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Nome ufficiale: |
Republic of Namibia |
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Ordinamento politico: |
Repubblica |
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Governo attuale: |
Hifikepunye Pohamba, presidente eletto dal 16 nov. 2004 |
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Capitale: |
Windhoek |
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Superficie: |
824.290 Kmq |
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Popolazione: |
2.000.000 abitanti |
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Densità: |
2,4 ab./Kmq |
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Crescita demografica annua: |
1,5% |
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Lingua: |
Inglese (ufficiale), afrikaans, tedesco, ovambo, herero, damara |
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Religione: |
Cristiana |
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Popolazione urbana: |
31,9% |
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Alfabetizzazione: |
83,3% (83,8% maschi; 82,8% femmine) |
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Mortalità infantile: |
5,5% |
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Aspettativa di vita: |
42 anni |
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Tasso HIV/AIDS: |
21,3% |
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Indice sviluppo umano: |
0.607 – 126esimo su 177 stati |
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Moneta: |
Dollaro namibiano |
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PIL: |
4.600 milioni USD |
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Ripartizione PIL: |
Agricoltura 10%; Industria 30,9%; Terziario 59,1% |
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Crescita economica (2004): |
4,8% |
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Reddito nazionale lordo per ab.: |
1.870 USD/ab. |
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Pop. sotto soglia povertà: |
50% |
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Inflazione: |
7,3% |
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Esportazioni: |
1.214 milioni USD |
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Importazioni: |
1.700 milioni USD |
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Principali risorse economiche: |
Minerali (diamanti, oro, argento, uranio), allevamento, pesca |
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Spese militari: |
168,4 milioni USD (3,66% del PIL) |

GEOGRAFIA
Situata nell’Africa meridionale, la Namibia confina a nord con l’Angola, a sud
con il Sudafrica, a ovest con l’Oceano Atlantico e a est con Bostwana e Zambia
e Zimbabwe attraverso una sottile striscia di terra chiamata Caprivi Strip.
Il paesaggio è sostanzialmente arido e dominato dal deserto del Namib, uno dei
più antichi del mondo che corre lungo tutta la costa atlantica. Non mancano però
le foreste, soprattutto nella parte settentrionale del paese lungo la Caprivi
Strip, mentre lungo i confini con Botswana e Sudafrica si trova l’altro deserto
del Kalahari. La zona centrale del paese è invece occupata da altipiani ricoperti
da vegetazione bassa (arbusti).
Anche per quanto riguarda il clima la Namibia presenta notevoli differenze tra
una zona e l’altra. Il deserto del Namib è la parte dove si registra la maggiore
escursione termica, che tra il giorno e la notte può arrivare a più di 40 gradi.
Le temperature sono generalmente elevate, anche se negli altipiani centrali e
nelle zone montuose calano sensibilmente. Vi sono due stagioni delle piogge, la
principale dura da gennaio a aprile e interessa soprattutto le zone settentrionali
del paese dove si trovano i maggiori corsi d’acqua.
STORIA
Conquistato alla fine del XIX secolo dalle forze tedesche, il territorio del
South West Africa rimane una colonia prussiana fino alla fine della prima guerra
mondiale, quando un contingente alleato proveniente dal Sudafrica lo strappa ai
Tedeschi.
Il colpo di mano del Sudafrica viene legittimato prima dalla Società delle Nazioni
e, nel secondo dopoguerra, dall’Onu che affidano il territorio all’amministrazione
sudafricana senza sanzionarne però l’annessione. Le questioni formali non ostacolano
il regime bianco di Pretoria, che controlla saldamente il territorio e nel 1949
concede il voto alla popolazione bianca prima di dividere la terra in 6.000 lotti
da assegnare ai bianchi mentre la popolazione nera viene confinata nelle “riserve”.
La resistenza della popolazione namibiana non si fa però attendere: negli anni
’50 nascono una serie di sindacati e partiti che negli anni ’60 si riuniranno
sotto l’ombrello della Swapo (South West African People’s Organization) che dopo
il fallimento delle trattative con Onu e Sudafrica comincia un’estenuante guerriglia
che si protrarrà fino alla proclamazione dell’indipendenza.
Negli anni ’80 la situazione politica cambia, con il Sudafrica sempre più alle
prese con problemi interni e l’Onu che riesce a strappare a Pretoria l’impegno
al ritiro dei propri contingenti dal territorio in cambio del ritiro dei guerriglieri
cubani (circa 20.000) dalla vicina Angola. Nel novembre 1989 si tengono le prime
elezioni stravinte dalla Swapo e nel 1990, dopo l’adozione di una Costituzione,
la Namibia si proclama indipendente sotto la guida di Sam Nujoma che rimarrà alla
presidenza per tre mandati fino al novembre 2004.
Dal 1999 la Namibia è stata coinvolta nella guerra civile angolana dopo aver
firmato un patto di collaborazione con il governo di Luanda contro i ribelli dell’Unita.
Un accordo che ha portato a frequenti scontri tra l’esercito namibiano e i ribelli
nel nord del paese fino al 2002, quando il governo angolano e l’Unita hanno firmato
la pace.
Nelle elezioni del 2004 la Swapo si è confermata vincitrice, avendo conquistato
il 76% dei seggi al Parlamento e avendo fatto eleggere alla presidenza il successore
di Nujoma, Hifikepunye Pohamba, con il 75% delle preferenze.
POLITICA
L’elezione di Pohamba garantisce un altro mandato presidenziale all’insegna della
continuità con Nujoma, che rimarrà al vertice della Swapo fino al 2007. Al momento
le uniche insidie che potrebbero mettere in forse il dominio della Swapo sono
rappresentate dall’ex-ministro degli esteri Hidipo Hamutenya, sacrificato nella
corsa presidenziale e che potrebbe decidere di formare un nuovo partito.
Per il resto, gran parte della battaglia politica si giocherà sul campo della
riforma agraria, che la popolazione namibiana aspetta dalla proclamazione dell’indipendenza.
Il principio del “willing buyer willing seller”, adottato anche nel vicino Sudafrica,
non sembra funzionare e costringerà il governo a studiare misure più incisive.
Pohamba e Nujoma hanno più volte espresso ammirazione per la politica agraria
di Mugabe in Zimbabwe e ci sono fondati timori che le autorità namibiane possano
imitarlo. Nell’estate del 2005 sono cominciare le prime espropriazioni dei “farmers”
bianchi, ma la natura arida del terreno e la densità di popolazione piuttosto
bassa rendono la questione agraria meno pressante che nei paesi vicini.
SOCIETA'
L’impegno delle autorità non è stato finora sufficiente per risollevare le condizioni
della popolazione civile, che porta con sé le cicatrici della trentennale guerriglia
contro il Sudafrica e, nel nord del paese, delle recenti battaglie conro l’Unita.
Buona parte delle entrate statali è destinata a settori poco produttivi come
la difesa e l’apparato statale, e ciò ostacola la crescita dei servizi destinati
alla popolazione. Nonostante il reddito pro-capite non sia basso, circa metà della
popolazione vive sotto la soglia di povertà e troppe poche risorse sono state
destinate ai settori dell’educazione e della sanità, con l’Aids che è diventato
in breve tempo una vera e propria piaga sociale: un quinto della popolazione è
affetto dal virus dell’Hiv, un tasso molto elevato che sta lentamente decimando
i pochi lavoratori qualificati presenti nel paese.
ECONOMIA
Con un’agricoltura che a causa del terreno arido difficilmente farà da volano
dello sviluppo economico, i settori trainanti continuano a essere quelli legati
allo sfruttamento delle risorse minerarie. Con i giacimenti di rame e uranio in
declino, l’attenzione si è spostata sull’estrazione di oro e diamanti, che dovrebbero
garantire un consistente flusso di introiti nei prossimi anni.
Con i proventi derivanti dall’estrazione mineraria le autorità stanno tentando
di stimolare la produzione interna e di ridurre l’importazione di beni di prima
necessità, tra cui alcuni generi alimentari provenienti dal Sudafrica (principale
partner commerciale del paese). Un aspetto su cui la riforma agraria potrebbe
influire parecchio.
I conti dell’amministrazione sono sostanzialmente a posto e il debito estero
non è a livelli preoccupanti, come confermato dal Fondo Monetario Internazionale.
MASS MEDIA
Le autorità namibiane non hanno mai avuto un ottimo rapporto con gli organi
di stampa. Soprattutto nel difficile periodo della guerra contro i ribelli angolani
la leadership politica ha più volte abusato dei propri poteri nei confronti della
popolazione con intimidazioni e minacce, detenzioni arbitrarie e libertà di espressione
limitata. Nonostante la pressione sia ora diminuita il controllo sull’informazione
e sulle libertà politiche in genere rimane abbastanza stretto.