Sierra Leone
 
 
Nome ufficiale: 
Republic of Sierra Leone 
Ordinamento politico: 
Repubblica 
Governo attuale: 
Ahmad Tejan Kabbah, presidente eletto dal marzo 1996 e spodestato nel periodo maggio 1997-febbraio 1998 da Johnny Paul Koroma
Capitale: 
Freetown
 
 
Superficie: 
71.740Kmq 
Popolazione: 
5.000.000 abitanti 
Densità: 
66,4 ab./Kmq 
Crescita demografica annua: 
1,93% 
Lingua: 
Inglese, krio, temné, mendé, limba 
Religione: 
Musulmana, cristiana 
 
 
Popolazione urbana: 
38,1% 
Alfabetizzazione: 
36%
Mortalità infantile: 
16,5% 
Aspettativa di vita: 
37 anni 
Tasso HIV/AIDS: 
7% 
Indice sviluppo umano: 
0.273 – 177esimo su 177 stati 
 
 
Moneta: 
Leone 
PIL: 
793 milioni USD 
Ripartizione PIL: 
Agricoltura 52,5%; Industria 30,6%; Terziario 16,9% 
Crescita economica (2004): 
6% 
Reddito nazionale lordo per ab.: 
150 USD/ab. 
Pop. sotto soglia povertà: 
68% 
Inflazione: 
1% 
Esportazioni: 
92 milioni USD 
Importazioni: 
303 milioni USD 
Principali risorse economiche: 
Diamanti, oro, cacao, caffè 
Spese militari: 
13,2 milioni USD (1,66% del PIL) 
 
 
 
GEOGRAFIA
Situata poco a nord del Golfo di Guinea, la Sierra Leone confina a nord e a est con la Guinea e a sud-est con la Liberia, mentre a ovest è bagnata dall’Oceano Atlantico. Sulla costa il paese è caratterizzato da pianure per la maggior parte paludose, che si estendono per circa 80 km all’interno. L’unica eccezione è costituita dalla penisola dove è situata la capitale Freetown, in prevalenza collinare. Nell’interno le pianure si trasformano in altipiani verso la parte settentrionale, mentre a sud si trova una vasta zona collinare. I rilievi più elevati si trovano presso i confini settentrionali e orientali. I fiumi sono di scarsa rilevanza.
Il clima della Sierra Leone è tropicale, con la stagione delle piogge che va da maggio a ottobre. Non si registra una consistente escursione termica annua, con temperature che si aggirano attorno ai 27 gradi di media. 

STORIA
Il nome Sierra Leone viene assegnato al territorio da un esploratore portoghese che visita le coste del paese nel 1460. Freetown viene fondata nel 1787 per gli schiavi liberati provenienti dai territori britannici e americani, mentre il territorio passa sotto l’amministrazione della Sierra Leone Company fino al 1808. In quella data il paese diventa colonia reale inglese, prima di trasformarsi in protettorato a fine secolo.
Dopo aver tenuto una serie di elezioni amministrative, la Sierra Leone diviene indipendente nell’aprile 1961, con Milton Margai del Slpp (Sierra Leone People’s Party) premier. Nel 1967 diviene primo ministro Siaka Stevens a capo dell’Apc (All People’s Congress), salvo esser spodestato per pochi mesi da una giunta militare che avrà breve vita. Stevens consoliderà il proprio potere dichiarando la Sierra Leone una repubblica nel 1971 e organizzando un regime monopartitico che renderà superflue le successive consultazioni. La situazione di fatto viene sanzionata con il varo della nuova Costituzione nel 1978, e solo una grave crisi economica all’inizio degli anni ’80 costringe Stevens a ritirarsi nel 1985.
Nel 1986 sale al potere il generale Joseph Saidou Momoh, che l’anno successivo scamperà a un altro tentativo di golpe. La situazione economica, già precaria sotto il regime precedente, peggiora fino a costringere il regime di Freetown a dichiarare lo stato d’emergenza. A aggravare ancora di più la situazione ci pensano i ribelli liberiani che nel 1991 sconfinano in Sierra Leone e che impegnano l’esercito locale in un difficile conflitto che segna l’inizio della fine per il paese: la Sierra Leone entrerà infatti in una sorta di guerra ininterrotta che avrà termine solo nel 2002. Dopo aver sconfitto i ribelli liberiani grazie all’aiuto delle truppe guineane e nigeriane, l’esercito si trova infatti a affrontare i ben più temibili ribelli del Ruf (Revolutionary United Front). Il fronte governativo viene inoltre indebolito dalle lotte intestine per il potere, che nel 1992 portano al potere il capitano Valentine Strasser, che avrà almeno il merito di migliorare le condizioni economiche del paese anche se con metodi poco ortodossi, tra i quali la feroce repressione degli oppositori politici.
Nel 1996 Strasser, appena 27enne, accetta di farsi da parte e di lasciare spazio a Ahmed Tejan Kabbah, uscito vincitore dalle urne nello stesso anno. La situazione dal punto di vista militare rimane però precaria, tanto che il Ruf riesce a ordire un colpo di stato che nel maggio 1997 rovescia Kabbah e porta al potere una giunta amica. Solo l’intervento dei militari nigeriani di stanza in Liberia riesce a cacciare i ribelli da Freetown e a reinstaurare Kabbah al potere l’anno successivo. I ribelli si rifaranno sulla popolazione civile, massacrando gli abitanti dei villaggi attorno alla capitale e mutilando migliaia di persone, una sorta di “marchio di fabbrica” del Ruf.
Nel luglio 1999 Kabbah e il leader ribelle Foday Sankoh firmano un accordo di pace, ma gli scontri continueranno ancora fino all’arresto di Sankoh, avvenuto l’anno successivo durante scontri che coinvolgono da una parte gli uomini del Ruf e dall’altra i caschi blu della Minusil, la missione Onu da poco entrata nel paese. Nel 2002 la missione riesce a completare il disarmo dei circa 45.000 guerriglieri del Ruf e a istituire il Tribunale per i crimini di guerra in Sierra Leone. 

POLITICA
Le prossime elezioni presidenziali sono previste per il 2007: il regime di Kabbah è ormai logorato dalle difficoltà di risollevare un paese allo stremo, e la mancanza di prospettive economiche sta spostando buona parte dell’elettorato verso l’Apc che nelle elezioni locali del 2004 ha recuperato sensibilmente sul Slpp. Un brutto colpo per Kabbah, che nel 2002 era stato eletto con il 70% delle preferenze. L’Apc rimane l’unico partito di opposizione degno di tale nome, visto che il braccio politico del Ruf si è sfaldato dopo aver ricevuto alle elezioni del 2002 appena l’1% dei voti.
Da risolvere sarà anche la questione dei criminali di guerra: dopo che i vertici del Ruf sono morti in circostanze più o meno sospette, restano da processare alcuni ministri che hanno servito a Freetown durante il conflitto ma che sono giudicati come eroi nazionali dalla popolazione, per il solo fatto di essere riusciti a piegare la ribellione del Ruf. Un problema che rischia di avvelenare il già poco sereno clima politico locale. 

SOCIETA'
La popolazione è uscita stremata dalla guerra: l’aspettativa di vita arriva a 37 anni e il paese è ultimo secondo l’indice di sviluppo umano. Quasi il 70% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, una percentuale che nell’ultimo periodo dovrebbe essere anche aumentata. Le scarse prospettive di sviluppo economico, una ripresa che tarda a arrivare e una disoccupazione ancora alta non fanno ben sperare per il futuro del paese, che deve affrontare gravi problemi anche in campo sanitario e educativo (solo il 36% della popolazione è alfabetizzato). 

ECONOMIA
Le prospettive economiche si basano sulla risorsa che finora ha più influito in negativo sulle vicende del paese: i diamanti. Il governo ha già dato in concessione alcune aree per l’estrazione delle pietre preziose, sperando così di migliorare la bilancia commerciale e poter destinare buona parte degli introiti alla ricostruzione del paese. Il problema del contrabbando di pietre preziose non è stato però risolto.
Anche i giacimenti di rutilio potrebbero giocare un ruolo importante nella ripresa economica, ma la riabilitazione delle infrastrutture di base dovrà essere prioritaria per poter usufruire dei benefici derivanti da queste attività economiche. 


MASS MEDIA
La libertà di stampa non è sicuramente una delle priorità della Sierra Leone al momento. Lo sviluppo del settore sarà subordinato a una ripresa economica che al momento si sta rivelando più difficile del previsto. 

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