Non sono chiare le ragioni che
hanno spinto la formazione di Joseph Kony a prendere le armi. Il Lra
sostiene infatti di combattere per assicurare maggiori diritti alla
popolazione Acholi, che abita i distretti settentrionali del paese, ma
finora le peggiori atrocità compiute dai ribelli hanno avuto come
bersaglio proprio gli Acholi.
FORNITURE ARMAMENTI
Il governo riceve armi da Stati Uniti, Sudafrica, Cina, Russia, Bulgaria, Polonia;
i guerriglieri dell'Lra (fino al 2005) dal Sudan.
SITUAZIONE ATTUALE
I ribelli compiono continue scorribande nei villaggi,
bruciando case, massacrando civili e sequestrando bambini, che
diventano a loro volta miliziani coatti. Le offensive condotte
dall'esercito tra la fine del 2004 e il 2005 e l'arresto di alcuni dei
più importanti capi ribelli hanno però indebolito notevolmente l'Lra.
Inoltre, la pace siglata in Sudan tra governo centrale e guerriglieri
del Spla (Sudan People's Liberation Army) ha portato le autorità di
Khartoum a interrompere le forniture e il sostegno ai ribelli ugandesi.
Il momento
difficile che vive il Lra è testimoniato anche dalla riduzione dei raid
contro i civili. Si stima che i ribelli possano contare al momento su
poche centinaia di uomini, 300 dei quali sono sconfinati in Congo
nell'ottobre 2005 per sfuggire agli attacchi dell'esercito
ugandese.
Le
trattative di pace sono riprese a luglio 2006, in conseguenza degli
sforzi di mediazione sudanesi. Il governo ugandese ha offerto
un'amnistia al leader ribelle Joseph Kony per favorire il
raggiungimento di un accordo, ma al momento Kony non sembra
intenzionato a recarsi a Juba, nel Sudan meridionale, per incontrare la
delegazione governativa. A complicare le trattative ci sono anche i
mandati di cattura spiccati dalla Corte Penale Internazionale dell'Aja
contro quattro alti ufficiali dei ribelli, Kony compreso. Il Lra chiede
che i procedimenti giudiziari vengano bloccati, ma il governo ugandese
non ha l'autorità per garantirlo. In queste condizioni non è chiaro se
le
trattative avranno un esito positivo, anche perchè in passato i ribelli
hanno più volte sfruttato le tregue per
rinserrare i ranghi e riprendere con maggior vigore la lotta armata.