Benin
 
Nome ufficiale: 
Republique du Benin 
Ordinamento politico: 
Repubblica 
Governo attuale: 
Yayi Boni, presidente eletto dal 19 marzo 2006
Capitale: 
Porto Novo 
 
 
Superficie: 
112.620 Kmq 
Popolazione: 
7.000.000 abitanti 
Densità: 
58,2 ab./Kmq 
Crescita demografica annua: 
2,53% 
Lingua: 
Francese (ufficiale), fon, goun, mina, yoruba, dendi, bariba 
Religione: 
Animista, cattolica, musulmana, protestante 
 
 
Popolazione urbana: 
43,8% 
Alfabetizzazione: 
39,8% (54,8% maschi, 25,5% femmine) 
Mortalità infantile: 
9,3% 
Aspettativa di vita: 
53 anni 
Tasso HIV/AIDS: 
1,9% 
Indice sviluppo umano: 
0,421 – 161esimo su 177 stati
 
 
Moneta: 
Franco CFA 
PIL: 
4.200 milioni USD 
Ripartizione PIL: 
Agricoltura 35,7%; Industria 14,3%; Terziario 50% 
Crescita economica (2004): 
3% 
Reddito nazionale lordo per ab.: 
440 USD/ab. 
Pop. sotto soglia povertà: 
33% 
Inflazione: 
1,5% 
Esportazioni:
554 milioni USD 
Importazioni: 
743 milioni USD 
Principali risorse economiche: 
Cotone (80% delle esportazioni), pesca 
Spese militari: 
96,5 milioni USD (2,3% del PIL) 

 
 
 
GEOGRAFIA
Il territorio del Benin si affaccia a sud sul Golfo di Guinea con un breve tratto di costa bassa e uniforme, orlata da cordoni sabbiosi che chiudono ampie lagune; confina a ovest con il Togo, a nordovest con il Burkina Faso, a nord con il Niger e a est con la Nigeria.
 
Gli antichi rilievi che costituiscono la maggior parte del Paese non superano la dimensione collinare con altezze medie intorno ai 600 m. Il massiccio dell’Atakora, nella sezione nord occidentale, è il rilievo più pronunciato. La zona meridionale è pianeggiante e paludosa a causa delle continue alluvioni dei fiumi. I fiumi del nord del paese appartengono al bacino idrografico del Niger, che segna per oltre 150 km il confine con lo stato omonimo. Il corso d'acqua principale è l’Ouémé che attraversa con un corso meridiano il centro e il sud del paese sfociando nella laguna di Nokoué. Parallelamente ad esso scorrono molti tributari dell’Atlantico, lungo i corsi d’acqua è presente una ricca vegetazione.
 
Dal punto di vista climatico si riscontra una differenza tra il nord e il sud. La sezione settentrionale presenta condizioni sudanesi, con elevate escursioni diurne, e scarse precipitazioni. Il sud e il centro, invece, presentano condizioni guineane, con temperature che oscillano tra i 25° e 27° e maggiori precipitazioni. Le piogge, portate dalle masse d’aria provenienti dal mare, cadono in due successivi periodi: tra marzo e luglio (piccole piogge) e tra settembre e ottobre (grandi piogge).
 
La vegetazione è principalmente formata da acacie, baobab, arbusti caducifogli; la savana dirada verso nord in vasti spazi erbosi. Nell’area meridionale predominano le piantagioni di palma da olio.
 
È in corso un contenzioso con lo stato del Niger per la sovranità sull’isola di Lété, lungo fiume Niger.


ECONOMIA
A causa della pesante eredità del periodo coloniale, dell’instabilità politica e nonostante il riassetto politico del 1972 che porta alla nazionalizzazione di tutte le imprese straniere, l’economia del Benin è tra le più arretrate dell’Africa. L’agricoltura assorbe il 65% della forza lavoro. E' praticata soprattutto nelle regioni settentrionali con metodi primitivi e al sud necessita della bonifica dei suoli paludosi. La coltura più diffusa è la palma da cocco che cresce in maniera semispontanea e che assume il ruolo di monocoltura nel sud. Minor importanza hanno le altre monocolture destinate all’esportazione. Per quanto riguarda i prodotti destinati al consumo interno si coltivano manioca, mais, banane ed alcuni ortaggi nella fascia costiera, nel centro e nel nord prevalgono i cereali poveri. A causa della mancanza di pascoli, gli allevamenti, presenti al nord, non riescono a coprire il bisogno interno; la pesca, invece, è diffusa nelle zone costiere.
 
Il patrimonio minerario è modesto e l’unica risorsa sfruttata è il petrolio che dal 1982 contribuisce sensibilmente al miglioramento del reddito nazionale. I giacimenti sono sottomarini e si situano a Sémé. L’industria partecipa in minima parte alla formazione del reddito nazionale ed è carente nei settori di base: sono comunque presenti birrifici, zuccherifici, cementifici, imprese tessili e altre occupate nel settore dei fertilizzanti e degli autoveicoli.
 
La crisi in Costa d’Avorio ha provocato un aumento del traffico verso il porto di Cotonou, che era già in forte sviluppo per le importazioni di autoveicoli d’occasione, destinati ad essere riesportati verso Paesi limitrofi. Il Franco CFA è legato da un tasso di cambio fisso con l’euro. Nel 2001 sono stati ingenti gli aiuti dell’Eu e del Giappone. Sebbene nell’ottobre 2002, in particolare, il paese ha firmato un accordo di cooperazione con l’Ue pari a 275 milioni di euro, diversi mesi di sciopero nell’ambito dell’istruzione hanno rischiato di mandarlo a monte. La crescita della produzione ha avuto una media negli ultimi sei anni del 5%, ma il rapido aumento della popolazione ha reso vana gran parte di questa crescita. L'inflazione è stata tenuta sotto controllo negli ultimi anni. Con lo scopo di aumentare ulteriormente il tasso di crescita dell'economia, il Benin sta tentando di attrarre ulteriori investimenti stranieri, dare maggior enfasi al turismo, facilitare lo sviluppo di sistemi di lavorazione degli alimenti e di produzione di nuovi prodotti agricoli, e incoraggiare le nuove tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni. Il programma del 2001 riguardo alle privatizzazioni nei settori delle telecomunicazioni, acqua potabile, elettricità, e agricoltura è ancora in attuazione, nonostante le iniziali riluttanze del governo.
 
Nell’agosto 2004, l’Onu registra il rischio di un'incombente crisi economica. Il prezzo del mais, prodotto basilare per l’agricoltura e per l’alimentazione di sussistenza del paese, è duplicato negli ultimi mesi, e il governo ha ammesso di aver ricevuto entrate tributarie più basse delle aspettative. I fornitori esteri sono costretti ad aspettare mesi per i pagamenti e i lavoratori vivono nella costante paura di non ricevere i salari alla fine del mese. In particolare, sono stati sospesi i benefici, già marginali, per gli operatori sanitari e i pensionati, e le spese per le auto ufficiali dei membri del Parlamento. Sotto accusa le sovvenzioni interne e le barriere protezionistiche di Nigeria, Usa ed Europa. L’opposizione politica del Benin si mostra dubbiosa e non comprende i motivi della crescita economica del 5% del 2003 salita al 7% nel 2004 se, successivamente, si annuncia un deficit di bilancio. Dall’ufficio di controllo delle finanze del governo si dice che il problema sia altrove: “tutti - riporta Irin news, il sito dell’ufficio Onu per il coordinamento degli affari umanitari – si stanno preparando alle presidenziali del 2006, e gli uomini di potere stanno raccogliendo e trasferendo all’estero in modo fraudolento massicce quantità di denaro”.
 
Il governo di Porto Novo ha stretto relazioni importanti con Obasanjo, il presidente della  Nigeria, per fronteggiare il contrabbondo di petrolio dalla la stessa Nigeria al Benin. L'aumento del prezzo al barile dell'oro nero ha messo in seria difficoltà la popolazione dei Paesi importatori più poveri, come il Benin.  


STORIA
Il regno Africano del Dahomey ebbe origine in Benin. Nel XVII secolo il regno, governato da un Oba, si allargava oltre gli attuali confini, coprendo larga parte dell'Africa Occidentale. Il regno era prospero e stabilì relazioni per il commercio degli schiavi con l’Europa, e in particolare con il Portogallo e l’Olanda, che per primi giunsero qui nel tardo XV secolo. Nel XVIII secolo, il Dahomey iniziò a sfaldarsi, dando quindi la possibilità alla Francia di prendere il controllo dell'area nel 1892. Nel 1899, il territorio entrò a far parte delle colonie francesi dell’Africa occidentale, ancora con il nome di Dahomey. Nel 1958, fu garantita l'autonomia come Repubblica del Dahomey. Dopo l'indipendenza dalla Francia, ottenuta nel 1960 in seguito ad una ventennale lotta di liberazione sanguinosamente repressa dalle autorità coloniali, il Dahomey conosce un lungo periodo di instabilità politica, che termina nel 1972. In quell'anno sale al potere con un colpo di stato il maggiore Mathieu Kérékou, che instaura un repressivo regime di stampo marxista-leninista e punta su un'economia chiusa di autosufficienza. Nel 1975 il Dahomey viene ribattezzato Benin, e soprannominato, dallo stesso Kérékou, "la Cuba africana".
 
Dopo la fine della guerra fredda, Kérékou, a capo di un Paese sempre più in preda alla povertà e alla fame, decide di abbandonare la via socialista, aprendo il Benin all'economia di mercato e introducendo il multipartitismo. Alle elezioni del 1991 Kérékou viene sconfitto da Nicéphore Soglo, che prosegue la liberalizzazione economica, ma amministra il potere in maniera nepotistica. Una nuova tornata elettorale, nel 1995, riporta al governo l'ex dittatore Kérékou, che per non alienarsi l'appoggio delle istituzioni finanziarie internazionali, accelera il processo di privatizzazioni e i tagli alla spesa pubblica, generando forti proteste popolari. Kérékou, seppur in difficoltà a causa della crescente conflittualità sociale, riesce a farsi rieleggere nel 2001. Il presidente, giunto al limite dei mandati, non si ricandida nel 2006, quando viene eletto il nuovo capo di stato, Yayi Boni.


SOCIETA'
I beninesi sono suddivisi in 60 gruppi etnici. I fon sono la tribù principale (1.300.000 individui) e, con adja e yoruba, rappresentano la stirpe guineana stanziata prevalentemente nel sud. A questi si contrappongono i sudanesi, stanziati a nord, tra cui bariba, dendi e peul. Questa la popolazione in percentuale: 40% fon, 12 yoruba, 11% adja, 8% houeda, 8% bariba, 5% fulbe, 16% altri. Con i suoi 58 abitanti per kmq, il Benin è tra i Paesi più densamente popolati dell’Africa occidentale. La religione indigena del Benin è praticata da circa il 70% della popolazione: si pensa che il Vodum (o Voodoo, come è conosciuto comunemente) abbia avuto origine in Benin per essere poi introdotto in Brasile, nelle isole caraibiche e in parte del Nord America dagli schiavi prelevati da questa zona della Costa degli Schiavi. Dal 1992 il Vodun è stata riconosciuta come una delle religioni ufficiali del Benin, e una Festa Nazionale del Vodun è celebrata il 10 gennaio. Sono diffuse la religione cristiana, soprattutto cattolica, e musulmana. Le pratiche dei rituali tradizionali si mescolano alle pratiche religiose acquisite.
 
La rapida crescita demografica (3,1%) pone grossi problemi e provoca un incremento nella già consistente emigrazione verso il Ghana. La stima del numero di abitanti è resa difficile a causa dell’elevata mortalità dovuta alla diffusione dell’AIDS (5800 morti nel 2003).
 
L’emigrazione interna segue la direttrice nord-sud: le popolazioni del nord, povero e trascurato, si spostano nel sud che presenta più ampie possibilità lavorative sia nel settore agricolo sia in quello commerciale, sviluppatosi in epoca coloniale. Nel sud si riscontra anche un maggior tasso di urbanizzazione: Cotonou, grazie ad un porto moderno, è la città più viva ed è sede delle principali attività economiche; Porto Novo, la capitale, è ricca di edifici in stile portoghese e mantiene una struttura urbanistica di vecchio stampo coloniale. Il 60% della popolazione è rurale e il tipo di insediamento varia a seconda della zona: i pescatori vivono in caratteristiche palafitte nelle lagune, gli agricoltori stanziali del sud vivono riuniti in villaggi, a nord i Somba, agricoltori, hanno curiose case fortezza (sudala). I livelli di disoccupazione e sottoccupazione sono molto elevati; le strutture scolastiche e sanitarie si trovano in condizioni visibilmente drammatiche: il tasso di analfabetismo è al 60% e sono presenti malattie endemiche (lebbra, parassitosi). All’inizio del 2004 l’Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato un allarme anti-Polio in seguito ad una serie di casi rilevati in Benin e in Camerun, causati da una infezione proveniente dalla Nigeria. Il Benin e il Camerun erano stati precedentemente dichiarati liberi dal virus della Polio.
 
La crisi della vicina Costa d’Avorio ha causato il rimpatrio di oltre 1800 persone del Benin e ha richiesto l’invio di militari nell’ambito delle operazioni della CEDEAO (Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale) per il mantenimento della pace. L’intervento armato anglo-americano in Iraq, avviato nel marzo 2003, ha invece scatenato, nel mese successivo, diverse manifestazioni di protesta a Cotonou.
 
Nel gennaio 2004, il governo ha denunciato 27 giudici. Fanno parte di un gruppo di 99 magistrati e responsabili del Ministero della Finanza accusati di essersi intascati più di 15 milioni di dollari dai fondi dello Stato in un periodo di quattro anni. Il caso indica quanto il sistema di giustizia, in questo piccolo stato dell’Africa occidentale, sia corrotto fin dalla base. Gli imputati includono 45 giudici da 12 delle 13 corti distrettuali del Benin. Per fronteggiare il traffico dei bambini, nel marzo 2004 il governo ha istituito un comitato di protezione nazionale che coordini la lotta contro un meccanismo ampiamente radicato in Africa. I 15 membri del comitato sono costituiti dai rappresentanti di organizzazioni umanitarie in difesa dei diritti dei minori, del governo e della polizia. Nel 2001, sulla stampa estera era stato messo in risalto il caso di una nave carica di bambini vittime di un traffico di minori e di una rete di sfruttamento del lavoro clandestino organizzato su scala regionale. Nel settembre 2004, l’aumento del banditismo nel nord del paese ha costretto i veicoli che procedono lungo la strada che da Cotonou porta alla città di Melanville ad essere scortati da un convoglio di paramilitari. Gli abitanti della zona affermano che la maggior parte delle imboscate accadono in prossimità dei giorni di mercato, quando la gente viaggia con una maggior quantità di denaro. Secondo il sociologo Denis Amoussou Yeye - riporta Irin News – si rileva un incremento del crimine quando le persone perdono le aspettative per una vita migliore: "quelle riposte nell'azione politica ed economica stanno scomparendo, e addirittura la religione, che offre un'ultima speranza e una soluzione d'evasione, non è più sufficiente". 
 
La pena di morte è in vigore.


POLITICA
Nel marzo 2006 Yayi Boni è stato eletto presidente del Benin. Finisce così l'era di Mathieu Kérékou, che ha dominato la vita politica del Paese per 28 anni. Boni ha battuto gli altri 25 candidati presentatisi al primo turno, avendo poi ragione di Adrien Houngbedji nel ballottaggio ottenendo il 75 percento delle preferenze. Nonostante qualche irregolarità, gli osservatori internazionali hanno definito le elezioni sostanzialmente regolari, segno che la democrazia introdotta in Benin nel 1996 sta dando i suoi frutti.
Grandi sono le sfide che dovrà affrontare il nuovo capo di stato, in primis la ripresa economica del Paese.


MASS MEDIA
Il Benin ha più di 50 quotidiani e periodici, più di trenta radio statali, commerciali e locali, un canale televisivo statale e un centinaio di canali privati. Nel 2003 le autorità hanno aperto la strada al fiorire dei media privati, distribuendo le frequenze a cinque emittenti televisive e 10 stazioni radio. Nonostante la costituzione garantisca la libertà di stampa ci sono leggi repressive che permettono al governo di fare pressioni sui giornalisti. A Cotonou è possibile ricevere le trasmissioni di BBC World Service e Radio France Internazionale.


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