORIA
Indipendente dalla Spagna dal 1819, la Colombia formò fino al 1830 la Federazione
della Grande Colombia, insieme con Panama, Ecuador e Venezuela. L’attuale struttura
e denominazione è stata assunta nel 1886. Da sempre la Colombia ha visto la contrapposizione
tra liberali e conservatori.
Le prime elezioni libere si sono tenute soltanto nel 1974, ma dagli anni Sessanta
è iniziata una guerra tra i guerriglieri populisti-marxisti, riuniti principalmente
nelle Forze Armate Rivoluzionarie colombiane (Farc) e nell’Esercito di liberazione
nazionale (Eln), e il governo sostenuto dai paramilitari di estrema destra, raggruppati
nelle Autodifese unite della Colombia (Auc) finanziati dai latifondisti.
L’attuale Costituzione è stata emanata nel 5 luglio 1991. Da allora la Colombia
è una repubblica presidenziale.
Dall'indipendenza (1830) all'inizio del XX secolo, il paese è segnato da 9 guerre
civili, 11 costituzioni e 14 conflitti territoriali. Fino al 1957 - anno in cui
si esaurisce la maggior parte delle riserve petrolifere per l'intenso sfruttamento
- lo scontro tra liberali e conservatori esce spesso dai binari della politica,
culminando nel 1948 nell'assassinio del leader liberale Jorge Eliecer Gaitan,
a cui fa seguito una pesante rivolta di piazza (conosciuta come el Bogotazo) che
getta le basi per la costituzione di un primo gruppo di guerriglieri.
Le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), guidate tuttora da Manuel
"Tiro fijo" (Colpo sicuro) Marulanda e da Jacobo Arenas fanno la loro prima apparizione
nel 1964. Nello stesso anno si intensifica lo scontro tra la guerriglia rurale
e altri gruppi paramilitari, finanziati dai latifondisti, formati dagli stessi
uomini dell'esercito governativo e da mercenari di tutto il mondo.
Dopo 10 anni di guerriglia, nel 1974, il presidente liberale Alfonso Lopez Michelsen
rivolge maggiore attenzione alle rivendicazioni popolari, ma i gruppi di potere
economico presenti sul territorio lo osteggiano apertamente: nel 1978, a ricevere
assistenza sociale è solo un terzo dei lavoratori. In questi anni inoltre il prezzo
del caffè sul mercato è molto instabile e i prezzi sono soggetti a brusche variazioni.
Le azioni delle Farc e del Movimento 19 Aprile (M-19) si intensificano.
Nel 1982, è eletto presidente il conservatore Belisario Betancur che porta la
Colombia nel Movimento dei Paesi Non Allineati e inizia le trattative di pace
con l'M-19 e con le Farc. Dopo pochi mesi viene raggiunto un accordo per sospendere
le ostilità. L'accordo è osteggiato dai latifondisti che continuano a finanziare
milizie speciali dell'esercito e in meno di un anno riprendono le ostilità.
Nel 1985 gli scontri tra i guerriglieri dell'M19 e l'esercito si spostano anche
a Bogotà e il tentativo di occupazione del Palazzo di Giustizia da parte dei guerriglieri
provoca la morte di un centinaio di persone tra militari e civili. In questa situazione
di violenza, la guerriglia si avvicina alle mafie del narcotraffico che si trasformano
in un autentico centro di potere politico: tra il 1987 e il 1990 vengono assassinati
Jaime Pardo Leal dell'Unione Patriottica e i candidati presidenti Luis Carlos
Galan, Bernardo Jaramillo e Carlos Pizarro. In circa cinque anni le vittime degli
scontri tra guerriglieri e militari raggiungono quota duemila. I paramilitari
e l'esercito sterminano uno a uno i membri dell'Union Patriotica, unica speranza di cambiamento legale e non armato, promosso dalle Farc.
All'inizio degli anni '90 in Colombia i gruppi paramilitari finanziati dal narcotraffico
sono circa 140 e la Drug Enforcement Administration (Dea) degli Stati Uniti, con
la connivenza del governo colombiano, inizia a bombardare con prodotti chimici
le piantagioni di coca, trasformando la guerriglia in una vera e propria guerra
civile.
Nonostante il neoeletto presidente liberale Cesar Gaviria riesca a organizzare
una serie di incontri tra governo e rappresentanti delle forze armate - Farc,
Esercito di Liberazione Nazionale (Eln), Esercito Popolare di Liberazione (Epl)
e Coordinamento Guerrigliero Simon Bolivar - per firmare una nuova tregua, nel
1992 il processo di pace entra in crisi irreversibile.
Il governo decreta lo stato d'emergenza e inizia a intervenire anche contro le
organizzazioni civili in rapporti con i gruppi ribelli. Nei mesi successivi ricominciano
gli scontri armati. Alla testa della guerriglia si pone Pablo Escobar Gaviria
- capo del cartello di Medellín, potente organizzazione del narcotraffico - ma
pochi mesi dopo il trafficante viene ucciso dalla polizia. Nel 1996 la guerriglia
è tale che i fronti aperti sono più di 100: 49 tra sindaci e consiglieri comunali
vengono assassinati e altri 180 sequestrati. Più di un milione di persone, inoltre,
sono costrette ad abbandonare le loro proprietà. Nel 1998 vince le elezioni il
conservatore Andres Pastrana che promette di porre fine alla guerra civile, ma
le Farc rinviano la firma della tregua e scatenano diverse offensive a danno anche
delle zone smilitarizzate. Nel 2000 Pastrana accetta la proposta statunitense
di creare tre battaglioni antidroga, addestrati ed equipaggiati da forze speciali
americane, e appoggiati da 60 elicotteri, ma la resistenza dei 17.000 guerriglieri
delle Farc, i 5 mila dell'Eln costringono Pastrana a non ricandidarsi, aprendo
le porte alla vittoria elettorale di Alvaro Uribe.
POLITICA
Alvaro Uribe sale al potere il 7 agosto 2002.
Alla scadenza del suo mandato elettorale - basato sulla guerra aperta
alla guerriglia - il confronto armato tra il governo e le forze ribelli
continua a mietere vittime. Subito dopo le elezioni Uribe ha interrotto
il processo di dialogo e intensificato la campagna militare contro i
guerriglieri marxisti delle Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane
(Farc), inaugurando il Plan Patriota. In questo modo ha potuto
imporre una tassa di guerra, estendere il servizio di leva (55 mila in
più tra militari e poliziotti) e portare la difesa in cima alle voci
del bilancio statale (3.5 miliardi di euro). Uribe inoltre ha ricevuto
cospicui fondi dal governo statunitense col pretesto della lotta alla
droga (l'80% del mercato statunitense é invaso da droga proveniente
dalla Colombia), ottenendo appoggio logistico e tecnologico e l'invio
di migliaia di marines. Questa manovra è stata chiamata
Plan Colombia.
I legami tra il governo Uribe e la Casa Bianca di George Bush si sono ulteriormente
rafforzati in seguito all'attentato che ha distrutto il principale oleodotto colombiano
(di proprietà della statunitense Occidental Petroleum) e in seguito all'abbattimento
di un Cessna americano con a bordo cinque passeggeri tra cui tre agenti della
Cia - inviati da Washington a sostegno del governo contro i guerriglieri - sopravvissuti
all'incidente e rapiti dalle Farc. Dall'11 settembre 2002, inoltre, i guerriglieri
colombiani
sono stati inseriti nelle liste dei terroristi internazionali e sono diventati
obiettivo della guerra statunitense contro il terrorismo.
La guerra civile dunque continua. Estese “zone di riabilitazione e
consolidamento” perlopiù nei dipartimenti di Arauca, Bolívar e Sucre
sono sotto il controllo militare, e la rete di informatori
anti-guerriglia, vale a dire civili addestrati e ricompensati per
fornire informazioni a militari e paramilitari si è estesa a dismisura,
arrivando a comprendere quasi due milioni di persone. Le operazioni
contro Farc ed Eln continuano a mietere vittime civili a centinaia. Di
conseguenza sono aumentate anche le azioni della guerriglia, gli
attentati dinamitardi e anche i rapimenti. Attualmente oltre 3000
persone sono ostaggio delle Farc. Le Auc hanno continuato le loro
operazioni di forza rivolte soprattutto contro i contadini, uccisi o
costretti a fuggire dalle loro terre. Un modo per poter sfruttare al
meglio i loro territori, solitamente ricchi per biodiversità e risorse
naturali.
E’ inoltre in pieno svolgimento la smobilitazione dei
paramilitari. Il governo Uribe ha deciso di reintegrare gli
appartenenti alle Auc che scelgono di passare dall’illegalità alla
legalità, fagocitandoli nell’esercito e pulendo così la loro fedina
penale. E' infine riuscito a far modificare la Costituzione, che
impediva ai presidenti in carica di essere eletti per la seconda volta.
Adesso si prepara, dunque, a sostenere le elezioni presidenziali, che
ci saranno il 28 maggio 2006.
SOCIETA'
La società colombina è molto variegata. Il 47% sono meticci, il 20% bianchi,
un altro 20% mulatti, 6% neri, 3% zambos, 1% amerindi. La lingua ufficiale è lo
spagnolo, ma gli Amerindi dell’altopiano parlano la lingua chibcha, mentre quelli
della selva idiomi amazzonici.
L’istruzione è gratuita e obbligatoria dai 5 ai 10 anni. La scuola secondaria
dura dai 4 ai 6 anni. Il tasso di analfabetismo raggiunge il 7,9%.
Il sistema di sicurezza sociale è finanziato dal governo, dai datori di lavoro
e dai dipendenti. Le grandi imprese forniscono programmi di assicurazione sulla
vita ai loro dipendenti, ma la spesa dello Stato per la sicurezza sociale è il
12,4% delle spese totali. Per la sanità lo Stato spende il 5,5% del Pil. L’indice
di povertà è pari all’8,2%.
ECONOMIA
L’aumento delle esportazioni ha rilanciato la crescita economica, anche se la
disoccupazione rimane elevata e la povertà diffusa. Nell’ultimo anno il sostegno
del Fondo monetario internazionale ha permesso di evitare una grave crisi e l’economia
ha dato segni di ripresa. La crescita nel 2002 si è attestata all’1,6% trainata
essenzialmente dall’aumento della domanda interna, e l’inflazione è rimasta sotto
controllo. Tuttavia la situazione è fragile. La Colombia soffre di una domanda
privata anemica, con un tasso di disoccupazione del 16% e tanta sottoccupazione.
Le riforme ‘ortodosse’ del governo Uribe rischiano di frenare la ripresa. Una
delle priorità dunque dovrà essere quella di consolidare l’Unione doganale nel
quadro della comunità andina (Can), quale tappa intermedia in vista della negoziazione
del suo ingresso nell’Alca. Fondamentale in questo l’appoggio degli Stati Uniti,
sia economico sia nella lotta alla droga.
MASS MEDIA
I giornali in Colombia sono in mano alle oligarchie di potere filo-governative.
I guerriglieri si servono di metodi alternativi per diffondere i propri comunicati
stampa e le proprie versioni dei fatti. Anche le comunità civili, che cercano
di rimanere fuori dalle due parti in guerra hanno scelto siti internet per poter
divulgare le proprie verità.