Botswana
 
 
Nome ufficiale: 
Republic of Botswana 
Ordinamento politico: 
Repubblica 
Governo attuale: 
Festus Mogae, presidente eletto dal 16 ott. 1999 
Capitale: 
Gaborone 
 
 
Superficie:
581.730 Kmq 
Popolazione: 
1.700.000 abitanti 
Densità: 
3 ab./Kmq 
Crescita demografica annua: 
0,58% 
Lingua: 
Inglese (ufficiale), setswana 
Religione: 
Cristiana, animista 
 
 
Popolazione urbana: 
51,1% 
Alfabetizzazione: 
78,9% (76,1% maschi; 81,5% femmine) 
Mortalità infantile: 
8% 
Aspettativa di vita: 
38 anni 
Tasso HIV/AIDS: 
37,3% 
Indice sviluppo umano: 
0.589 – 128esimo su 177 stati 
 
 
Moneta: 
Pula 
PIL: 
8.500 milioni USD 
Ripartizione PIL: 
Agricoltura 2,5%; Industria 43,5%; Terziario 54% 
Crescita economica (2004): 
4,6% 
Reddito nazionale lordo per ab.: 
3.440 USD/ab. 
Pop. sotto soglia povertà: 
47% 
Inflazione: 
9,2% 
Esportazioni: 
3.037 milioni USD 
Importazioni: 
2.182 milioni USD 
Principali risorse economiche: 
Allevamento, diamanti, nichel, rame, turismo 
Spese militari: 
338,5 milioni USD (3,98% del PIL)
 
 
 
GEOGRAFIA
Situato nel mezzo dell’Africa meridionale, il Botswana confina a sud con il Sudafrica, a nord con Namibia e Zambia, a est con lo Zimbabwe e a ovest ancora con la Namibia.
Paese sostanzialmente arido (il deserto del Kalahari caratterizza circa l’85% del territorio) il Botswana ha comunque tre corsi d’acqua piuttosto importanti: il Limpopo e lo Shashe, lungo il confine orientale con Sudafrica e Zimbabwe, e l’Okavango a nord-ovest, che presso la frontiera con la Namibia si insabbia creando una miriade di canali e isolette. La savana ricopre quasi tutto il territorio, se si eccettuano alcune foreste nella zona nord-orientale sfruttate per la produzione di legname pregiato.
Il clima è generalmente temperato nonostante la vicinanza ai tropici, ma varia molto da zona a zona: il deserto del Kalahari è caratterizzato da una forte escursione termica tra il giorno e la notte, ma anche nei giorni più caldi le temperature non sono eccessive. La stagione delle piogge va da novembre a marzo nonostante il livello delle precipitazioni sia piuttosto basso.


STORIA
Abitato principalmente dai Boscimani e dai membri della comunità Tswana, il territorio del Botswana cade sotto le mire dei coloni boeri del Sudafrica verso la fine dell’800. Il possesso del territorio sarà una delle cause dello scoppio delle guerre anglo-boere, che vedranno la popolazione locale schierarsi a fianco degli Inglesi senza però ricavarne alcun vantaggio. La Gran Bretagna infatti organizzerà il territorio in protettorato con il nome di Bechuanaland e lo amministrerà fino al 1966.
La nascita del movimento indipendentista si fa attendere fino alla fine degli anni ’50, quando una serie di pesanti repressioni del dissenso da parte dei Britannici spinge la popolazione locale a organizzarsi sotto il Bpp (Bechuanaland People’s Party) guidato da Seretse Khama che diverrà il primo presidente del Botswana.
Dall’indipendenza il paese ha vissuto come un’isola felice nel mezzo di un continente dove golpe e colpi di mano hanno sostanzialmente fatto la storia degli ultimi 50 anni. Il Botswana può vantare invece un’esperienza unica, fatta di elezioni trasparenti e di passaggi di consegne incruenti tra i vari presidenti, che finora sono appartenuti tutti al Bpp. Nel 1980 è stata la volta di Ketumile Masire, che alla fine del 1999 ha ceduto il posto a Festus Mogae, rieletto nell’ottobre del 2004 per un secondo (e ultimo) mandato.


POLITICA
Il presidente Mogae ha già fatto sapere di non avere intenzione di modificare la Costituzione o di voler restare al potere più di quanto stabilito dalla legge: quello appena cominciato sarà il suo ultimo mandato, al termine del quale passerà verosimilmente le consegne al tenente colonnello e vice-presidente Ian Khama. Il passaggio del testimone suscita già da ora qualche perplessità, perché il figlio del padre dell’indipendenza non sembra avere le capacità politiche per guidare il paese. I suoi prestigiosi natali e la “raccomandazione” di Mogae sembrano però essere sufficienti per garantirgli la poltrona di presidente.
A livello politico il Bpp la fa ancora da padrone, avendo conquistato 44 seggi su 57 alle ultime elezioni parlamentari. L’opposizione, formata dal Bnf (Botswana National Front) e dal Bcp (Botswana Congress Party) è frammentata e le proposte di un’alleanza elettorale finora non hanno sortito alcun effetto.


SOCIETA'
Il Botswana è forse il paese africano con le maggiori contraddizioni: a fronte di un’economia florida e di una situazione finanziaria e istituzionale invidiabile, le condizioni di vita della popolazione sono piuttosto difficili. La piaga principale è quella dell’Aids, che colpisce poco meno del 40% della popolazione (il Botswana si contende il poco invidiabile primato mondiale con lo Swaziland) e ha fatto precipitare l’aspettativa di vita a appena 38 anni. Il problema è ingigantito dal fatto che il paese conta appena 1.700.000 abitanti e che l’Aids sta rapidamente eliminando la forza lavoro più qualificata. Il risultato è che lo stato spende molto per combattere questa piaga trascurando inevitabilmente altri settori di intervento e non favorendo così l’innalzamento del tenore di vita (il 47% della popolazione vive sotto la soglia di povertà).
Il Botswana ha una tradizione di convivenza sostanzialmente pacifica fra le varie comunità che lo abitano, ma negli ultimi anni la scoperta di vasti giacimenti diamantiferi nelle regioni dei Boscimani ha spinto le autorità a adottare una politica di “pulizia territoriale”, che mira a costringere i Boscimani a abbandonare alcune zone per poterle dare in concessione. La questione è tuttora irrisolta, con la popolazione locale che si è rivolta a tribunali statali e organismi internazionali per portare sotto la luce dei riflettori il proprio caso.


ECONOMIA
La tradizione di stabilità e democrazia che caratterizza il paese è ancora più sorprendente quando si pensa che il Botswana è uno dei paesi con maggiori risorse naturali del continente. Nel resto dell’Africa lo sfruttamento di miniere e altre ricchezze del sottosuolo ha più volte portato a conflitti sanguinosi che pesano ancora oggi sul futuro del continente. Il Botswana non solo ha una situazione politica stabile, ma è anche il paese con l’economia più performante degli ultimi 20 anni e quello meno corrotto, secondo Transparency International. Secondo i grandi istituti di analisi finanziaria la situazione nel paese favorisce anche gli investimenti esteri. Risultato, il Botswana è uno tra gli stati africani con il reddito medio pro-capite più alto.
Ma la situazione economica non è poi così rosea: il prezzo dei diamanti è molto calato dal 1999, e il paese sta tentando di diversificare le proprie attività economiche nel settore dell’agricoltura e dell’allevamento, oltre che nello sfruttamento delle minieri di nichel, rame e oro. Il settore diamantifero infatti garantisce il 70% delle esportazioni e un terzo del Pil.
Da migliorare sono anche gli assi viari di collegamento con gli altri paesi della regione, dai quali il Botswana rimane piuttosto isolato anche a causa delle recenti frizioni diplomatiche avute con lo Zimbabwe.


MASS MEDIA
La solida democrazia è anche frutto della libertà concessa ai mezzi di informazione: il Bpp controlla saldamente radio e televisione di stato, ma ciò non significa che l’opposizione non possa far sentire la propria voce. Anche i giornali esteri sono venduti senza limitazioni né censura. 

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