| Nome ufficiale: |
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| Ordinamento politico: | Repubblica
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Governo attuale:
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Levi Mwanawasa, presidente eletto dal 27 dic. 2001
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| Capitale: |
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| Superficie: |
752.610 Kmq
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Popolazione:
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10.800.000 abitanti
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Densità:
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14,2 ab./Kmq
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Crescita demografica annua: |
1,54%
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Lingua:
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Inglese
(ufficiale), bemba, nyanja, tonga, lozi, kilunda, luvale |
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Religione: |
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Popolazione urbana:
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| Alfabetizzazione: |
79,9 % (86,3 % maschi; 73,8 % femmine) |
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Mortalità infantile: |
10,2 % |
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Aspettativa di vita:
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37 anni |
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Tasso HIV/AIDS:
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16,5 % |
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Indice sviluppo umano:
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0.389 – 164esimo su 177 stati
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Moneta:
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Kwacha zambiano
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PIL:
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Ripartizione PIL: |
Agricoltura 19,3 %; Industria 29,6 %; Terziario 51,1 % |
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Crescita economica (2004):
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4,6 % |
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Reddito nazionale lordo per ab.:
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380 USD/ab. |
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Pop. sotto soglia povertà: |
86 % (1993)
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Inflazione:
| 21,4 % |
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Esportazioni: |
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Importazioni: |
1.267 milioni USD |
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Principali risorse economiche: |
Rame,
cobalto, pietre preziose, turismo |
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Spese militari: |
106,8 milioni USD (2,48 % del PIL) |
GEOGRAFIA
Situato nel cuore dell’Africa
meridionale lo Zambia, senza sbocco sul mare, confina con l'Angola a ovest, con
la Repubblica Democratica del Congo a ovest e a nord, con la Tanzania a
nord-est, con il Malawi a est e con Mozambico, Zimbabwe, Botswana e Namibia a
sud. Lo Zambia si trova su un altopiano ondulato che digrada verso sud, dove
l’umida savana boscosa lascia il posto alla foresta tropicale e a un clima più
asciutto. Il principale fiume del paese è lo Zambesi e lo Zambia, che segna
anche il confine con Zimbabwe, Botswana e Namibia. Il clima è tropicale, ma
temperato dall’altitudine specialmente nella parte settentrionale del paese; la
stagione delle piogge è concentrata tra ottobre e marzo.
STORIA
Divenuto indipendente dal dominio
coloniale inglese il 24 ottobre del 1964 lo Zambia (ex-Rhodesia del Nord) è
stato governato per 27 anni dal presidente Kenneth Kaunda, leader dell’Unip
(United National Independence Party) che fino al 1991 è stato l’unico partito
politico legale del paese. Kaunda ha governato per 27 anni con pugno di ferro
e
con una sorta di commistione tra marxismo e valori tradizionali africani
definito dal presidente stesso “umanesimo”.
L’isolamento internazionale e la pessima situazione economica hanno
costretto Kaunda, in séguito a pesanti proteste, a emendare la costituzione
consentendo il multipartitismo. I risultati si sono subito fatti vedere, visto
che nel 1991 il candidato del MMD (Movement for Multiparty Democracy) Frederick
Chiluba è stato eletto presidente a larga maggioranza.
Dopo aver “graziato” Kaunda e
aver consentito che si ritirasse in un momentaneo oblio politico, Chiluba si è
impegnato in una politica di appoggio alle grandi istituzioni finanziarie
internazionali, chiudendo le imprese minerarie statali ormai alla bancarotta e
attuando una serie di riforme strutturali che hanno provocato un pesante rialzo
dei prezzi. Il crescente scontento nei confronti dell’amministrazione ha
portato a un tentato golpe militare nell’ottobre 1997, durante il secondo
mandato di Chiluba, che ha avuto il solo effetto di far dichiarare lo stato
d’emergenza e ha portato a decine di arresti, tra qui quello di Kaunda.
Impossibilitato a modificare per
la seconda volta la Costituzione, Chiluba ha dovuto cedere il passo al proprio
delfino Levy Mwanawasa, eletto alla presidenza nel dicembre del 2001. Appena
sei mesi dopo essersi insediato Mwanawasa ha accusato il suo ex-mentore Chiluba
di appropriazione indebita e corruzione, dando il via a un procedimento legale
che, cominciato a dicembre del 2003, non si è ancora concluso. Mentre
all’estero è presentata come una imponente campagna anti-corruzione, quella
lanciata dall’attuale presidente sembra essere più un tentativo di eliminare i
fedelissimi del vecchio establishment dalla politica zambiana. Una politica di
cui ha già fatto le spese l’ex-capo dei servizi segreti Xavier Chungu, fuggito
all’estero nel 2004.
POLITICA
Nonostante la presenza di un
consistente numero di partiti, sono in realtà pochi quelli in grado di
presentare programmi alternativi e di distinguersi dal MMD di Mwanawasa. Le
principali incognite politiche attuali riguardano la modifica della
Costituzione, che probabilmente si trascinerà oltre le elezioni presidenziali
del 2006, e la lotta per le prossime presidenziali.
Al momento non sembrano esserci
grossi ostacoli a una rielezione di Mwanawasa, per la verità più per demeriti
degli avversari che per la qualità dell’attuale classe dirigente. L’unico in
grado di poter giocare un ruolo da protagonista sembra essere Dan Pule del PUDD
(Party for Democracy and Development), ma la lotta tra quest’ultimo e il PF
(Patriotic Front) di Michael Sata probabilmente favorirà un’altra vittoria del
MMD.
Paradossalmente, uno dei maggiori
grattacapi per il futuro di Mwanawasa sembra essere proprio la campagna
anti-corruzione, che si trascina ormai da 2 anni senza ottenere apprezzabili
risultati, tanto che la maggioranza dell’opinione pubblica teme che i fondi
impiegati per il processo a Chiluba superino quelli recuperati dai conti esteri
della vecchia classe politica.
SOCIETA'
Nonostante un buon tasso di
alfabetizzazione (quasi l’80%) lo Zambia è uno degli ultimi paesi nell’Indice
di Sviluppo Umano, appena 164esimo su 177 stati. Ciò è dovuto, oltre che ai
problemi economici, ad un alto tasso di mortalità infantile (il 10% dei bambini
muore prima di aver raggiunto i 5 anni) e ai problemi legati alla diffusione
dell’Aids. Il 16% della popolazione adulta risulta contagiato nonostante
l’avvio di un programma per la diffusione di anti-retrovirali varato nel 2003.
Le donne sembrano essere le più colpite dal virus, tanto che nelle zone urbane
una
donna su due ne risulta contagiata.
ECONOMIA
Divenuto negli anni 60 il terzo
esportatore di rame al mondo dopo Usa e Urss, lo Zambia continua a essere
dipendente in maniera preoccupante dalle sue miniere. Nonostante la
privatizzazione di molte delle industrie collegate al settore abbia permesso
allo stato di sgravarsi delle pesanti perdite causate dalla cattiva
amministrazione di queste ultime, il paese continua a essere uno dei più poveri
del mondo, con un tasso di disoccupazione superiore al 20% e almeno il 70%
della popolazione che vive sotto la soglia di povertà (anche se gli ultimi dati
ufficiali parlano dell’86%, record mondiale).
Le abbondanti piogge dell’ultimo
anno hanno permesso allo Zambia di essere l’unico paese dell’Africa meridionale
ad aver raggiunto un surplus alimentare nel 2004 e il rialzo del prezzo dei
minerali ha favorito una ripresa dell’industria estrattiva, ma anche così il
paese rimane pesantemente dipendente dagli aiuti internazionali. Dopo aver
ottenuto una cancellazione di 3,8 miliardi di dollari (su 6,5) di debito estero
lo Zambia si trova con denaro fresco da poter destinare alla crescita economica
e in particolare alla diversificazione delle attività economiche, ma la carente
amministrazione e la corruzione dilagante impediscono qualsiasi riforma seria
in campo economico e politico.
MASS MEDIA
In questo quadro desolante, i
mezzi di informazione in Zambia continuano a conservare una relativa
indipendenza. I principali problemi del paese sono largamente dibattuti e non
mancano le critiche, anche feroci, alla classe dirigente. Iniziative come il World
Press Day sono molto sentite nella capitale Lusaka e dimostrano come
l’informazione nel paese continui a rivestire un ruolo importante, anche se
dopo il fallito colpo di stato ai danni di Chiluba nel 1997 il governo ha
deciso di dare un giro di vite alla libertà di espressione dei mass media.
Ciononostante, il quadro generale dell’informazione nel paese rimane uno dei
migliori del continente.