Ordinamento politico: federazione di
monarchie
Capitale: Abu Dahbi
Superficie: 82,880 kmq
Popolazione: 2,602,713 persone (indigeni 19
percento, arabi e iraniani 23 percento, asiatici 50 percento, occidentali 8
percento)
Lingue: arabo (lingua ufficiale), farsi, inglese, indi, urdu
Religione: musulmani 96 percento (dei quali
il 16 percento di confessione sciita), il restante 4 percento di indù e
cristiani.
Alfabetizzazione: 78 percento della
popolazione
Mortalità infantile: 4.4 bimbi morti su
1000
Speranza di vita: 75.44 anni (72.92 per gli
uomini e 78.08 per le donne)
Popolazione sotto la soglia di povertà: dato non
disponibile
Prodotti esportati: petrolio greggio,
pesce essiccato, gas naturale
Debito estero: 30 miliardi di euro
Spese militari: 3 percento del prodotto
interno lordo
GEOGRAFIA
Gli Emirati Arabi Uniti confinano con l’Oman e con
l’Arabia Saudita, e si affacciano sul golfo dell’Oman e sul golfo Persico.
Larghe zone del Paese sono desertificate e la scarsità di acqua rappresentava
un grande problema, almeno fino a quando non è stato lanciato uno dei progetti
più avveniristici al mondo di ‘desalinizzazione’ delle acque marine. Restano
ancora aperte delle contese territoriali con l’Arabia Saudita, l’Oman (per la
penisola di Musandam e l’enclave di al-Madhah) e con l’Iran (per le isole di
Tunb e di Abu Musa), che l’esercito di
Teheran ha occupato in quanto permettono il controllo dello stretto di Hormuz,
strategicamente fondamentale per il controllo del mercato del greggio.
SOCIETA
Solo il 20 percento della popolazione, cioè quella
che risultava residente nel Paese nel 1982 o i loro discendenti, hanno la
cittadinanza degli Emirati. La misura, ritenuta opportuna per evitare che
l’enorme quantità di lavoratori stranieri potesse prendere la residenza
stabile, è adesso superata e migliaia di persone chiedono una revisione della
legge. La stragrande maggioranza della popolazione è composta da operai
stranieri, in massima parte provenienti dall’Estremo Oriente. Queste persone,
che lavorano per una paga da fame e vivono in condizioni disumane, dopo anni di
silenzio, ha cominciato a far sentire la sua voce. Per la prima volta nella
storia del Paese, negli ultimi 2 anni, si sono verificati una serie di scioperi
che hanno dato il segnale di un’ondata di protesta sociale che il governo
fatica a contenere.
ECONOMIA
Il motore dello sviluppo del Paese è l’estrazione e
la vendita di petrolio e gas naturale. La
scoperta del petrolio ha cambiato radicalmente un paese deserto abitato da
pastori nomadi, in uno dei centri finanziari del mondo. Gli enormi
ricavi sono stati reinvestiti in una serie di faraoniche infrastrutture che
hanno caratterizzato il boom edilizio degli Emirati. Le aziende che lavorano
nel settore si avvalgono di una mano d’opera, proveniente dall’Estremo Oriente,
ridotta in condizioni disumane. Parlare degli Emirati come di un
paradiso fiscale è solo un eufemismo. Il Paese, al momento, risulta essere un
crocevia mondiale per tutti i traffici illeciti, in particolare di droga,
denaro sporco e armi, agevolati dalla totale assenza di vincoli fiscali.
Inoltre con i suoi 6 aeroporti internazionali e il suo sistema di porti è un
punto di collegamento determinante tra l’Occidente e l’Oriente. La vendite
delle risorse naturali e i commerci, più o meno legali, hanno oramai
soppiantato i tradizionali settori economici: la pesca, la
pesca delle perle e la coltivazione della palma da dattero.
POLITICA
Il Paese è nato dalla federazione di 7 emirati,
governati in modo assoluto dalle famiglie reali. I 7 emirati sono Abu Zaby
(dove c’è la capitale Abu Dhabi), 'Ajman, Al Fujayrah, Ash Shariqah, Dubayy,
Ra's al Khaymah, Umm al Qaywayn. Alcuni poteri sono delagati al governo
federale, mentre altre materie restano esclusive dei singoli emirati. Spesso,
rispetto alle rispettive competenze, nascono dei contrasti tra il governo
federale e i singoli emirati, i quali chiedono maggiore autonomia decisionale.
MASS MEDIA
Il Paese è noto per aver dato i natali al network
satellitare in lingua araba al-Arabiya che, nelle intenzioni dei finanziatori,
controbilancia il successo nel mondo di lingua araba di al-Jazeera. Secondo i
detrattori, tanto quanto l’emittente del Qatar si rivolge al pubblico
antiamericano, al-Arabiya occhieggia alla politica occidentale. La notevole
ricchezza del Paese si configura in una grande diffusione di televisioni, radio
e giornali, accompagnati da una diffusione capillare di Internet.
STORIA
Alla fine del Settecento la regione era conosciuta con il nome di Costa
dei Pirati. Dopo la partenza delle truppe britanniche nel 1971, gli
emiri decisero di creare un unico stato federativo, scegliendo per
capitale Abu Dhabi. Leader della federazione divenne lo sceicco Zayed
bin Sultan Al Nahyan, che rimase alla guida fino alla sua morte nel
2004. Prima del 1971, gli Emirati Arabi Uniti erano noti anche come gli
Stati della ‘tregua’, con riferimento ad una tregua del XIX secolo tra
i britannici e alcuni sceicchi arabi locali che si erano ribellati alla
potenza coloniale.
Fin dalla sua indipendenza, gli Emirati sono stati buoni alleati dei
paesi occidentali, anceh se al contrario di altri paesi della zona non
hanno mai concesso l’utilizzo delle istallazioni militari.