Madagascar
 
Nome ufficiale: 
Republique de Madagascar 
Ordinamento politico: 
Repubblica
Governo attuale: 
Marc Ravalomanana, presidente eletto dal dic. 2001 
Capitale: 
Antananarivo 
 
 
Superficie: 
587.040 Kmq 
Popolazione: 
17.400.000 abitanti 
Densità: 
28,8 ab./Kmq 
Crescita demografica annua: 
2,74% 
Lingua: 
Malgascio, francese 
Religione: 
Cristiana, animista
 
 
Popolazione urbana: 
26,3% 
Alfabetizzazione: 
67,3% (74,2% maschi, 60,6% femmine) 
Mortalità infantile: 
8,4% 
Aspettativa di vita: 
55 anni 
Tasso HIV/AIDS: 
1,7% 
Indice sviluppo umano: 
0,469 – 150esimo su 177 stati
 
 
Moneta: 
Ariary 
PIL: 
5.400 milioni USD 
Ripartizione PIL: 
Agricoltura 29,2%; Industria 15,4%; Terziario 55,4% 
Crescita economica (2004): 
5,3% 
Reddito nazionale lordo per ab.: 
290 USD/ab. 
Pop. sotto soglia povertà: 
50% 
Inflazione: 
8% 
Esportazioni: 
655 milioni USD 
Importazioni: 
964 milioni USD 
Principali risorse economiche: 
Agricoltura, minerali 
Spese militari: 
44,6 milioni USD (0,82% del PIL) 

 
GEOGRAFIA
Situata nell’oceano Indiano sud-occidentale, l’isola del Madagascar è, per estensione, la quarta della terra. È separata dal continente africano dal canale di Mozambico che, nel punto più stretto misura 400 km circa.
 
I rilievi, che si estendono secondo l’asse longitudinale, sono costituiti da formazioni cristalline e da rocce di origine vulcanica. La catena rocciosa si sviluppa in modo discontinuo, intervallata da numerose scarpate e vallate, e ha un’altezza media che si aggira intorno ai 1000-1500 m. La massima altitudine dell’isola si raggiunge con il massiccio del Tsaratanana (2876 m.), nella parte settentrionale. Verso est, l’altopiano incombe con versanti scoscesi su una stretta fascia costiera uniforme e sabbiosa; a ovest, i rilievi degradano dolcemente in una pianura sedimentaria.
 
I fiumi principali dell’isola sono Betsiboka, Tsiribihina, Mangoki e Onilahy: tutti nascono sugli altopiani e scorrono, con regime molto incostante, frequentemente interrotti da cascate, verso ovest, immettendosi nel canale di Mozambico. Il lago più esteso è Alaotra, situato vicino alla città costiera di Toamasina.
 
La parte orientale dell’isola riceve piogge abbondanti portate dagli alisei ed è spesso sottoposta alla furia dei cicloni. Gli altopiani centrali e l’ovest sono caratterizzati da clima prevalentemente arido, con precipitazioni scarse, a carattere stagionale che decrescono verso sud.
 
La temperatura è compresa tra 16° e 26° in gennaio, tra 9° e 20° in luglio.
La vegetazione originaria ha subito una fortissima degradazione a causa dello sfruttamento coloniale e della fertilizzazione dei terreni, ottenuta bruciando il manto vegetale spontaneo. L’est è caratterizzato dalla presenza della foresta pluviale, nelle asciutte regioni dell’ovest predomina la savana, mentre il sud è prevalentemente desertico.
 
La fauna presenta importanti caratteri di originalità dovuti al lungo periodo di isolamento. Diffusissimi sono i lemuri, una specie primitiva di primati; le specie native dell’isola presentano caratteristiche tipiche degli animali africani ed indiani. Mancano le scimmie antropomorfe, i grandi carnivori e i serpenti velenosi. Molto importante per l’insediamento umano è l’assenza di insetti portatori di tripanosmiasi e della febbre gialla che infieriscono alle stesse latitudini sul continente africano.
 
L'isola è soggetta a violenti cicloni. Nel marzo 2004 un paio di tempeste tropicali si sono abbattute nel nord del paese. I cicloni Elita e Gafilo hanno causato un centinaio di morti e lasciato senza casa più di 200000 persone. Circa 6000 ettari di colture sono state inondate, determinando la perdita del raccolto. Le strade sono interrotte e le agenzie umanitarie hanno riscontrato difficoltà nella consegna degli aiuti. Aiuti che sono arrivati dalla comunità internazionale, in particolare dall'Unione europea e dall'Unicef.


ECONOMIA
L’attività prevalente è l’agricoltura che viene praticata in forme arretrate. Solo una piccola parte del territorio nazionale viene coltivata. Prevale la piccola proprietà policolturale. Il riso viene coltivato in terreni irrigati, paludosi e perfino asciutti ed è destinato al consumo interno. Prodotti di sussistenza sono anche manioca, patate e mais. Le colture di piantagione, destinate all’esportazione sono di dimensioni ridotte. I principali prodotti sono il caffè, coltivato sugli altopiani, la canna da zucchero al nord e le spezie. Le foreste orientali forniscono ottimo legname. Molto importante è l'allevamento bovino, che alimenta l'industria delle carni. La pesca è rilevante soprattutto per la popolazione locale.

<>Le risorse del sottosuolo non sono abbondanti: alcuni giacimenti di petrolio e di gas naturale sono stati scoperti nei primi anni ’80 e il loro sfruttamento è stato concesso a compagnie statunitensi che hanno installato una raffineria a Toamasina, dove si trova inoltre un'industria chimica.. I minerali estratti sono tuttavia numerosi, quali grafite, cromite, mica, oro e pietre preziose. La disponibilità energetica è limitata.
 
<><>Il settore industriale è poco sviluppato, soprattutto per l'industria di base. Sono presenti stabilimenti per la lavorazione di prodotti agricoli, come oleifici, birrifici e zuccherifici. Sono attive anche fabbriche tessili, del legno, del tabacco e del cemento
 
<>Il Madagascar importa materie prime, combustibili, macchinari, attrezzature industriali e prodotti chimici, mentre esporta prodotti del settore primarie e minerali. La bilancia commerciale è in deficit. Gli scambi avvengono prevalentemente con la Francia. I
 
Nel 2002, una campagna corposa di privatizzazioni ha permesso il riassetto della Air Madagascar, la compagnia aerea nazionale, l’affidamento in concessione della gestione della rete ferroviaria settentrionale e le trattative per la cessione della società saccarifera statale Sirama. Nel 2003, si aspettavano finanziamenti dalla Banca Mondiale. Il settore tessile e turistico sono lentamente in ripresa. Si contavano 160 imprese prima della crisi, ora solo 40 sono nuovamente operative. Freni strutturali permangono allo sviluppo dell’economia: corruzione e pastoie dell’amministrazione pubblica, mancanza di certezza del diritto, arretratezza della legislazione fondiaria. A proposito, in seguito a discussioni in seno al governo, sono state escogitate formule per permettere agli investitori stranieri di rilevare le proprietà terriere, azione finora possibile solo mediante contratti enfiteutici (diritto di godere un fondo altrui per almeno vent’anni, con l’obbligo di apporvi migliorie e di corrispondere periodicamente un canone in denaro o in natura).

Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale intendono cancellare, secondo quanto fatto sapere nell'ottobre 2004, metà del debito del Madagascar. La scelta è stata positivamente accolta dalle organizzazioni non governative impegnate per la cancellazione del debito, ma è stato aggiunto che le due istituzioni finanziarie devono impegnarsi per un totale azzeramento del debito che il Madagascar ha nei loro confronti. Il problema è che il Paese è ancora troppo povero per coprire il debito. L'appello per una completa cancellazione del debito è esteso a tutti i Paesi che, come il Madagascar, sono classificati come Paesi poveri fortemente indebitati (HIPC).


STORIA
Dopo l'indipendenza dalla Francia, nel 1960, il Madagascar viene governato per 15 anni da una repubblica socialdemocratica guidata da Philibert Tsiranana, il quale mantiene stretti legami con Parigi (che lascia nell'ex colonia le sue truppe). Gli ultimi anni della sua presidenza sono caratterizzati da una crescente instabilità politica, che nel 1975 culmina con il colpo di stato del capitano Didier Ratsiraka, che instaura un regime di tipo marxista.
 
Nel 1989, dopo la caduta del muro di Berlino, Ratsiraka avvia un processo di riforme democratiche introducendo il multipartitismo. Ma ciò non basta a mantenere in vita il suo regime, che nel 1991 viene scosso da imponenti manifestazioni popolari organizzate dalle opposizioni (il Comitato delle forze vive, Cfv) e sanguinosamente represse dalla polizia. Dopo mesi di tensioni, Ratsiraka cede; nel 1992 viene approvata con referendum una nuova costituzione. Si apre la terza repubblica, e nel 1993 le elezioni presidenziali vengono vinte dal candidato del Cfv, Albert Zafy. Il suo governo però, indebolito dall'instabile equilibrio tra le forze della coalizione, non dà fiducia alle istituzioni finanziarie internazionali (Fmi in testa), che premono per la sua destituzione, che avviene nel 1996.
 
Nello stesso anno nuove elezioni riportano al potere l'ex dittatore Ratsiraka, che torna a governare il paese con modi autoritari, mentre le condizioni di vita della popolazione peggiorano in maniera progressiva e drammatica. Lo scontento popolare si traduce, alle successive elezioni presidenziali del 2001, nella vittoria del candidato dell'opposizione Marc Ravalomanana. Ratsiraka non riconosce l'autorità del nuovo presidente e costituisce un governo parallelo, portando il paese sull'orlo della guerra civile. Nell'estate 2002, dopo una serie di violenti scontri armati, Ravalomanana, con il sostegno di Stati Uniti e Francia, riesce a prendere il controllo di tutta l'isola. Ratsiraka è costretto alla fuga, altri dignitari del regime lo seguono o sono arrestati. Questa crisi lascia in ginocchio l’economia del Madagascar. Le elezioni legislative del 2002 hanno confermato il predominio del Tiako i Madagasiraka (TIM), il partito presidenziale, nell’assemblea nazionale (102 seggi su 160).


SOCIETA'
La popolazione del Madagascar è molto complessa, a causa delle numerose ondate migratorie provenienti da aree molto diverse. Le tribù sono diciotto. I Merina abitano la parte centrale dell’altopiano e sono il  gruppo etnico più numeroso (1/4 del totale), sulle pendici meridionali sono stanziati i Betsileo. I membri di entrambi i gruppi discendono da popoli immigrati dall’Indonesia 900 anni prima di Cristo. Le zone costiere sono occupate dai Betsimisaraka, Tsimihety, Sakalava, Antaisaka, Antankarana, Sihanaka, Bezanozano, Bara, Antandroy, Antambahoka, Vezo, Tanosy, Mahafaly, Antandroy, Antaimoro, Antaifasy, che nascono dalla fusione di indo-malesi africani e arabi. Sono presenti anche minoranze francesi, comoriani, indiani e cinesi. Fra di loro differiscono sia per alcune caratteristiche somatiche, anche se hanno tutte dei punti comuni derivanti dall'influenza indonesiana, sia nel modo di vivere ed in parte anche nella lingua. La lingua ufficiale è il Malagasy; nelle scuole vengono insegnati inglese e francese. Molto diffusi sono i dialetti locali. Ognuna delle 18 tribù si è specializzata in un'attività lavorativa che la distingue dalle altre. Anche i riti religiosi e le credenze nei poteri occulti sono diversi per ogni etnia. Gli unici elementi in comune sono il credere nei 'tabù' ed il culto degli antenati, in onore dei quali si usa erigere tombe decorate spesso con stele di pietre, corna di zebù e dipinti murali.

Quasi la metà della popolazione è giovanissima, con una media minore dei 14 anni. Si prevede che a causa della rapida crescita demografica la popolazione raddoppierà entro il 2020. Il numero di abitanti cresce annualmente con un tasso che si aggira attorno al 3%, le zone più popolose sono gli altopiani. Solo il 31% della popolazione vive in agglomerati urbani; il territorio è ripartito in villaggi sparsi. Le cicatrici delle recenti crisi politiche ed economiche sono visibili sulle fasce povere della popolazione. Le aree urbane vedono un riacutizzarsi della disoccupazione, costringendo numerose persone, soprattutto bambini, nelle strade. La conseguenza principale è un’insormontabile difficoltà ad accedere alla formazione scolastica a causa dei costi troppo elevati. Nelle zone suburbane la mancanza di strutture sanitarie di base aumenta il rischio di diffusione di malattie infettive. Il livello di malnutrizione resta alto, con il 48% di bambini che soffrono la fame. Nel sud perdura una situazione che il World Food Program ritiene preoccupante. Un terzo degli abitanti di Antananarivo resta sotto la soglia di povertà.
 
Nei primi mesi dell'autunno 2004, l'innalzamento vertiginoso dei prezzi ha costretto più di 250 mila malgasci a ritornare ad un'alimentazione di sussistenza. Il motivo è da ricondursi al crollo del valore del già debole Franco malgascio e all'aumento del prezzo del combustibile. Il riso ha registrato l'incremento di costo maggiore. Il cereale è un alimento fondamentale per la popolazione del Madagascar, dove viene prodotto per sopperire alle esigenze interne. In seguito ai cicloni primaverili, il raccolto ha subito ingenti danni e il Madagascar ha dovuto importarne grosse quantità dal Pakistan. Il programma Food For Work ha alleviato le condizioni critiche che le riforme varate dalla presidenza Ravalomanana vorrebbero migliorare. Le riforme hanno un'influenza ancora marginale e la stagnazione della crisi ha scatenato manifestazioni di dissenso contro il governo.

La povertà cronica sta erodendo il livello educativo. Più di 1 milione di ragazzi scelgono di abbandonare gli studi in quanto non sono in grado di sostenerne le spese. Un progetto è stato lanciato per tentare di frenare il fenomeno: consiste nel rendere disponibili le capacità professionali locali, dalla tessitura alla panificazione, passando dalle riparazioni meccaniche. Sono circa 400 i giovani ad averne finora beneficiato, ma l'Unicef giudica le cifre ancora allarmanti. L'esperienza è stata avviata, nel corso del 2004, in 17 distretti della regione centrale della capitale Antananarivo, ma si vorrebbe estenderla a tutto il Paese.

Nel settembre 2004 il Madagascar ha rinnovato la legislazione sulle adozioni internazionali, una decisione resa urgente dall’incremento del traffico di minori. Nell’anno passato la polizia ha smantellato cinque reti che lucravano sul traffico illecito di bambini dai due mesi ai dieci anni d’età. Nonostante la maggior parte delle adozioni sia legale, il governo ha preferito istituire un'autorità centrale presso il ministero della Popolazione e dell’Infanzia, soppiantando il precedente sistema decentralizzato, per cui i presunti nuovi genitori presentavano una richiesta che veniva accettata previo versamento di una somma tra i 2.400 e 4.900 dollari. La povertà ha forzato le madri a dare i bambini in adozione o ad abbandonarli nei centri regionali per l’adozione. In molti trovano vantaggio dal fatto che le giovani madri non possono occuparsi a lungo dei propri bambini. La lotta contro l’Aids, di cui nel 2003 si contavano 7500 morti, vede un aumento costante dell’uso di preservativi tra i giovani, in seguito, inoltre, a una recente massiccia campagna di prevenzione.


POLITICA
La Costituzione prevede un Parlamento bicamerale; il Presidente della Repubblica, eletto a suffragio universale per la durata di cinque anni, nomina e revoca il Primo Ministro. La pena di morte è in vigore, ma non viene applicata da parecchi anni. Dopo il caos protrattosi per otto mesi dal dicembre 2001 fino al rafforzamento dell’autorità del presidente Ravalomanana, nel luglio 2002, l’accentramento politico verificatosi con le elezioni legislative di dicembre doveva permettere l’accelerazione della ripresa economica. Il governo ha rafforzato l’amministrazione, risanato la giustizia, ricostruito le infrastrutture, ripreso le attività del porto di Toamasina e insistito sulle privatizzazioni. Nel 2002 il tasso di crescita era negativo (-11%), nel 2003 i dati avevano recuperato i livelli del 2001.
 
L’egemonia dei sostenitori di Ravalomanana ha posto qualche difficoltà. Una certa propensione alla rivalsa contro i capi del vecchio regime ha incominciato a suscitare risentimento in una parte dell’élite costiera che lo sosteneva e che non gradisce le nomine dei Merina, gli abitanti degli altopiani centrali, schierati con il presidente. Inoltre, una parte dei dirigenti delle ONG e delle organizzazioni professionali sono stati cooptati nel nuovo sistema di potere, riducendo la capacità di azione autonoma della società civile. Infine, nella primavera del 2003, gli emarginati dal nuovo regime si sono mobilitati inducendo gli scontenti a manifestare contro il primo ministro Jacques Sylla. Il KMMR, un gruppo che riunisce associazioni e movimenti popolari, creato nel 2001 a sostegno di Ravalomanana, si è unito alle contestazioni contro le decisioni del governo, pur confermando la propria fiducia nel capo dello stato.
 
Nel novembre 2004 i riservisti dell'esercito, che hanno appoggiato l'attuale presidente Ravalomanana nella crisi di due anni prima, hanno protestato per avere migliori e più congrue ricompense. Parallelamente sta crescendo l'insoddisfazione popolare in conseguenza della crisi economica che il Paese sta attraversando. Fonti governative hanno reso noto che numerosi attacchi sono stati portati contro obiettivi del governo, fino a parlare del rischio di destabilizzazione. Esplosioni causate da granate hanno colpito, tra l'altro, le residenze di dirigenti regionali e la sede della compagnia di proprietà dello stesso Ravalomanana.


MASS MEDIA
Grazie alla legge sulla libertà di stampa, negli anni ’90 si assiste ad un proliferare di radio e televisioni private in tutto lo stato. Nella primavera del 2002, durante la battaglia per il potere, Marc Ravalomanana ha preso il controllo della radio e della televisione nazionali. Ravalomanana possiede anche il Malagasy Broadcasting System, network privato di radio e televisione. Molte stazioni radio della capitale appartengono a politici vicini al presidente. La ricerca annuale di Réporters sans Frontièrs colloca il Madagascar tra i primi posti per la libertà di stampa.


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