Burkina Faso
 
Nome ufficiale: 
Republique du Burkina Faso 
Ordinamento politico: 
Repubblica 
Governo attuale: 
Blaise Campaoré presidente golpista dal 15 ott. 1987 eletto dal 1 dic. 1991 
Capitale: 
Ouagadougou 
 
 
Superficie: 
274.000 Kmq 
Popolazione: 
13.000.000 abitanti 
Densità: 
46,1 ab./Kmq 
Crescita demografica annua: 
2,32% 
Lingua: 
Francese (ufficiale), moré, dioula, peul, tamacheq 
Religione: 
Animista, musulmana, cristiana 
 
 
Popolazione urbana: 
17,4% 
Alfabetizzazione: 
12,8% (18,5% maschi, 8,1% femmine) 
Mortalità infantile: 
10,7% 
Aspettativa di vita: 
43 anni 
Tasso HIV/AIDS: 
4,2% 
Indice sviluppo umano: 
0,302 – 175esimo su 177 stati
 
 
Moneta: 
Franco CFA 
PIL: 
5.100 milioni USD 
Ripartizione PIL: 
Agricoltura 31%; Industria 18,9%; Terziario 50,1% 
Crescita economica (2004): 
4,8% 
Reddito nazionale lordo per ab.: 
300 USD/ab. 
Pop. sotto soglia povertà: 
45% 
Inflazione: 
2% 
Esportazioni:  
326 milioni USD 
Importazioni: 
855 milioni USD 
Principali risorse economiche: 
Cotone, allevamento, oro, canna da zucchero 
Spese militari: 
64,2 milioni USD (1,25% del PIL) 
 
 
GEOGRAFIA

Il Burkina Faso è situato nell’Africa occidentale. Confina a sud con Togo, Ghana e Costa d’Avorio; a nord e a ovest con il Mali; a est con il Niger; a sud-est con il Benin.

Il territorio è costituito da un tavolato di rocce cristalline che ha un’altezza media tra i 300 e i 400 metri, interrotto dalla presenza di alture isolate di origine granitica che nel sud arrivano agli 800 metri del massiccio del Banfora. Aree depresse si trovano a est e a sud, in corrispondenza dei confini con Niger e Ghana. Le colline sono ricoperte da terre ferruginose poco adatte alle colture.
 
I fronti idrografici sono due: alcuni tributari del fiume Niger a est; gli affluenti dei rami sorgentiferi del fiume Volta a sud. I regimi dei fiumi dipendono strettamente dalle piogge che provocano piene estive e magre invernali.

Il Burkina Faso dista tra i 500 e i 1000 chilometri dal mare. Il clima è quindi continentale con temperature elevate e forti escursioni termiche. Durante l’inverno l’Harmattan, vento desertico proveniente da nordest, porta aria secca e polverosa. In estate il monsone proveniente da sud-est porta la maggior parte delle precipitazioni.

La vegetazione dipende dal carattere delle precipitazioni: a sud-ovest predomina la foresta rada, al centro prevale la savana. Verso nord, le piogge si fanno sempre più scarse e la savana cede il posto alla steppa e infine al deserto.

Il Burkina Faso, investito per buona parte dalla fascia semi-desertica del Sahel, convive con il problema dell'acqua. Per l'approvvigionamento idrico vengono stanziati cospicui investimenti. La capitale Ouagadougou, dove sette su dieci dei suoi 1,2 milioni di abitanti sono senza acqua potabile, avrà una nuova riserva, mentre il governo impiegherà 3,2 milioni di dollari per installare 4 mila cisterne nelle zone rurali aride.

La frontiera tra Burkina Faso e Costa d'Avorio è stata chiusa, in seguito alla crisi diplomatica che ha investito i due Paesi.



ECONOMIA
L’economia del Burkina Faso è una delle più arretrate del mondo.
 
L'agricoltura, praticata con metodi arcaici e su terreni aridi, è insufficiente a soddisfare il fabbisogno interno. Nonostante gli sforzi del governo, che ha stanziato ingenti fondi per raggiungere l’autosufficienza alimentare, il paese necessita ancora degli aiuti stranieri, in particolare francesi. Le principali colture alimentari sono: miglio e sorgo, che crescono anche in zone siccitose seppure con scarsi rendimenti; mais e manioca, nelle zone più piovose; riso, la cui coltura è in espansione grazie agli aiuti tecnici cinesi. Il principale prodotto da piantagione è il cotone, introdotto in epoca coloniale. L’allevamento del bestiame occupa un posto rilevante nell’economia del paese e conta su un patrimonio zootecnico importante. L’esportazione di cotone e di capi di bestiame non riesce a pareggiare la bilancia dei pagamenti. 
 
Nel 2004, nel nord del Paese il 90% del raccolto è stato distrutto. La causa principale è l'invasione delle locuste che, insieme alla carenza di piogge, hanno peggiorato le condizioni di una regione che appartiene alla fascia semi-desertica del Sahel. 
 
Le discrete risorse minerarie non sono adeguatamente sfruttate a causa delle inefficienti vie di trasporto. La principale risorsa è l'oro, estratto nei giacimenti di Poura e Assakan. Il settore energetico è modestissimo e il fabbisogno di energia viene soddisfatto completamente dal carburante importato. L’industria incide in minima parte sulla formazione del prodotto interno lordo e si basa sulla lavorazione di materie prime locali destinate al consumo nazionale. Sono presenti cotonifici (a Koudougou), calzaturifici, fabbriche di birra, di sigarette (a Bobo-Dioulasso) e di zucchero (a Banfora). Imprese pubbliche nei settori dell'elettricità, del petrolio e delle telecomunicazioni sono state avviate nel 2001 ad un processo di privatizzazione.
 
Le conseguenze della crisi con la Costa d'Avorio hanno avuto forti ripercussioni sull'economia del Burkina Faso e soprattutto sugli scambi con l'estero. Il commercio di bestiame con i partner ivoriani è diminuito del 60% e la dipendenza dal porto di Abidjan ha fatto aumentare del 15% il prezzo del frumento. Nel 2004 è stato stretto un accordo con il Ghana per la costruzione di una rete ferroviaria che collegherà il Burkina Faso ai porti atlantici ghanesi.
 
Nel novembre 2002, le casse dello stato registravano un mancato introito di 20 miliardi di franchi Cfa, pari a 30,5 milioni di euro. Nonostante le difficoltà, il Fondo Monetario Internazionale, che ha ridotto il debito del Paese di 930 milioni di dollari nel 2002, ha lodato il Paese per il rigore della politica economica, che ha portato ad un tasso di crescita intorno al 5,2% e di cui tuttavia risentono le fasce più povere della popolazione.

L'elevata emigrazione è fonte, comunque limitata, di capitali stranieri. I giovani che lasciano il Paese per l'Europa mandano parte dei salari alle famiglie, contribuendo al loro sostentamento e a piccoli investimenti.



STORIA

Dopo l'indipendenza dalla Francia nel 1960, l'allora Alto Volta per un lungo periodo non conosce altro che instabilità, colpi di stato e dittature militari, espressione dei latifondisti locali. Il tutto in una situazione di povertà estrema, che provoca un continuo esodo migratorio verso i paesi vicini.

Un miglioramento della situazione si registra solo durante il regime di Thomas Sankara, che nel 1984 ribattezza il paese Burkina Faso, che significa, nella lingua locale, "terra degli uomini onesti", e adotta una serie di efficaci misure a vantaggio della popolazione afflitta da siccità e carestie endemiche. Sankara avvia anche una riforma agraria e una politica di democratizzazione delle istituzioni, ma il suo governo ha breve durata.

Nel 1987 Thomas Sankara viene tradito dal suo vice, Blais Compaoré, che rovescia il suo regime e lo fa decapitare. Le prime misure del nuovo dittatore, sostenuto dai proprietari terrieri e dai paesi occidentali, sono l'acquisto di un jet privato e la costruzione di un lussuoso palazzo presidenziale. Compaoré apre il paese all'economia di mercato e alle compagnie straniere, reprimendo l'attività dei sindacati e delle opposizioni di sinistra, sempre più agguerrite contro un regime anti-popolare e anti-democratico.

Il mutato quadro internazionale induce Compaoré ad introdurre il multipartitismo, che però non si traduce in una reale democratizzazione del paese. Il Burkina Faso rimane infatti governato da Compaoré senza interruzione. Le opposizioni sono così indebolite da poter solamente boicottare le elezioni. La corruzione e la violenza politica continuano ad essere gli strumenti con cui Compaoré tiene in pugno il paese. Violazioni dei diritti umani e omicidi politici sono la norma, mentre la popolazione viene abbandonata nella lotta contro la fame e le malattie: Aids, malaria e meningite mietono migliaia di vittime.



POLITICA
Dopo aver vinto le elezioni del 1998, boicottate dall’opposizione, il nuovo governo Compaoré subisce una serie di manifestazioni che chiedono giustizia per la morte del giornalista Norbert Zongo, assassinato mentre indagava su un omicidio di cui era accusato il fratello del presidente.

Nel 2000 la Commissione per la riconciliazione nazionale, insediata dal presidente stesso per placare le proteste sul caso Zongo, chiede la riabilitazione dell’ex-presidente Sankara. Nelle elezioni locali del 2000 il partito del presidente vince in tutto il paese ad eccezione della città natale di Zongo: Koudougou.

Le elezioni politiche del maggio 2002 vedono ancora la vittoria del partito che appoggia Compaoré che, tuttavia, ottiene poco più della metà dei seggi a disposizione. Il Congresso per la democrazia e il progresso (Cdp) conferma la maggioranza con 57 seggi conquistati dei 111 assegnati nel parlamento. L'opposizione ha raccolto 54 seggi ed è guidata da Hermann Yameogo dell'Alleanza per la democrazia-Raggruppamento democratico africano (Adf-Rda), con 17 seggi; il Partito per la democrazia e il progresso (Pdp) occupa 10 seggi, mentre piccole fazioni sankariste, che si richiamano alle idee dell'ex-presidente Thomas Sankara, hanno avuto accesso all'assemblea con 7 seggi. All'interno dell'esecutivo, contrariamente a quello precedente, non sono entrati esponenti dell'opposizione.

Nel 2004 il parlamento ha approvato la possibilità di cambiare il codice che regolamenta il sistema elettorale. Il presidente Blaise Compaorè è stato rieletto con l'80% delle preferenze alle elezioni del novembre 2005, polverizzando un'opposizione il cui candidato meglio piazzato non è riuscito a andare oltre il 5%.

Il Burkina Faso ha avuto ultimamente degli attriti diplomatici con alcuni Paesi confinanti. Nel 2002, Laurent Gbagbo, presidente della Costa d’Avorio, ha accusato Blaise Compaoré di sostenere e finanziare i ribelli insorti nel nord della Costa d'Avorio. I rapporti tra i due stati si sono deteriorati al punto che, alla fine di settembre, la frontiera viene chiusa e le linee telefoniche interrotte. Degli oltre tre milioni di rifugiati burkinabé in Costa d’Avorio, 150 mila sono fuggiti subito dopo l’esplosione della crisi. Nel corso del 2004 la Mauritania ha accusato più volte il Burkina Faso di essere coivolto, insieme alla Libia, nel tentativo di un colpo di stato contro il regime di Ould Taya, poi rovesciato nell'agosto 2005 da un golpe militare. Il presidente Compaoré ha respinto le accuse.


SOCIETA'

L’83% della popolazione del Burkina Faso vive in zone rurali. Nel paese si contano un centinaio di gruppi etnici riconducibili a due famiglie: quella voltaica e quella mande. La prima comprende i Mossi, il ceppo più numeroso che rappresenta il 48% degli abitanti e occupa le zone centrali del paese; i Gourma, stanziati a sudest; i Lobi, a sudovest; i Bobo, nella fascia occidentale. Alla famiglia mande appartengono i Marka, i Boussancé, i Samo; i Fullbe, infine, vivono nell’estremo nord del paese.

La densità media della popolazione è molto bassa, 29 abitanti ogni chilometro quadrato. La maggior parte degli abitanti vive in villaggi di argilla, la popolazione urbana comprende solo l’8% del totale ed è concentrata nelle due sole città: Ouagadougou e Bobo-Dioulasso.

L’educazione è gratuita, ma non obbligatoria per la scuola primaria e segue ancora il modello francese. Il tasso di alfabetizzazione è molto basso. Nel 2003, un programma educativo voluto dal governo ha permesso a 100 mila bambini di accedere alla scuola primaria.

Il governo, le ong e le comunità locali hanno aderito ad una strategia comune per ridurre il numero di bambini orfani e abbandonati che vivono sulla strada. Il Burkina Faso ne conta 2,1 milioni, il 18% della popolazione. La strategia riguarda il miglioramento della struttura sanitaria ed educativa.

La situazione sanitaria è tra le più preoccupanti del continente. Nel 2001 un’epidemia di meningite ha provocato la morte di più di 1500 persone ed il governo è stato costretto a finanziare una corposa campagna di vaccinazioni. Il virus dell’Hiv colpiva il 7% della popolazione nel 1997, ma il trend è in miglioramento: i dati del 2003 sono scesi al 4,2%.

Nonostante le campagne di sensibilizzazione delle associazioni per i diritti umani ed una legislazione severa sul tema, il fenomeno tradizionale dell'infibulazione è molto diffuso. Circa il 70% delle ragazze e delle donne del Burkina Faso subisce mutilazioni genitali.

Nella capitale, si registrano 8 mila aborti clandestini, che in 28 casi hanno portato alla morte della donna. La causa principale, secondo ong che operano nel comparto sanitario, è il sesso non protetto. La maggioranza non riuscirebbe a permettersi i contraccettivi. Il programma dell'Onu per lo sviluppo (UNDP), nel rapporto 2004, ha stimato che almeno il 61% dei burkinabè vive con meno di un dollaro al giorno.

Il Burkina Fase ospita annualmente un importante appuntamento cinematografico: il Festival del Cinema Africano.



MASS MEDIA

Sono presenti sul territorio diversi media privati: alcune radio, alcuni giornali ed un canale televisivo.

I media sono controllati dal Ministero della Comunicazione e della Cultura, che critica spesso la posizione dei media privati nei confronti del governo.

I giornalisti vivono in un clima intimidatorio che limita la libertà di parola. Nel 1998 il giornalista Norbert Zongo, che indagava su un omicidio per il quale era accusato il fratello del presidente Compaoré, è stato ucciso.

Nella capitale, Ouagadougou, è possibile ricevere le trasmissioni radio di BBC World Service, Voice of America e Radio France.