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Nome ufficiale: |
Republique du Congo |
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Ordinamento politico: |
Repubblica |
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Governo attuale: |
Denis Sassou Nguesso, autonominatosi presidente il 25
ott. 1997 durante la guerra civile e eletto dal 10 mar. 2002 |
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Capitale: |
Brazzaville |
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Superficie: |
342.000 Kmq |
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Popolazione: |
3.700.000 abitanti |
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Densità: |
10,6 ab./Kmq |
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Crescita demografica annua: |
2,7% |
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Lingua: |
Francese (ufficiale), lingala, kikongo, téké |
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Religione: |
Cristiana, musulmana |
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Popolazione urbana: |
53,1% |
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Alfabetizzazione: |
82,8% (88,9% maschi; 77,1% femmine) |
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Mortalità infantile: |
8,1% |
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Aspettativa di vita: |
52 anni |
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Tasso HIV/AIDS: |
4,9% |
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Indice sviluppo umano: |
0.494 – 144esimo su 177 stati |
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Moneta: |
Franco CFA |
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PIL: |
4.200 milioni USD |
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Ripartizione PIL: |
Agricoltura 6,3%; Industria 61%; Terziario 32,7% |
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Crescita economica (2004): |
3,7% |
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Reddito nazionale lordo per ab.: |
640 USD/ab. |
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Pop. sotto soglia povertà: |
Non disponibile |
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Inflazione: |
-1,3% |
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Esportazioni: |
2.599 milioni USD |
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Importazioni: |
667 milioni USD |
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Principali risorse economiche: |
Legno, petrolio, minerali |
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Spese militari: |
126,5 milioni USD (3,01% del PIL) |
GEOGRAFIA
Situato nell’Africa centrale, il
Congo confina a nord con Repubblica Centrafricana e Camerun, a sud e a est con
la Repubblica Democratica del Congo e con la Cabinda (una sottile striscia di
terra appartenente all’Angola), a ovest con il Gabon e con l’Oceano Atlantico.
Il paese è ricoperto per il 65%
da foreste tropicali, che forniscono alcune specie pregiate di legname da
esportazione. Per il resto, le pianure caratterizzano la costa atlantica fino
alle montagne Mayumbe, mentre la parte settentrionale del paese è occupata da
un vasto altopiano solcato da numerosi affluenti del fiume Congo che scorre
lungo il confine con la Repubblica Democratica del Congo.
Il clima è tropicale, caldo e umido, con le temperature medie che nella
capitale Brazzaville si aggirano attorno ai 23-26 gradi. Le stagione secca è
più prolungata nei pressi delle montagne Mayumbe.
STORIA
I primi colonialisti portoghesi
che approdano sulle coste del Congo trovano il territorio occupato dai due
imperi dei Loango e dei Bakongo, che ben presto entrano in crisi a causa della
tratta degli schiavi. Il territorio passerà sotto l’amministrazione francese
solo a fine ‘800, a séguito della firma di alcuni accordi tra le autorità
parigine e le comunità locali. Nel 1910 il Congo diviene ufficialmente una
colonia francese con Brazzaville capitale e nel 1960 ottiene l’indipendenza
sotto Fulbert Youlou.
Il primo presidente congolese
inaugura i suoi due anni al vertice mettendo fuorilegge tutti gli oppositori
politici, ma nel 1963 viene rovesciato dal primo di una serie di golpe. Alphonse
Massaia-Débat prende il potere e instaura un regime marxista (appoggiato dalla
Cina) che durerà fino al 1992. Nel 1968 però anche Débat viene rovesciato da
una giunta militare capeggiata da Maurien Ngouabi, che verrà a sua volta
assassinato nel 1977 per fare posto al generale Joachim Yhombi-Opango. Nonostante
l’amicizia con i regimi comunisti, il Congo rimarrà sempre legato dal punto di
vista commerciale alla Francia.
Nel 1979 il colonnello Denis
Sassou Nguesso succede a Opango, riuscendo finalmente a dare un minimo di
stabilità al paese. Nguesso viene eletto nell’84 e nell’89 in consultazioni
farsa, vista la mancanza di oppositori. La crescente opposizione interna
costringe Nguesso a varare una nuova Costituzione nel 1991 e a organizzare
delle elezioni credibili per l’anno successivo, in cui viene sconfitto da
Pascal Lissouba. La tensione tra i due uomini politici sale negli anni
successivi, fino a portare allo scoppio di una guerra civile nel 1997 che vedrà
uscire vincitore Nguesso, sostenuto dalle truppe angolane. Lissouba e il suo
primo ministro Bernard Kolélas sono costretti a fuggire dal paese, ma il conflitto
tra le due fazioni ha già provocato la morte di 10.000 persone e distrutto la
capitale. Nel 2001 Lissouba e Kolélas vengono condannati in contumacia per
crimini di guerra e tradimento, mentre ai loro seguaci viene garantita
l’amnistia.
Nel 2003 una nuova ribellione guidata da Pasteru Ntoubi scoppia nella
regione di Pool. I Ninja, così sono chiamati i ribelli, impegnano le
forze
fedeli al presidente per più di un anno prima di firmare un accordo di
pace che
prevede il disarmo dei ribelli e il loro reintegro nella società
civile. Al
momento però il programma non è stato ancora avviato vista la mancanza
di fondi, creando non pochi problemi di sicurezza: gli ex-ribelli si
sono infatti divisi in varie bande armate di delinquenti, che
saltuariamente lanciano attacchi contro semplici civili, soldati o
organizzazioni umanitarie. All'inizio del 2006, proprio per le precarie
condizioni di sicurezza, la Croce Rossa Internazionale ha dovuto sospendere per
alcune settimane le
operazioni nel Pool.
POLITICA
Il credito politico di Nguesso,
rieletto nelle elezioni del 2002, è ancora molto forte, come dimostrato
dalla sua nomina a presidente dell'Unione Africana ad inizio 2006.
Riconosciuto come
l’uomo forte del Paese anche dalla comunità internazionale, il
presidente non
sembra avere oppositori politici degni di questo nome che possano
tenergli
testa. Sarà comunque necessario uno svecchiamento all’interno del Pct
(Parti
Congolais du Travail), il partito del presidente rimasto ancora troppo
legato
all’eredità marxista.
Da risolvere anche la questione dei guerriglieri Ninja e degli altri
gruppi impegnati nella precedente guerra civile. Si calcola che almeno 25 mila
persone dovranno essere disarmate.
SOCIETA'
Il Congo rimane uno dei paesi più poveri
dell’Africa: il 70% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno, e
negli ultimi 10 anni le continue guerre hanno avuto pesanti conseguenze: il
tasso di scolarizzazione giovanile, arrivato quasi al 100% all’inizio degli anni
’80, è precipitato al 48%, mentre anche a livello sanitario oltre all’emergenza
Aids si registra la recrudescenza di malattie giudicate ormai debellate. La
speranza di vita è scesa a 45 anni mentre la mortalità infantile rimane molto
alta.
ECONOMIA
La manna petrolifera è arrivata
anche in Congo: nell’ultimo anno la scoperta di nuovi giacimenti ha permesso un
aumento consistente della produzione, tanto che il settore contribuisce al
momento al 17,5% del Pil. Rimangono però grosse perplessità sulla gestione
delle entrate petrolifere, che le istituzioni finanziarie internazionali
vorrebbero più chiara anche per proseguire la collaborazione con il governo.
Una collaborazione vitale per le autorità locali visto che negli ultimi anni il
Congo ha beneficiato di sostanziose riduzioni del debito.
Verranno potenziati anche i
settori agricolo e forestiero, quest’ultimo conteso tra chi ne chiede la
conservazione a scopi turistici e chi vorrebbe sfruttarlo per le esportazioni
di legname pregiato.
La disoccupazione rimane un grosso problema che colpisce circa un terzo
della forza lavoro del paese. Ciononostante, l’anno scorso il paese ha
registrato una crescita economica del 3,7 percento.
MASS MEDIA
Il regime “personale” di Nguesso
influisce indirettamente anche sulla libertà di stampa: il presidente è molto
attento a mantenere il fermo controllo sui media nazionali,
ma ciò non impedisce agli organi di stampa privati di far
sentire la propria voce. Non si registrano comunque particolari intimidazioni
nei confronti dei giornalisti.