Senegal
 
 
Nome ufficiale: 
Republique du Senegal 
Ordinamento politico: 
Repubblica 
Governo attuale: 
Abdoulaye Wade, presidente eletto dal 19 mar. 2000 
Capitale: 
Dakar
 
 
Superficie: 
196.720 Kmq 
Popolazione: 
10.000.000 abitanti 
Densità: 
50,1 ab./Kmq 
Crescita demografica annua: 
2,21% 
Lingua: 
Francese (ufficiale), wolof, peul-toucouleur, sérère, diola 
Religione: 
Musulmana, cattolica, animista 
 
 
Popolazione urbana: 
48,9% 
Alfabetizzazione: 
39,3% (49% maschi; 29,7% femmine) 
Mortalità infantile: 
7,9% 
Aspettativa di vita: 
52 anni 
Tasso HIV/AIDS: 
0,8% 
Indice sviluppo umano: 
0.437 – 157esimo su 177 stati 
 
 
Moneta: 
Franco CFA 
PIL: 
6.800 milioni USD 
Ripartizione PIL: 
Agricoltura 16,8%; Industria 21,2%; Terziario 62% 
Crescita economica (2004): 
6,1% 
Reddito nazionale lordo per ab.: 
550 USD/ab. 
Pop. sotto soglia povertà: 
54% 
Inflazione: 
0% 
Esportazioni:
1.331 milioni USD 
Importazioni: 
2.454 milioni USD 
Principali risorse economiche: 
Fosfati, arachidi, cotone, cereali, turismo 
Spese militari: 
107,3 milioni USD (1,57% del PIL) 
 
 
 
GEOGRAFIA
Situato nell’Africa occidentale, il Senegal confina a nord con la Mauritania, a sud con Guinea e Guinea-Bissau, a est con il Mali e a ovest con l’Oceano Atlantico. Il Senegal inoltre circonda quasi completamente (se si eccettua una piccola fascia costiera) il Gambia, che lo separa dalla regione del Casamance.
Il paese è attraversato da tre principali corsi d’acqua che prendono il nome dalle regioni che attraversano: Senegal, Gambia e Casamance. Nonostante l’ampia portata d’acqua il problema della desertificazione del paese diventa sempre più pressante.
Il clima è tropicale, con temperature che oscillano tra i 18 e i 31 gradi, mentre la stagione delle piogge è concentrata tra luglio e settembre (ma in Casamance dura due mesi in più). La stagione secca è invece caratterizzata dall’harmattan, il vento caldo proveniente dal Sahara che spazza il paese tra dicembre e aprile. 


STORIA
Entrato a far parte dell’impero del Ghana nell’VIII secolo e successivamente sottomesso dal regno Djolof, il Senegal entra in contatto con i primi mercanti europei durante il ‘500. L’entrata del Senegal nell’impero coloniale francese avviene a fine ‘800, un dominio che si prolungherà fino al 1960 quando il Senegal otterrà l’indipendenza dopo essersi separato dalla Federazione del Mali, durata pochi mesi. Il primo presidente del paese è Léopold Senghor.
Il Senegal rimane una democrazia monopartitica in pratica fino al 1974, quando viene legalizzata la formazione dei partiti di opposizione e alla tradizionale Ups (Unione Progressiste Sénégalaise) si affianca il Pds (Parti Démocratique Sénégalais). L’Ups comunque vince le elezioni del 1978 e Senghor rimane al potere fino al 1980, quando si dimetterà per lasciare il posto a Abdou Diouf.
L’era Diouf comincia con alcuni sommovimenti politici che destabilizzano il paese: dall’effimera unione federale con il Gambia durata dall’82 all’89 alla crisi delle arachidi nel 1984, dalla guerra con la Mauritania del 1989 alla guerra in Casamance all’inizio degli anni ’90 conclusasi con la firma degli accordi di pace solamente nel 2004. Il tutto condito da una crisi economica che porta alla svalutazione del franco Cfa e a numerose manifestazioni di protesta che nel 1994 provocano la reazione delle forze dell’ordine e l’arresto del leader dell’opposizione Abdoulaye Wade, che nel 1993 era uscito sconfitto dalle presidenziali.
Wade si prende la rivincita sette anni più tardi, battendo al secondo turno Diouf e diventando presidente. Nel 2001 è stata adottata una nuova Costituzione che riduce il mandato presidenziale a 5 anni. L’anno scorso è stata finalmente firmata la pace tra il governo e i ribelli del Casamance. 


POLITICA
Il Senegal sta vivendo una difficile crisi che vede protagoniste le varie fazioni del Pds di cui Wade è il leader. Il presidente nei suoi 5 anni di governo ha silurato già quattro premier uno dei quali, Idrissa Seck, è stato arrestato pochi mesi fa a causa di uno scandalo di corruzione e inspiegabilmente è stato incriminato per “attentato alla sicurezza del paese”. Il sospetto è che dietro il processo si stia consumando un regolamento di conti pericoloso tra i vari membri del Pds in vista delle elezioni presidenziali del 2007.
Al momento la pace in Casamance è uno dei pochi successi di cui si possa fregiare l’amministrazione Wade. 


SOCIETA'
Le buone performances dell’economia negli ultimi anni non hanno avuto effetti significativi sulle condizioni di vita della popolazione: più della metà dei Senegalesi vive ancora sotto la soglia di povertà, la disoccupazione è alta e l’accesso ai servizi rimane problematico. Il tasso di alfabetizzazione rimane sotto al 40%, con una forte discrepanza tra il dato riguardante i maschi e le femmine (50% contro 30%). Nonostante la lotta all’Hiv non sia una delle priorità statali (solo lo 0,8% della popolazione ne è affetto) l’epidemia di colera del 2004 mostra come anche a livello sanitario occorrano sensibili miglioramenti. Il Senegal rimane uno dei 20 paesi peggiori del mondo secondo l’indice di sviluppo umano.
 

ECONOMIA
Anche se gli effetti non si fanno sentire sul tenore di vita, l’economia senegalese viaggia con una crescita media annua del 6%. Grazie a numerose riforme strutturali che hanno avuto pesanti costi sociali i conti statali sono finalmente a posto, con un aumento delle entrate tributarie del 138% negli ultimi 5 anni e un’inflazione praticamente azzerata.
Il paese rimane ancora largamente dipendente dalle esportazioni alimentari, principalmente per quanto riguarda le arachidi e tutti i prodotti a esse correlati. Da questo punto di vista è prevista  a breve la privatizzazione del gigante statale Sonacos, contestata per le pratiche poco trasparenti che la starebbero accompagnando.


MASS MEDIA
La stampa senegalese è sostanzialmente libera anche grazie alla maturità della società, che in 45 anni di indipendenza non ha ancora conosciuto colpi di stato, un vero evento per il continente. L’arresto del direttore del giornale “Le Quotidien” avvenuto nell’ambito dell’affare Seck e le conseguenti proteste che ne hanno favorito la scarcerazione dimostrano come il tema della libertà di stampa sia sentito dalla società locale. Anche in un momento di crisi politica come quello attuale il Senegal rimane uno dei paesi africani più democratici.