scheda conflitti: Marocco (Saharawi)
PARTI IN CONFLITTO
 
Il Sahara Occidentale, a metà degli anni Settanta, era una colonia spagnola. Il processo mondiale di decolonizzazione e la crisi del regime franchista, dovuta alle condizioni di salute del dittatore Franco, rendevano sempre più vicino un ritiro della Spagna dal territorio africano e, nel 1975, le voci di un abbandono di Madrid divennero sempre più fondate. I saharawi, la popolazione del Sahara Occidentale, cominciò a darsi una struttura politico – militare che avrebbe dovuto prendere il potere appena le ultime truppe spagnole avessero lasciato il Paese. Ma nel 1976, quando la Spagna si ritirò effettivamente, il Marocco e la Mauritania invasero il Sahara Occidentale. Il governo di Rabat s’impadronì dei due terzi settentrionali, con una marcia forzata di migliaia di volontari, e la Mauritania del resto. Migliaia di profughi saharawi trovarono rifugio in 5 campi profughi in Algeria. La motivazione ufficiale dell’invasione era la rivendicazione della sovranità storica del Marocco e della Mauritania su quei territori che, nella visione degli invasori, non erano mai stati indipendenti. Il popolo saharawi rivendicava invece il diritto inalienabile all’autodeterminazione sul territorio che, da sempre, abitava e che mai nessuno aveva sottomesso prima dell’arrivo degli spagnoli. I saharawi organizzarono, nel 1976, una forza di resistenza attorno al Fronte Polisario, braccio militare dell’autoproclamata Repubblica Araba Democratica Saharawi (Rasd). Nel 1979, per una forte instabilità politica interna, la Mauritania si ritirò dal conflitto e il Marocco occupò tutto il Sahara Occidentale. Il Fronte Polisario continuò la guerriglia contro le truppe marocchine che terminò con un cessate il fuoco del 1991. Il conflitto ha conosciuto una sostanziale battuta d’arresto nel 1984, quando il Fronte Polisario era riuscito, grazie alle agili incursioni dietro le linee nemiche, a liberare circa il 50 percento del Sahara Occidentale, ma il governo marocchino ha eretto una barriera di sabbia e cemento, pesantemente minata, che ha impedito azioni d’attacco ai saharawi. Le Nazioni Unite s’impegnarono a vigilare sulla tregua istituendo una missione di osservatori chiamata Missione delle Nazioni Unite per il Referendum nel Sahara Occidentale (Minurso). Il compito della Minurso era anche quello di organizzare un referendum sullo status definitivo del Sahara Occidentale che non è mai stato effettuato. Nel 2004 la durata della missione Onu nel paese è stata prorogata per consentire l'esame di una nuova proposta di pace, che prevede un referendum entro 5 anni, durante i quali l'area sarà soggetta a un'"Autorità del Sahara Occidentale" guidata da un esecutivo eletto dalla popolazione saharawi.

VITTIME
 
Non esistono cifre attendibili sulle vittime del conflitto
 
RISORSE CONTESE

Le coste del Sahara Occidentale sono le più pescose della regione. Il territorio è ricchissimo di fosfati e, seppur manca qualsiasi conferma ufficiale, si ritiene che esistano dei pozzi di petrolio ancora inesplorati.

FORNITURE ARMAMENTI

Il Marocco riceve armi da Francia e Stati Uniti, il Fronte Polisario ha avuto appoggio logistico e militare dall'Algeria. 
 
SITUAZIONE ATTUALE

Nel 2003 la missione Onu (Minurso) che media tra le parti in conflitto è stata prorogata. E’ allo studio un piano di pace che prevede un referendum per l'autodeterminazione del popolo Saharawi e che dovrebbe portare in qualche anno all’indipendenza politica dei territori del Sahara occidentale. Il 18 agosto 2005 il Fronte Polisario ha rilasciato gli ultimi 400 prigionieri di guerra marocchini.
Nel 2005, dopo anni di sostanziale assenza di episodi di violenza, è ricominciata una forma di resistenza dei saharawi che vivono nel Sahara occidentale occupato dal Marocco, chiamata ‘intifada’saharawi.