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Nome ufficiale: |
Republique du Niger |
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Ordinamento politico: |
Repubblica |
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Governo attuale: |
Mamadou Tandja, presidente eletto dal novembre 1999 |
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Capitale: |
Niamey |
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Superficie: |
1.267.000 Kmq |
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Popolazione: |
12.000.000 abitanti |
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Densità: |
9,1 ab./Kmq |
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Crescita demografica annua: |
2,91% |
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Lingua: |
Francese (ufficiale), haoussa, djerma, peul, tamacheq, kanouri |
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Religione: |
Musulmana, animista |
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Popolazione urbana: |
21,6% |
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Alfabetizzazione: |
17,1% (25,1% maschi; 9,3% femmine) |
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Mortalità infantile: |
15,5% |
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Aspettativa di vita: |
46 anni |
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Tasso HIV/AIDS: |
1,2% |
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Indice sviluppo umano: |
0.292 – 176esimo su 177 stati |
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Moneta: |
Franco CFA |
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PIL: |
3.200 milioni USD |
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Ripartizione PIL: |
Agricoltura 39,9%; Industria 16,8%; Terziario 43,3% |
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Crescita economica (2004): |
4,1% |
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Reddito nazionale lordo per ab.: |
200 USD/ab. |
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Pop. sotto soglia povertà: |
63% |
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Inflazione: |
-1,6% |
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Esportazioni: |
339 milioni USD |
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Importazioni: |
551 milioni USD |
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Principali risorse economiche: |
Uranio, oro, agricoltura (cereali) |
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Spese militari: |
33,3 milioni USD (1,04% del PIL) |

GEOGRAFIA
Privo di sbocchi al mare, il Niger è situato nel pieno del deserto dell’Africa
occidentale: confina a nord con Algeria e Libia, a sud con la Nigeria, a est con
il Chad e a ovest con Benin, Burkina Faso e Mali.
Il Niger è diviso tra il deserto del Sahara, che occupa la parte settentrionale
e centrale del paese, e il Sahel che invece occupa la zona meridionale dove scorre
il Niger, l’unico corso d’acqua rilevante del paese. L’importanza dell’omonimo
fiume si desume dal fatto che il 90% della popolazione vive nel suo bacino, mentre
il deserto che occupa i due terzi del paese è quasi disabitato. Il Sahara è in
continuo aumento a causa delle frequenti siccità che colpiscono il paese e al
disboscamento che colpisce le zone meridionali per far spazio all’agricoltura,
possibile solo nei pressi della valle del Niger.
Le temperature sono molto alte (circa 30 gradi) soprattutto da aprile a giugno,
mentre la stagione delle piogge (da giugno a ottobre) caratterizza solo la parte
meridionale del paese, visto che nel deserto spesso l’acqua evapora prima di toccare
terra. Nei mesi invernali le temperature scendono di parecchio, soprattutto nella
zona desertica.
STORIA
Divenuto indipendente dalla Francia nel 1960, il Niger ha una storia turbolenta
costellata di colpi di stato e ribellioni armate.
Eppure i primi anni di indipendenza sono sostanzialmente tranquilli, con il presidente
Hamani Diori che governa fino alla grande siccità del 1973-74, quando la scoperta
di ingenti quantitativi alimentari nelle case di alcuni ministri fa scoppiare
uno scandalo che mina la credibilità della classe dirigente e prepara il terreno
per il colpo di stato di Seyni Kountché, un militare che conserverà la presidenza
fino alla morte avvenuta nel 1987.
Il regime di Kountché vive anche una breve stagione dell’oro grazie agli alti
prezzi dell’uranio alla fine degli anni ‘70 che finanziano un boom edilizio fine
a se stesso che si esaurirà negli anni ’80, quando i prezzi di mercato scenderanno
sensibilmente. La rinnovata miseria favorisce la rinascita di tensioni nel paese,
che culminano in un fallito golpe nel 1983.
Alla morte del presidente sale al potere l’erede designato, il colonnello Ali
Saibou, che nel 1990 deve affrontare la ribellione armata dei Tuareg nella zona
nord-orientale del paese. Le fallite trattative tra le parti portano a una recrudescenza
del confitto a cui l’esercito risponderà con massacri che però non piegheranno
i Tuareg, con cui un accordo di pace verrà raggiunto solo nel 1995. Nel frattempo
però le crescenti proteste interne verso il regime, incapace di migliorare la
situazione economica del paese, costringono Saibou a concedere una nuova Costituzione
e a indire per il 1993 le elezioni da cui uscirà vincitore Mahamane Ousmane.
II governo di Ousmane può annoverare tra i maggiori risultati la firma della
pace con i Tuareg, ma nonostante ciò il presidente viene rovesciato da un colpo
di mano del colonnello Ibrahim Mainassara nel gennaio del 1996. La stagione dei
colpi di mano non finisce qui visto che Mainassara nel 1999 viene ucciso dalla
sua stessa guardia del corpo, Daouda Walam Wanké, che prende il potere ma dopo
pochi mesi sarà costretto a indire nuove elezioni dietro pressione della Francia.
Dalle elezioni esce vincitore Mamadou Tandja, rieletto presidente alla fine del
2004.
POLITICA
L’ascesa al potere di Tandja sembra aver posto fine alla stagione dei colpi di
mano e all’influenza dell’esercito sulla politica del paese. Il presidente è stato
eletto nel 1999 con il consenso di quasi tutte le forze politiche, e la sua rielezione
dello scorso novembre dove ha ottenuto il 65% delle preferenze dimostra come l’operato
del capo dello stato sia stato apprezzato dall’elettorato.
Ora Tandja ha davanti a sé altri 5 anni di governo e la lotta per la sua successione
non si è ancora aperta.
SOCIETA'
L’equilibrio tra le diverse comunità che abitano il paese è garantito anche a
livello politico, con il presidente Tandja e il premier Hama Amadou che rappresentano
rispettivamente gli Hausa e i Djerma, le due principali comunità del paese.
Nonostante la firma degli accordi di pace e la concordia
ritrovata sbandierata dalle autorità i rapporti con i Tuareg rimangono
difficili. Minacciati dall’urbanizzazione e dalle continue siccità che
colpiscono il paese, i Tuareg sono discriminati anche per quanto
riguarda l’accesso agli aiuti che ogni anno giungono in Niger per
sostenere la popolazione. Nell'ottobre 2006, al problema dei Tuareg si
è aggiunto quello degli arabi Mohamidi, abitanti delle zone al confine
con il Ciad e più volte minacciati di esplusione, prima che il governo
decidesse di fare marcia indietro. La questione non si è però ancora
risolta.
Nonostante alcuni miglioramenti ancora il 70% della popolazione è impegnato nell’agricoltura
di sussistenza. Le abbondanti piogge degli ultimi anni sono state seguite dalla
carestia del 2005, prova di come sia difficile in Niger attuare un programma di
sviluppo economico. Il paese è penultimo nell’indice di sviluppo umano davanti
solo alla Sierra Leone, con più del 60% della popolazione che vive sotto la soglia
di povertà e con meno di un dollaro al giorno. Il tasso di alfabetizzazione è
uno dei più bassi al mondo, appena il 17%, con una notevole disparità tra uomini
e donne (25% contro 9%).
ECONOMIA
Largamente dipendente da un’agricoltura di sussistenza che non permette un consistente
sviluppo economico, il Niger è periodicamente vittima di siccità che espongono
il paese a carestie devastanti come quella del 2005. Nonostante gli impegni del
presidente Tandja, che ha promesso di dare la priorità allo sviluppo agricolo
(40% del PIL) durante il suo secondo mandato, non si registrano ancora risultati
apprezzabili. La principale coltura è ancora quella del cotone, che ha vissuto
negli ultimi anni una crescita sostenuta.
La situazione dal punto di vista finanziario è comunque migliorata dal 1995,
quando i conti in rosso avevano lasciato nelle casse dello stato appena 1 milione
di dollari. Grazie anche alla collaborazione di Fondo Monetario Internazionale
e Banca Mondiale il deficit, giunto anche al 14% del Pil, è tornato a livelli
accettabili, mentre l’inflazione dal 40% è stata praticamente azzerata. Risultati
raggiunti però grazie a un regime di austerity fiscale che lo scorso anno ha portato
a una tassa indiretta del 19% sui beni di prima necessità che ha provocato tumulti
nella capitale Niamey durati diverse settimane. Proseguono inoltre i programmi
di privatizzazione nei settori della telecomunicazione e della distribuzione di
acqua, ma anche in questo campo la maggiore efficienza è stata pagata con licenziamenti
e costi sociali difficili da sopportare.
Le speranze di sviluppo vengo riposte nell’estrazione dell’oro vicino al confine
con il Burkina Faso e in quella più tradizionale dell’uranio, di cui il Niger
è il terzo produttore mondiale dietro Canada e Australia con 3.000 tonnellate
di minerale estratto ogni anno. E’ stato recentemente firmato un contratto di
concessione con la società francese Areva-Cogema, che investirà 2 miliardi di
franchi Cfa alla ricerca di nuovi giacimenti (quelli già conosciuti hanno una
riserva stimata in 65.000 tonnellate).
Ma il “sogno nel cassetto” delle autorità del Niger rimane quello dello sfruttamento
petrolifero: alcune compagnie estere, in particolare la Esso e la malese Petronas,
hanno avviato programmi di ricerca presso il lago Chad. Nonostante la possibilità
che in Niger vengano scoperti consistenti giacimenti di petrolio e gas naturale,
finora neanche un barile di oro nero è uscito dal deserto.
MASS MEDIA
L’avvento al potere di Mamadou Tandja ha inaugurato una nuova stagione per il
Niger, che si sta lentamente ma gradualmente indirizzando verso una società democratica.
Nonostante ciò si registrano ancora episodi di violenze e intimidazioni contro
esponenti politici e dell’informazione, che dimostrano come il “periodo di transizione”
dai precedenti regimi militari non sia ancora stato completato.