Oman
 
 
Ordinamento politico: monarchia
Capitale: Muscat
Superficie: 212 kmq
Popolazione: 3,102,229 Arabi, Baluchi, Pakistani,Indiani, Sri Lankesi, africani.
Lingue: arabo, inglese, balucho, urdu e altri dialetti indiani
Religione:
musulmani ibadi, sunniti, sciiti, hindu
Alfabetizzazione: uomini 83,1 %, donne 67,2 %
Mortalità infantile: 18,89 per mille
Speranza di vita: uomini 71 anni, donne 75,7
Prodotti esportati: petrolio, pesce, metalli, prodotti tessili
Debito estero: 4,361 miliardi di dollari
Spese militari: 11,4% del Pil
 
 
Storia
A partire dalla dominazione araba nel 700 d.c. l’Oman è stato retto dagli Imam della setta ibadi. All’inizio del 1500 i portoghesi conquistarono la capitale Muscat, fino al 1650, quando vennero scacciati. Dopo i portoghesi l’Oman venne invaso dai persiani che vennero respinti all’inizio del ‘700, quando prese il potere la dinastia degli Al Said, che continua ancora oggi. Tra il 1800 e il 1900 ci fu la fase espansiva dell’impero dell’Oman, che si spinse via mare fino alle coste africane e a quelle indiane. Nel 1954 il regno fu scosso da scontri tra le forze legate all’autorità degli Imam, che volevano uno stato indipendente entro i confini del sultanato e i soldati del sultano Said Bin Taimur che nel ’59 riprese il controllo totale del territorio e impose una politica di stampo feudale e isolazionista. Gli anni successivi furono caratterizzati dalla scoperta dei giacimenti di petrolio e l’inizio dell’estrazione dell’oro nero. Negli anni ’60 e ’70 ci furono nuovi moti di dissenso al sultano, spinti dalle forze di sinistra stanziate nella regione meridionale di Dhofar, che si scontrarono con le truppe del sultano. Queste ultime ebbero la meglio solo col sostegno di militari mandati dalla Giordania e dall’Iran. L’attuale sultano, Qaboos bin Said al Said prese il potere nel 1970 con un colpo di stato ai danni del padre e iniziò a cambiare la politica isolazionista del Paese, partecipando tra l’altro alla fondazione del Consiglio per la Cooperazione trai paesi del Golfo. Nel 1981 il sultano Al Said cercò di modernizzare le istituzioni creando un’Assemblea Consultiva, diventata poi Consiglio Consultivo, majlis al shura, e Consiglio di Stato nel ’97. L’anno precedente il sultano aveva promulgato una Costituzione e consentito anche alle donne il diritto di voto e anche di essere elette nel Consiglio Consultivo. Nel 1999 vengono ufficialmente definite le contese sui confini con gli Emirati Arabi e, nel 2000, l’Oman entra a far parte del Wto. Nel 2002 viene concesso il suffragio universale in luogo del voto da parte dei rappresentanti delle diverse tribù e nel 2004 viene eletta la prima donna a capo di un ministero con portafoglio. Nel 2005 le autorità di Muscat arrestano un centinaio di islamisti Omanesi, accusati di preparare un colpo di stato, ma pochi mesi dopo vengono perdonati e rilasciati. Nel 2006 il governo stringe l’alleanza con gli Stati Uniti firmando un accodo di libero scambio tra i due Paesi.


Geografia
Il sultanato dell’Oman si trova nella parte orientale della penisola Arabica, confinante con Arabia Saudita, Yemen ed Emirati Arabi Uniti. Si affaccia sul mare arabico e il golfo di Oman. Il territorio comprende anche la penisola di Musandam, una propaggine del territorio degli Emirati Arabi sullo stretto di Hormuz, che è stata inclusa nel regno nel 2003, insieme all’enclave di Al Madhah. Il territorio è desertico e pianeggiante nella parte centrale e montagnoso nel nord e nel sud.
 

Mass Media
Il governo attualmente gestisce le televisioni e le radio nazionali, ma dal punto di vista legale sono state poste le basi per l’apertura alle emittenti private di cui siano proprietari cittadini dell’Oman. L’uso delle parabole satellitari è diffuso e la programmazione delle emittenti saudite, yemenite e degli emirati è molto seguita. La censura è autorizzata dalla legge e può essere imposta per motivazioni sia politiche che culturali. Tra quotidiani e settimanali le pubblicazioni del sultanato sono una ventina. I principali quotidiani sono Al Watan, Oman Daily, Oman Observer e la televisione di stato si chiama Oman Tv.
 

Società
L’Oman, lo stato indipendente più antico del mondo arabo è anche uno dei luoghi più tradizionalisti dell’area. Per lungo tempo ha vissuto in una condizione di isolamento, mitigata dai contatti con il sud est asiatico e l’India, stretti durante il 19mo secolo, in parallelo con il colonialismo inglese e portoghese. La maggioranza della popolazione è seguace della setta islamica nota col nome di Ibadi, nata da una delle prime scissioni in seno all’Islam.

Economia
La ricchezza dell’Oman, come per altri paesi della penisola Arabica deriva principalmente dalla vendita del petrolio. Rispetto ai paesi confinanti l’Oman è meno ricco di petrolio, tra le altre risorse economiche su cui può contare ci sono l’agricoltura e la pesca. In anni recenti, anche il turismo è diventato una risorsa, sia per la popolazione che per l’economia nazionale, scarsamente diversificata. Tra le attrazioni principali ci sono le zone balneari della costa, ma anche alcune valli desertiche e la capitale, Muscat. Il sultanato non è stato investito dalle minacce del terrorismo e del radicalismo islamico, pertanto rimane una destinazione relativamente sicura anche per l’utenza occidentale. Nel 2000 aderisce alla World Trade Organization e nel 2006 stringe i rapporti di alleanza con gli Stati Uniti, con i quali mantiene un rapporto di libero mercato. 


Politica
Il Paese è retto dal sultano Qaboos bin Said al Said che ricopre la carica di presidente dal 1970, e quella di Primo ministro dal 1972: è monarca, capo di stato e del governo, pertanto sovrintende anche ai ministeri degli Esteri, della Difesa e delle Finanze. A dispetto della mancanza di democrazia, la figura del sultano è ben vista dalla popolazione per aver aperto il paese al mondo esterno, per aver speso i proventi del petrolio nel welfare, promuovendo lo sviluppo di settori come le salute, l’istruzione e le infrastrutture. Nel 1981 il sultano Al Said ha cercato di modernizzare le istituzioni creando un’Assemblea Consultiva, diventata poi Consiglio Consultivo, majlis al shura, e Consiglio di Stato nel ’97. Questi organi sono eletti a suffragio universale ma non hanno potere decisionale, che rimane saldamente nelle mani del sultano. Nel 1996 il sultano ha promulgato una Costituzione che sancisce i criteri della successione regale, bandisce i conflitti di interesse per i membri del governo e garantisce le libertà civili dei cittadini.