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Nome ufficiale: |
Republica de Moçambique |
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Ordinamento politico: |
Repubblica |
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Governo attuale: |
Armando Guebuza, presidente eletto dal 2 dic. 2004 |
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Capitale: |
Maputo |
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Superficie: |
801.590 Kmq |
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Popolazione: |
18.800.000 abitanti |
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Densità: |
23,1 ab./Kmq |
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Crescita demografica annua: |
1,9% |
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Lingua: |
Portoghese (ufficiale), makua, tsonga, shona |
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Religione: |
Animista, cristiana, musulmana |
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Popolazione urbana: |
34,5% |
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Alfabetizzazione: |
46,5% (62,3% maschi; 31,4% femmine) |
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Mortalità infantile: |
10,1% |
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Aspettativa di vita: |
41 anni |
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Tasso HIV/AIDS: |
12,2% |
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Indice sviluppo umano: |
0.354 – 171esimo su 177 stati |
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Moneta: |
Metical |
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PIL: |
4.300 milioni USD |
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Ripartizione PIL: |
Agricoltura 26,1%; Industria 31,1%; Terziario 42,8% |
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Crescita economica (2004): |
8,4% |
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Reddito nazionale lordo per ab.: |
210 USD/ab. |
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Pop. sotto soglia povertà: |
70% |
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Inflazione: |
14% |
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Esportazioni: |
880 milioni USD |
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Importazioni: |
1.364 milioni USD |
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Principali risorse economiche: |
Minerali, zucchero, pesca, legno, gas |
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Spese militari: |
117,3 milioni USD (2,72% del PIL) |
GEOGRAFIA
Situato nell’Africa meridionale, il Mozambico è bagnato per circa 2.500 km dall’Oceano
Indiano e confina a nord con Tanzania, Zambia e Malawi, a est con Zimbabwe, Sudafrica
e Swaziland e a sud ancora con il Sudafrica.
Il paese è ricco di corsi d’acqua: è infatti attraversato dal Limpopo e dallo
Zambesi, oltre a dividere con il Malawi una parte del lago Nyasa. Le pianure costiere
fanno spazio prima alla savana e successivamente a montagne boscose procedendo
da est verso ovest, mentre la parte settentrionale del paese è caratterizzata
da altipiani e montagne.
Le temperature sono piuttosto elevate, con medie annuali che vanno dai 27 ai
30 gradi giornalieri. La stagione delle piogge, che dura da ottobre a marzo, è
anche quella più calda.
STORIA
Divenuto colonia portoghese nel 1498, il Mozambico rimane sotto il dominio di
Lisbona per poco meno di 500 anni, sottoposto a un rapace e sistematico sfruttamento
delle risorse naturali (compresa la forza lavoro) che per alcuni periodi a inizio
‘900 furono anche affittate alle nazioni confinanti.
Le condizioni della popolazione peggiorano ancora di più sotto il regime di Salazar:
un vasto programma di coltivazione intensiva di riso e cotone, a cui è obbligata
a partecipare tutta la forza lavoro maschile, provoca spaventose carestie durante
gli anni ’40 e ’50. Il movimento indipendentista mozambicano nasce però solo nel
1962 con il marxista Frelimo (Frente de Libertaçao de Moçambique) capeggiato da
Eduardo Mondlane, che comincerà una guerra conclusasi solo nel 1974 con il crollo
del regime fascista in Portogallo. L’anno successivo il Mozambico festeggia l’indipendenza
con Samora Machel presidente.
La mancata assistenza fornita dai Portoghesi, che prima di fuggire dal paese
arrivano a sabotare gran parte degli stabilimenti industriali, ostacola lo sviluppo
del paese che rischia più volte la bancarotta e ricorre all’aiuto di Urss e Germania
Est, senza peraltro raggiungere risultati apprezzabili. All’inizio degli anni
’80 il paese è ormai allo stremo e si trova a affrontare anche la ribellione della
Renamo (Resistencia Nacional Moçambicana) sostenuta dal regime bianco del Sudafrica.
Le tattiche da “terra bruciata” della Renamo, che arriva a attaccare anche i
convogli umanitari, costringono il Frelimo a aprirsi alle nazioni occidentali
e a rinunciare all’ideologia marxista per poter ricevere aiuti alimentari e il
sostegno diplomatico necessario per avviare le trattative di pace, che si concluderanno
nell’ottobre del 1992 a Roma.
Nell’ottobre 1994 si sono tenute le prime elezioni libere del paese che hanno
visto la vittoria di Joaquim Chissano, leader del Frelimo e già succeduto nell’86
a Machel, deceduto in un incidente aereo in circostanze mai chiarite. Il paese
ha cominciato una lenta e difficile ripresa economica, mentre sul piano politico
nel novembre del 2004 dalle urne è uscito vincitore Armando Guebuza, successore
designato dallo stesso Chissano.
POLITICA
L’elezione di Guebuza alla testa della nazione, in una consultazione peraltro
fortemente contestata dall’opposizione e dagli osservatori internazionali, sancisce
ancora una volta il dominio totale del Frelimo sulla vita politica mozambicana.
Ma se il regime di Chissano aveva negli ultimi anni adottato una politica di svecchiamento
della dirigenza del movimento, l’ascesa alla presidenza di un falco come Guebuza
potrebbe preludere a tempi duri nei rapporti con l’opposizione della Renamo.
A livello più generale il Mozambico avrebbe bisogno di un ricambio generazionale
al vertice per affrontare le questioni della corruzione e degli impedimenti burocratici
che ostacolano la ripresa economica.
SOCIETA'
La popolazione paga ancora le conseguenze delle guerre che hanno insanguinato
il paese dagli anni ’60. In più, le recenti carestie e inondazioni hanno messo
a dura prova la resistenza dei Mozambicani, che non sono ancora riusciti a cogliere
i frutti dello spettacolare sviluppo economico che caratterizza il paese ormai
da 5 anni.
Questo è in parte dovuto ai settori limitati a cui questo sviluppo è circoscritto
e che poco hanno a che fare con l’economia di sussistenza della grande maggioranza
della popolazione, ma parte della responsabilità è da iscrivere al Frelimo che
tarda a varare programmi sociali degni di questo nome e limita gli investimenti
nelle zone settentrionali del paese, tradizionalmente fedeli alla Renamo.
Il risultato di questa politica miope è che buona parte dei Mozambicani vive
con meno di un dollaro al giorno e il 70% della popolazione è sotto la soglia
di povertà, mentre il tasso di Hiv è molto alto (più del 12%).
ECONOMIA
Il Mozambico negli ultimi anni sembra essersi in parte ripreso dai disastri del
dominio coloniale e delle recenti guerre, tanto che dal 2001 il tasso di crescita
annuo si è attestato attorno al 7,5%. Protagonista di questo sorprendente sviluppo
è anche l’agricoltura, che dopo le inondazioni del 2000 e 2001 ha visto un sostanziale
aumento della produzione cerealicola e la ripresa delle esportazioni di zucchero,
la cui produzione è arrivata a 250.000 tonnellate l’anno.
Decisamente più interessanti sono stati i risultati nell’industria mineraria,
con le produzioni di alluminio (metà delle esportazioni del paese), di gas naturale
e di elettricità che fanno la parte del leone. Da poco è ripreso anche lo sfruttamento
delle miniere di carbone a Sena e di titanio a Nampula, possibili anche grazie
al vasto programma di riabilitazione delle infrastrutture (strade e porti in primis)
in cui si è impegnato il governo.
I recenti progressi hanno impressionato anche il Fondo Monetario Internazionale
e la Banca Mondiale, che rimangono però preoccupati per l’alto livello di corruzione
che caratterizza i vertici politici del paese. La svalutazione del metical e l’inflazione
stanno tornando lentamente sotto controllo.
MASS MEDIA
L’avvento di Guebuza al potere non è un buon viatico per la libertà d’informazione:
tra i fondatori del Frelimo, dopo l’indipendenza il neo-presidente è stato protagonista
dei programmi di “espulsione rapida” dei Portoghesi denominato “24-20” (24 ore
per lasciare il paese e 20 kg di bagaglio permessi) e di quelli di rieducazione
nei campi di lavoro nei confronti degli oppositori politici durante gli anni ’80.
Nonostante l’immagine nuova che il Frelimo ha provato a darsi negli ultimi anni
l’omicidio dello scomodo giornalista Carlo Cardoso avvenuto nel 2000 ha mostrato
come le libertà nel paese siano ancora una gentile concessione da parte del partito
al potere.