Ghana
 
Nome ufficiale:
Republic of Ghana 
Ordinamento politico: 
Repubblica 
Governo attuale: 
John Kufuor, presidente eletto dal dic. 2000 
Capitale: 
Accra 
 
 
Superficie: 
238.540 Kmq 
Popolazione: 
20.900.000 abitanti 
Densità: 
85,8 ab./Kmq 
Crescita demografica annua: 
1,68% 
Lingua: 
Inglese (ufficiale), gha, twi, ewé, fanté 
Religione: 
Musulmana, animista, cristiana 
 
 
Popolazione urbana: 
45% 
Alfabetizzazione: 
73,8% (81,9% maschi, 65,9% femmine) 
Mortalità infantile: 
6% 
Aspettativa di vita: 
55 anni 
Tasso HIV/AIDS: 
3,1% 
Indice sviluppo umano: 
0,568 – 131esimo su 177 stati
 
 
Moneta: 
Cedi 
PIL: 
7.600 milioni USD 
Ripartizione PIL: 
Agricoltura 35,2%; Industria 24,8%; Terziario 40% 
Crescita economica (2004): 
5,4% 
Reddito nazionale lordo per ab.: 
320 USD/ab. 
Pop. sotto soglia povertà (1992): 
31,4% 
Inflazione: 
26,7% 
Esportazioni:
2.106 milioni USD 
Importazioni: 
3.450 milioni USD 
Principali risorse economiche: 
Oro, diamanti, cacao, turismo 
Spese militari: 
49,2 milioni USD (0,64% del PIL) 

 
GEOGRAFIA
Il Ghana si affaccia a sud sul Golfo di Guinea, confina a est col Togo, a ovest con la Costa d’Avorio, a nord con il Burkina Faso.
 
Il territorio del Ghana corrisponde in gran parte alla sezione inferiore del fiume Volta, che nasce nel Burkina Faso con due rami sorgentiferi (Volta Bianco e Volta Nero) e, dopo aver ricevuto le acque di numerosi affluenti (il principale è l’Oti), sfocia con un delta imponente nel Golfo di Guinea. Il corso del fiume, disturbato da rapide già a 100 km dalla foce, con un regime incostante, è poco navigabile. Per regolare le piene e per assicurare rifornimento energetico è stata costruita la diga di Akosombo che forma il lago Volta, il più ampio bacino artificiale della Terra, di 8500 chilometri quadrati.
 
Il territorio del Ghana è formato da tavolati arcaici, lievemente ondulati e disposti a bassopiano. Prevale, quindi, la morfologia pianeggiante, soprattutto nel medio-basso corso del Volta. I rilievi più pronunciati costituiscono l'altopiano del Kwahu, che raggiunge in media i 350 metri, sviluppandosi parallelamente alla costa e lungo il confine con il Togo. Le coste sono compatte, basse e sabbiose, orlate da cordoni litoranei, quindi importuose. Sono stati comunque costruiti delle aree portuali artificiali. Téma è il porto di riferimento.
 
Il clima, nella parte meridionale, è di tipo subequatoriale, con precipitazioni elevate e minori sbalzi termici annuali; nel nord, dove domina un vento continentale asciutto, è tropicale e caldo. Importanti nella determinazione del clima sono le masse d’aria calde e asciutte provenienti da nord est, che si alternano a quelle umide e più fresche apportate in estate dal monsone atlantico di nord ovest.
 
Le temperature oscillano tra i 26° e i 29°, con differenze tra la costa e l’interno. Nella fascia costiera la stagione delle piogge, inframmezzata da due periodi asciutti, arriva da marzo a luglio, mentre da settembre a novembre sono di minore entità. Verso l’interno il periodo di intervallo tra piogge grandi e piccole si abbrevia fino ad arrivare alla contrapposizione tra stagione piovosa (marzo-ottobre) e stagione asciutta (settembre-novembre).
 
La vegetazione, rigogliosa in tutto il paese, varia a seconda del clima: foresta pluviale sull’altopiano occidentale, savana arborata e xerofila a nord e sulla costa orientale. Le grandi piantagioni e l’allevamento hanno modificato in larga misura i caratteri originari.
 
Nel 2004 il governo ha lanciato una campagna contro le 270 tonnellate di rifiuti in plastica, di cui l'85% composto da sacchetti, prodotti dai 3 milioni di abitanti della sola capitale, Accra. Il governo ha investito in questa guerra all'inquinamento 1,5 milioni di dollari. Il piano prevede l'assunzione di una squadra di pulizie che raccoglierà i rifiuti casa per casa, guadagnando 1 dollaro ogni 50 chilogrammi raccolti. I rifiuti verranno stoccati nei 10 depositi della capitale e quindi riciclati.  


ECONOMIA
Il settore primario è sostenuto dalla coltivazione del cacao, la cui esportazione è punto di forza dell’intera economia nazionale. Il Ghana è il secondo produttore mondiale di cacao, con una media di 350 mila tonnellate annue. Nel 2003 la produzione ha subito un forte innalzamento, toccando il vertice storico di 430 mila tonnellate: il record è stato possibile grazie ad un aumento dei prezzi pagati ai produttori e ad una robusta campagna fitosanitaria. La monocolture del cacao, coltivato nella regione centrale dell'Ashanti, espone però il paese a gravi crisi in corrispondenza delle oscillazioni mondiali dei prezzi. Altri importanti prodotti di piantagione, meno diffusi, sono l'olio di palma, le arachidi, il caffè, il tabacco, la frutta tropicale e la canna da zucchero. Le colture di sussistenza, di cui le principali sono il mais, la manioca, il riso, il sorgo e il miglio, hanno registrato un incremento negli anni ’70 e ’80 e sono ormai in grado di soddisfare il fabbisogno nazionale. Notevole rilevanza ha lo sfruttamento delle foreste, che offrono essenze pregiate quali mogano, wawa, sapele, guarea cedrata. L'allevamento è debole e basato su una povera pastorizia di ovini e caprini. La pesca è praticata con sistemi artigianali ed è un prezioso complemento all'alimentazione delle masse rurali.
 
Le risorse minerarie sono consistenti, anche se negli ultimi anni il settore vive una fase di recessione. I giacimenti principali riguardano l'oro (a Obuasi, Konongo, Prestea, Bondai, Bibiani e Tarkwa) e i diamanti (ad Arkwatia, Birim), mentre sono emergenti le riserve di bauxite (ad Awaso) e di manganese (a Nsuta). E' presente un impianto per l'estrazione del petrolio a Saltpond. Gli idrocarburi scarseggiano e la maggior parte dell'energia elettrica è ricavata dalle centrali di Akosombo, sul fiume Volta, e di Kpong, la cui produzione non sopperisce all'intero fabbisogno del Paese. Il settore, seconda fonte di capitali esteri, in tendenza con il recente passato, ha registrato un leggero calo nel 2004, determinato dalla chiusura di alcuni giacimenti auriferi e la persistenza di agitazioni sociali.
 
Il settore industriale rimane arretrato e fortemente dipendente da sussidi statali e dalle importazioni di materie prime e attrezzature, nonostante i tentativi di diversificazione dell'economia. La città di Téma è un centro industriale importante, ospitando una raffineria di petrolio, un paio di stabilimenti tessili, un cementificio, un impianto per la lavorazione dell’alluminio e un’acciaieria, alimentati dalla vicina centrale di Akosombo. A Kumasi si trova una fabbrica di automezzi; a Takoradi hanno sede un cementificio, industrie tessili, birrifici e centri per la lavorazione del legno, del tabacco e dello zucchero. Zuccherifici sono in funzione anche ad Asutsuare, Akuse e Komenda. Numerose sono le piccole aziende che operano nella lavorazione dei prodotti agricoli e alimentari, in particolare per quanto concerne il cacao. Nel 2004, non ci sono stati risultati brillanti. L'industria delude soprattutto a causa della crisi del comparto manifatturiero, frenato dalla concorrenza delle importazioni e su livelli inferiori a quelli del 1998, anno che tra l'altro segnò una carenza energetica.
 
Il settore terziario incide di circa il 50% sulla composizione del reddito. Le esportazioni sono minori alle spese d'importazione, e quindi la bilancia commerciale è deficitaria. Contro le esportazioni di oro, legname, cacao ed alluminio si contano le importazioni di macchinari, petrolio, prodotti chimici ed alimentari. I dati relativi al turismo, che sta attraversando un periodo positivo, sono invece in aumento. La Bank of Ghana svolge le funzioni di Banca centrale. Nel 2000, ad Accra, Ghana, Nigeria, Gambia, Liberia, Sierra Leone e Guinea hanno approvato un progetto di unione monetaria che dovrebbe condurre all'adozione di una moneta unica e alla creazione di una zona franca. Il governo, in vista delle presidenziali di fine 2004, ha inserito nel programma i punti più popolari che permisero al New Patriottic Party (Npp) di vincere le elezioni nel 2000 e di inaugurare la prima alternanza partitica dal 1981. Il presidente Kufuor è impegnato a controllare con rigore il bilancio, a ridurre il deficit, a frenare l'inflazione e la svalutazione del Cedi, la moneta ghanese. Le spese pubbliche destinate agli investimenti sono diminuite, ostacolando lo sviluppo delle infrastrutture statali ed energetiche. L'attuazione del piano di previdenza sociale, promosso dal Npp, parrebbe a rischio. Il Ghana rientra nel programma di riduzione del debito per i Paesi poveri, ricevendo esortazioni per dare impulso alle riforme strutturali, accrescere la partecipazione dei privati e attirare investimenti. Nel 2002, l'Unione europea aveva concesso 311 milioni per cinque anni, destinati alla riduzione della povertà, peraltro, da dieci anni, in diminuzione. La popolazione sotto la soglia di povertà è scesa dal 51,7% del 2001 sino a cifre intorno al 40%.
 
Sono iniziati nel 2004 i lavori per la costruzione di una rete ferroviaria che collegherà il Burkina Faso ai porti del Ghana. L'investimento ammonta a 750 milioni di dollari e vuole ridurre il traffico congestionato delle strade ghanesi.


STORIA
I primi ad attraccare sulle zone costiere del Ghana furono i portoghesi nel XV secolo. Dopo un lungo periodo di contrasti tra forze coloniali per il controllo dell'oro e del commercio degli schiavi, nel 1884 divenne colonia britannica con l'appellativo di Costa d'Oro.
 
Il Ghana é stata la prima nazione africana a conquistare l'indipendenza, nel 1957, quando cessa il dominio britannico. Repubblica dal 1960, viene governata dal leader indipendentista panafricanista Kwame N'Krumah, detto "il redentore", il quale si descriveva come "marxista e cristiano". La riforma agraria varata dal suo governo colpisce in maniera così forte gli interessi agrari dei latifondisti britannici che, nel 1966, un gruppo di ufficiali appoggiati da Londra rovescia N'Krumah con un colpo di stato.
 
Negli anni successivi si susseguono altri colpi di stato e dittature militari, tutte caratterizzate dalla stessa politica conservatrice e funzionale agli interessi neocoloniali britannici. Ma nel 1979 una rivolta di giovani ufficiali progressisti, guidati dal colonnello Jerry Rawlings, mette fine ai governi militari, restituendo il potere ai civili e al parlamento e indicendo elezioni libere, che vengono vinte dal partito dei seguaci di N'Krumah, il Partito nazionale popolare (Pnp). Il suo leader, Hilla Limann, diventa presidente, ma si discosta totalmente dalla linea politica di N'Krumah, proseguendo e accentuando la politica liberal-conservatrice delle dittature precedenti.
 
Nel paese si scatenano proteste popolari e scioperi. Il colonnello Rawlings, molto apprezzato dalle fasce più povere della popolazione, deluso dalla fiducia concessa a Limann, lo rovescia con un colpo di stato il 1 gennaio 1982 e instaura una sorta di "dittatura popolare". Ben presto il colonnello tradisce le aspettative popolari, adottando una dolorosa politica liberista di aggiustamento strutturale, al fine di ottenere dal Fondo Monetario Internazionale i finanziamenti necessari per risollevare la disastrata economia del Ghana. Si tratta di una politica che comporta enormi costi sia per la popolazione, che si impoverisce drammaticamente, sia per l'ambiente. Le foreste tropicali vengono infatti abbattute per far spazio alle piantagioni delle multinazionali.
 
Alla fine degli anni '80, Rawlings avvia un processo di democratizzazione che culmina nelle elezioni del 1992, da lui stesso vinte. Il risultato elettorale viene disconosciuto dalle opposizioni, che denunciano gravi brogli e intimidazioni. Le proteste popolari contro il governo diventano sempre più frequenti e la repressione è sanguinosa. A partire da metà anni '90, alla conflittualità politica si somma quella etnica, con l'esplosione nel nord del paese di gravi scontri per il controllo delle terre fertili. Oltre mille i morti nel giro di pochi mesi. Il governo dichiara lo stato d'emergenza per riportare la calma nella regione, ma la situazione rimane esplosiva. Alla tornata elettorale del 1996, Rawlings conferma il suo potere. Il Ghana si apre ad una coerente svolta democratica solo nel 2000. A Rawlings subentra, come presidente, John Kufuor.


POLITICA
Nel 1992 è entrata in vigore una nuova costituzione che ammette il multipartitismo, in base alla quale il Presidente della Repubblica, eletto per quattro anni a suffragio diretto e solo una volta rieleggibile, è anche capo del governo. Il parlamento, o assemblea nazionale, elegge 230 deputati ogni quattro anni. Nel dicembre 2000, dopo una nuova ondata di proteste, Rawlings consente lo svolgimento di elezioni veramente libere in cui possono votare anche i poveri privi di documenti, ovvero il 20% della popolazione. Il Ghana si apre ad un sistema parlamentare multi-partitico. Ciò comporta la definitiva uscita di scena di Rawlings, a vantaggio del candidato dell'opposizione, John Kufuor, detto "il gigante buono", che vince sul leader del National Democratic Congress, John Atta Mills. Il nuovo presidente inizia subito a regolare i conti con il ventennale regime di Rawlings, epurando l'amministrazione pubblica, le aziende di stato e le forze armate, e affidando i posti chiave ai suoi più stretti collaboratori.
 
Nel 2002, il governo ha decretato lo stato d'emergenza nel nord del Paese per una serie di scontri etnici che hanno provocato decine di vittime tra i Dagomba, un'etnia della famiglia dei Mole Dagbani. Per chiarire le cause della scomparsa di centinaia di persone durante la dittatura di Jerry Rawlings, è stata istituita una Commissione per la riconciliazione nazionale, che ha avviato le audizioni popolari nel 2003.
 
Il Ghana ha svolto con discrezione ed efficacia il ruolo di mediatore regionale, dedicandosi alla crisi della Liberia e in seguito a quella della Costa d'Avorio. Nel settembre 2004, il governo di transizione della Liberia ha firmato un accordo con il Ghana e l'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, che acconsente il rimpatrio di 42 mila liberiani fuggiti dalla guerra civile che imperversava nel loro Paese e residenti in campi profughi ghanesi da quasi quattordici anni.
 
Nel dicembre 2004, si sono tenute le elezioni presidenziali. All'inizio dell'anno le liste elettorali sono state rinnovate per la prima volta nella storia del paese, al fine di eliminare ogni possibilità di brogli e di rafforzare la fiducia dei cittadini nel sistema elettorale. Il presidente uscente, John Kufuor, avvocato, è stato riconfermato per un secondo mandato con il 52,7% dei voti. Lo sfidante John Atta Mills, del National Democratic Congress (Ndc), già sconfitto da Kufuor nelle consultazioni del 2000, ha ceduto con il 44,3%. A seguire, Edward Mahama della Grand Coalition, con 1,93% e George Aggudey del Convention People’s Party (CPP), con l'1%. La maggioranza dei 230 seggi del Parlamento sono andati al partito del presidente, il New Patriottic Party (Npp), che ne ha ottenuti 129 contro gli 88 dell'opposizione del Ndc. Le elezioni, secondo gli osservatori internazionali, si sono svolte regolarmente.


SOCIETA'
I nativi africani costituiscono il 98,5% della popolazione del Ghana, composta da gruppi di stirpe sudanese ripartita in numerosi ceppi. Il restante 1,5% è rappresentato da europei o altri popoli. Prevalente è l’etnia Akan, che comprende, però, numerose derivazioni etniche, tra cui Ashanti, Fanti, Akem, Nzima. Gli Akan occupano la zona centrale e sud-occidentale del paese. I Mole-Dagbani, i Guang, i Gurma sono stanziati verso nord. Il Ghana sud-orientale è abitato dai Gadangme e dagli Ewe. Questi ultimi sono l’etnia prevalente in Togo e hanno tendenze separatiste. In cifre: Akan 44%, Moshi-Dagomba 16%, Ewe 13%, Ga 8%, Gurma 3%, Yoruba 1%, altri 9,5%.
 
La lingua ufficiale è l’inglese, ma persistono lingue indigene, come il ga, hausa, fantéewe, gaadanhe, akan, dagbandim e mapusi. La religione più diffusa è quella cristiana, sono praticati numerosi culti tradizionali ed è presente una minoranza musulmana.
 
Nel sud risiede quasi il 70% della popolazione a causa sia del privilegio riservato dall’espansione coloniale alle aree costiere, sia dell’attrazione esercitata dalle moderne attività commerciali. Molto popolata è anche la regione centrale dell’Ashanti, che offre i terreni migliori per l’agricoltura, e ruota intorno alla città di Kumasi. Le aree settentrionali sono povere e scarsamente popolate. La densità è elevata rispetto alle media del continente africano; il numero di abitanti ha subito un fortissimo incremento nell’ultimo ventennio, provocando disequilibrio nel rapporto con le risorse e nella composizione per età: circa la metà della popolazione, oggi, ha meno di 15 anni. La forte tendenza al concentramento cittadino ha condotto a un tasso di urbanizzazione superiore al 35%, ma l’accesso alle strutture moderne è scarso: gran parte delle persone è senza lavoro e costretta a vivere in bidonvilles.
 
Nelle periferie di Accra si è registrata una grave crisi idrica. I serbatoi di acqua che servivano la zone suburbane della capitale sono singhiozzanti da cinque anni. Gli abitanti hanno minacciato proteste e il boicottaggio delle elezioni del dicembre 2004. La crisi ha investito l'economia dell'area, con un repentino aumento del prezzo dei generi alimentari. Gli abitanti sono costretti a comprare l'acqua da venditori privati, mentre il governo non pare intenzionato a finanziare il riassestamento della rete idrica che, peraltro, nel centro e nei quartieri residenziali di Accra è attiva.
 
Le associazioni ghanesi per i diritti delle donne hanno richiamato l'attenzione sulle pratiche tradizionali di infibulazione che ancora si registrano nel nord del paese. La legge, che nel 1994 ha dichiarato illegali questi interventi operatori, non sarebbe abbastanza severa in quanto non punisce la complicità dei genitori, della famiglia e dei membri della comunità, che consentono ai chirurghi che praticano la mutilazione genitale femminile di agire indisturbati.
 
L'Organizzazione Mondiale della Sanità sottoporrà 29 mila ghanesi affetti da Aids ad una terapia anti-retrovirale. Dei 648 mila malati di Hiv del Ghana, il 3,6% della popolazione, per ora solo in mille hanno beneficiato di questo trattamento.


MASS MEDIA
La situazione dei mass media in Ghana è tra le migliori dell’Africa. La libertà di stampa è generalmente garantita e i media nazionali operano senza particolari restrizioni. Esistono numerose radio private e si possono ascoltare le frequenze di radio internazionali come BBC e Radio France.