| Nome ufficiale: | Republic of South Africa |
| Ordinamento politico: | Repubblica |
| Governo attuale: | Thabo Mbeki, presidente eletto dal 14 giu. 1999 |
| Capitale: | Pretoria, Città del Capo |
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| Superficie: | 1.221.041 Kmq |
| Popolazione: | 45.000.000 abitanti |
| Densità: | 36,7 ab./Kmq |
| Crescita demografica annua: | -0,11% |
| Lingua: | 11 lingue ufficiali, tra le quali: afrikaans,
inglese, zulu, xhosa, tswana, sotho, tsonga, swazi, venda, ndebele |
| Religione: | Cattolica, protestante e indipendentista |
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| Popolazione urbana: | 56,5% |
| Alfabetizzazione: | 86% (86,7% maschi; 85,3% femmine) |
| Mortalità infantile: | 5,2% |
| Aspettativa di vita: | 46 anni |
| Tasso HIV/AIDS: | 21,5% |
| Indice sviluppo umano: | 0.666 – 119esimo su 177 stati |
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| Moneta: | Rand |
| PIL: | 196.300 milioni USD |
| Ripartizione PIL: | Agricoltura 3,8%; Industria 31%; Terziario 65,2% |
| Crescita economica (2004): | 3,5% |
| Reddito nazionale lordo per ab.: | 2.780 USD/ab. |
| Pop. sotto soglia povertà: | 50% |
| Inflazione: | 5,9% |
| Esportazioni: | 36.482 milioni USD |
| Importazioni: | 41.084 milioni USD |
| Principali risorse economiche: | Agricoltura, allevamento, minerali (oro, diamanti,
carbone, ferro, uranio), siderurgia, turismo |
| Spese militari: | 3.172 milioni USD (1,61% del PIL) |
GEOGRAFIA
Situato all’estremità meridionale
del continente, il Sudafrica si trova alla confluenza tra l’Oceano Atlantico e
quello Indiano, che bagnano le coste meridionali e occidentali. A nord il paese
confina con Namibia, Botswana e Zimbabwe, a est con Mozambico e Swaziland e
circonda il piccolo regno del Lesotho, situato nella parte orientale del paese.
L’ambiente
sudafricano è diviso
tra le strette pianure costiere e gli altipiani dell’interno, che verso il
confine con la Namibia cedono il posto al deserto del Kalahari. Il clima
tropicale è mitigato dall’altitudine e dalla presenza degli oceani che fanno di
quello sudafricano uno dei migliori climi del continente.
Le precipitazioni aumentano man mano che ci si sposta verso est, così
come le temperature. La vegetazione è caratterizzata dalla savana nella parte
settentrionale.
STORIA
Al termine delle guerre che nel
corso dell’800 e fino al 1902 hanno visto opposti i coloni boeri di origine
olandese ai britannici, nel 1910 nasce l’Unione del Sudafrica. Nonostante la
schiavitù sia stata abolita nel 1833, il nuovo stato si caratterizza
immediatamente come dominato a livello politico dalla minoranza bianca. Un
dominio sancito con le elezioni del 1948 che vedono vincitore il National
Party, che guiderà il paese fino al 1994 e sarà il maggiore responsabile
dell’istituzione dell’apartheid, eufemisticamente definito “sistema di sviluppo
separato delle razze”.
La segregazione della popolazione
nera si acuisce con la creazione delle famose “homelands”, una decina di
riserve dove confinare gli indigeni neri e dove, per la assoluta mancanza di
investimenti e servizi, è praticamente impossibile intraprendere qualsiasi
attività economica. Il progetto ben presto fallisce e gran parte dei neri si
riversano nelle periferie sovraffollate delle principali città sudafricane.
L’isolamento del Sudafrica
aumenta a partire dagli anni ’60, con l’uscita dal Commonwealth e con il
tentativo di arginare la “marea nera” che grazie alla guerre di indipendenza
porta alla guida degli stati confinanti amministrazioni nere e spesso di
sinistra. Il Sudafrica tenterà per lungo tempo di minare la stabilità di questi
stati attraverso il sostegno a gruppi ribelli, come in Mozambico, o con
interventi armati diretti come in Angola e Namibia. L’intervento di contingenti
cubani in Angola costringerà il Sudafrica a gettare un mare di risorse in una
guerra inconcludente dalla quale uscirà solo nel 1990, con la decisione di
rinunciare agli interventi armati nei due stati.
In politica interna invece
l’embargo dell’Onu si fa sentire soprattutto dal punto di vista economico, e il
regime segregazionista di Paul Botha comincia a vacillare. La maggioranza nera,
sebbene divisa aspramente tra l’Anc (African National Congress) e il movimento
Inkatha, riesce a far sentire la propria voce e a accelerare la transizione al
regime riformista di De Klerk nel 1989.
Le riforme non si fanno
attendere: vengono abolite le leggi che regolano la segregazione razziale e il
leader dell’Anc Nelson Mandela, in carcere dal 1961, viene liberato. Le
elezioni del 1994 sanciscono la vittoria dell’Anc con Mandela che sale al
potere e che nel 1999 lascerà il testimone al suo delfino Thabo Mbeki, in una
consultazione ancora una volta stravinta dall’Anc.
Finora la politica di riconciliazione seguita dall’Anc ha funzionato
piuttosto bene, permettendo una transizione morbida che ha stupito la comunità
internazionale e la stessa minoranza bianca, buona parte della quale ha però
abbandonato il paese negli anni successivi alla presa di potere da parte
dell’Anc.
POLITICA
Dopo la conferma dell’elettorato,
che l’anno scorso l’ha rieletto con il 70% delle preferenze, Mbeki non
si deve
certo preoccupare del suo indice di gradimento politico. I principali
partiti
d’opposizione restano la Democratic Alliance, attestatasi al 13%, e
l’Ifp
(Inkatha Freedom Party) con il 7% delle preferenze. Il Nnp (New
National Party)
ha invece deciso di sciogliersi dopo aver ricevuto meno del 2% dei
voti. La maggiore sfida politica per il
paese riguarda la lotta alla corruzione, come ha dimostrato la
destituzione del
delfino e vicepresidente Jacob Zuma implicato in uno scandalo che ha
visto
come
protagonista il suo consigliere finanziario Shabir Shaik. Oltre alle
accuse di corruzione, Zuma si è dovuto difendere da un'accusa di stupro
che ha rischiato di comprometterne la carriera politica, ma il buon
esito di entrambi i processi l'ha fatto rientrare più in corsa che mai.
L'ex-vicepresidente
continua ad avere un largo séguito all'interno dell'Anc,
soprattutto da parte di chi ha visto in queste accuse solo delle
strumentalizzazioni
per mettere fuori gioco Zuma dalla lotta per la successione a Thabo
Mbeki, che non si potrà ripresentare alle prossime elezioni
presidenziali.
Per il momento la leadership sul mondo africano non è in dubbio: dopo
aver ospitato il summit che ha sancito la nascita dell’Unione Africana il paese
è ancora il punto di riferimento del continente, come dimostrano il ruolo di
Thabo Mbeki come mediatore in numerosi crisi africane e anche l’assegnazione al
Sudafrica dei mondiali di calcio del 2010.
SOCIETA'
Sebbene tutti gli analisti siano d’accordo
nel predire un futuro roseo per il paese, sono ancora molti i problemi che il
Sudafrica si trova a affrontare. La riequilibratura tra lo standard di vita
della minoranza bianca e quello della maggioranza nera è ancora un’utopia, con
metà della ricchezza concentrata nelle mani del 10% della popolazione. Le leggi
di “discriminazione positiva” per garantire delle quote ai neri non hanno
prodotto i risultati sperati, così come la riforma agraria che continua a essere
la questione più dibattuta.
Il periodo di assestamento successivo alla fine del
potere bianco dura
ancora oggi, e i risultati si fanno sentire: in 10 anni il paese ha perso 29
posizione nell’indice di sviluppo umano, il 40% della popolazione vive ancora
sotto la soglia di povertà, la disoccupazione è al 26% e il lavoro nero e la
criminalità fioriscono soprattutto nelle “townships” di periferia. Senza
contare la vera piaga sociale rappresentata dall’Aids, che colpisce più del 20%
dei Sudafricani e contro il quale il governo ha recentemente lanciato una
campagna per l’utilizzo di farmaci anti-retrovirali giudicata inefficace dagli
stessi membri dell’Anc.
ECONOMIA
Le cifre ancora preoccupanti che
descrivono le condizioni di vita della popolazione colpiscono ancora di più se
confrontate con quelle generali dell’economia sudafricana: il Pil del paese è
un terzo di quello dell’intera Africa sub-sahariana e i quattro quinti delle
grandi imprese africane provengono dal Sudafrica. La crescita economica
dovrebbe attestarsi intorno al 3,5%, mentre l’inflazione e i conti statali sono
sotto controllo. Lo sviluppo del terziario,
dell’industria e del turismo ha permesso al paese di staccarsi dalla dipendenza
dell’industria di estrazione dei minerali e dei diamanti, che rimangono
comunque una voce importante nelle entrate del paese.
Per garantire lo sviluppo
del Sudafrica non mancano neanche le infrastrutture, le reti di
telecomunicazione e l’energia, ma la crescita economica finora non è riuscita
a
incidere sulla creazione di posti di lavoro.I bianchi hanno ancora il controllo
di quasi tutta l’economia che conta
mentre buona parte dei neri non ha di che vivere: non stupisce che la società
sudafricana sia stata classificata come la seconda più ineguale del mondo dopo
quella brasiliana.
MASS MEDIA
Sebbene il presidente Mbeki sia piuttosto sensibile
alle critiche interne, la situazione dei media in Sudafrica è una delle
migliori (se non la migliore in assoluto) del continente. Non si registrano
persecuzioni contro la stampa e le principali questioni nazionali vengono
dibattute nella massima libertà, come dimostra la recente vicenda di Jacob Zuma
che ha diviso il Paese.