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Nome ufficiale: |
Kingdom of Swaziland |
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Ordinamento politico: |
Monarchia assoluta |
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Governo attuale:
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Mswati III, re dal 25 apr. 1986 |
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Capitale: |
Mbabane |
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Superficie: |
17.360 Kmq |
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Popolazione: |
1.100.000 abitanti |
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Densità: |
61,6 ab./Kmq |
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Crescita demografica annua: |
1,64% |
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Lingua: |
Swazi, inglese (ufficiali), afrikaans, zulu |
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Religione: |
Cristiana, animista |
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Popolazione urbana: |
23,4% |
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Alfabetizzazione: |
80,9% (82% maschi; 80% femmine) |
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Mortalità infantile: |
10,6% |
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Aspettativa di vita: |
44 anni |
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Tasso HIV/AIDS: |
38,8% |
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Indice sviluppo umano: |
0.519 – 137esimo su 177 stati |
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Moneta: |
Lilangeni |
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PIL: |
1.845 milioni USD |
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Ripartizione PIL: |
Agricoltura 11,4%; Industria 47,8%; Terziario 40,8% |
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Crescita economica (2003): |
2,2% |
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Reddito nazionale lordo per ab.: |
1.350 USD/ab. |
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Pop. sotto soglia povertà: |
40% |
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Inflazione: |
7,3% |
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Esportazioni: |
1.149 milioni USD |
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Importazioni: |
1.060 milioni USD |
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Principali risorse economiche: |
Carbone, zucchero, allevamento, turismo |
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Spese militari: |
40,5 milioni USD (2,19% del PIL) |
GEOGRAFIA
Situato nell’Africa meridionale,
lo Swaziland è racchiuso tra il Sudafrica, che lo circonda quasi completamente,
e il Mozambico con cui confina a est. Il piccolo regno è caratterizzato da
rilievi non molto alti (i maggiori superano di poco i 1.200 metri) nella parte
occidentale, che si abbassano man mano che ci si sposta verso oriente. Il paese
è ricco di corsi d’acqua, che forniscono un ingente quantitativo di energia
idroelettrica: i maggiori fiumi sono il Komati, il Lusutfu e l’Umbuluzi).
Il clima è sostanzialmente temperato, ma varia a seconda dell’altezza:
nella capitale Mbabane le temperature vanno dai 6 gradi di media durante
l’inverno ai 25 estivi. Le maggiori precipitazioni sono concentrate nel periodo
tra ottobre e aprile.
STORIA
Il territorio dello Swaziland
viene occupato verso il 1820 dalla comunità Ngwane, che si rifugia sui monti
per sfuggire ai bellicosi Zulu. Sempre in questo periodo i Ngwane cambiano il
proprio nome e da allora in poi saranno conosciuti come Swazi. Alla fine degli
anni ’80 del XIX secolo i locali entrano in contatto con i primi colonizzatori
e con i coloni del Sudafrica. Nel 1894 una convenzione anglo-boera assegna il
territorio degli Swazi all’Unione del Sudafrica, da cui il paese si staccherà
solo al momento dell’indipendenza, nel settembre del 1968.
Nel 1968 lo Swaziland conquista
appunto l’indipendenza, dopo essersi guadagnato l’autonomia amministrativa
l’anno precedente. Il re Sobhuza II prende il potere e nel 1973 abolisce la
Costituzione e mette fuorilegge i partiti politici, con il pretesto che non
rispecchiano la cultura tradizionale.
Nell’82 Sobhuza muore, e per il piccolo regno comincia un periodo di
turbolenza a causa della lotta tra i vari figli per la successione: nel 1986
dalla lotta emerge vincitore il principe Makhosetive, che prende il nome di re
Mswati III. Il nuovo sovrano abolisce immediatamente il Liqoqo, una sorta di
organo consultivo vicino alla corona. Per tutti gli anni ’80 e ’90 l’attività
partitica rimane clandestina, ma nel 1993 il sovrano è costretto a promettere
una nuova Costituzione in seguito alle violente manifestazioni e agli scioperi
generali che destabilizzano il paese. A oggi però nessuna nuova Costituzione è
stata ancora approvata, e lo Swaziland rimane l’unica monarchia assoluta al
mondo.
POLITICA
Le pressioni per una maggiore democratizzazione
della vita politica continuano a essere all’ordine del giorno. Nel
paese
infatti sono ancora formalmente illegali i partiti e i sindacati,
nonostante la
formazione di organizzazioni come la Nca (National Constitutional
Assembly) e
la Sda (Swazi Democratic Alliance). Una nuova Costituzione è entrata in
vigore nel febbraio 2006, ma è stata subito criticata dall'opposizione
perché poco chiara e perché, accanto alla garanzia di alcune libertà di
pensiero e di riunione, aumenterebbe anche i poteri discrezionali del
re. Il quale può sospendere le libertà civili e politiche in qualsiasi
momento. Il deteriorato clima politico ha portato a una serie di
attentati contro edifici governativi dallo scorso novembre, che non
hanno provocato vittime. Le autorità hanno arrestato alcuni membri
dell'organizzazione politica illegale Pudemo (People's
United Democratic Movement), alcuni dei quali si sono dichiarati
colpevoli di tradimento ricevendo leggere pene detentive. La tensione nel Paese è aumentata, ma non sembra che le autorità dello
Swaziland siano intenzionate a tener conto degli umori dell’opinione pubblica
e
men che meno delle “raccomandazioni” provenienti dalla comunità internazionale.
SOCIETA'
Mentre il re e il suo entourage
dilapidano le risorse statali in spese pazze, le condizioni di vita della
popolazione rimangono difficili: il 40% della popolazione vive sotto la soglia
di povertà, il tasso di persone infette da Hiv è il più alto al mondo (38%)
mentre un terzo della forza lavoro è disoccupato. Ogni anno almeno 300.000
persone necessitano dell’assistenza alimentare garantita dalle agenzie
umanitarie e sollecitata dalle stesse autorità dello Swaziland.
La mortalità infantile rimane molto alta, mentre le uniche note positive
arrivano dal tasso di alfabetizzazione che raggiunge l’80%.
ECONOMIA
Le principali esportazioni del
paese arrivano dal settore agroalimentare, in particolare dallo zucchero e
dalla frutta fresca, mentre è in calo l’estrazione di antracite. Si stanno
sviluppando invece il settore diamantifero e il turismo, che ormai porta nel
paese più di 300.000 visitatori all’anno.
I conti pubblici sono però
costantemente in rosso, a causa delle spese folli del sovrano: 47 milioni di
dollari negli ultimi 2 anni per mantenere le proprie 13 mogli e per acquistare
un aereo di linea ultimo modello, 10 Bmw e per costruire 9 palazzi reali nuovi.
Cifre da capogiro, anche se nonostante tutto la crescita economica registrata
nel 2003 è stata del 2,2%. Il paese rimane comunque troppo dipendente dal
vicino Sudafrica, la cui economia condiziona nel bene e nel male quella dello
Swaziland.
MASS MEDIA
Nel 2003, in occasione di un summit del
Commonwealth tenutosi a Mbabane, la polizia ha pestato a morte un
manifestante. L’episodio ha scioccato la comunità internazionale, e dà
l’idea
del grado di libertà che si respira nel Paese. Nonostante le voci di
dissenso
nei confronti della politica del re stiano aumentando, la libertà di
stampa rimane un'utopia. Gli articoli dei giornalisti devono essere
approvati dal Ministero dell'Informazione prima di essere pubblicati, e
criticare il re significa venire licenziato in tronco. Le pressioni
sulla stampa influiscono anche sul
Times of Swaziland, l'unico giornale privato del Paese.