PARTI IN CONFLITTO
1960-1990: guerriglieri del Fronte di Liberazione Nazionale (FROLINAT) - musulmani
del nord, appoggiati dalla Libia di Gheddafi - contro i governi cristiani sostenuti
dalla Francia.
1990-1996: guerriglieri del Movimento per la Democrazia e lo Sviluppo (MDD) fedeli
al deposto presidente Hissène Habré - radicati nel sud del Paese - contro il governo
del presidente (e generale) Idriss Déby, sostenuto dalla Francia.
1997-2002: guerriglieri del Movimento per la democrazia e la
giustizia in Ciad
(MDJT), situati nel nord del Paese e sostenuti dalla Libia, contro il
governo di Déby. Nel 1998 l’MMD e le
Forze
Armate per la repubblica federale (FARF) vengono integrate nel governo.
Inoltre
nel 1999 un cartello di 13 piccole gruppi d’opposizione al governo
formano il
Coordinamento dei movimenti armati e politici (CMAP). L'accordo di pace
tra governo ciadiano e Mdjt viene siglato nel gennaio 2002 a Abidjan,
ma si registrano scontri tra esercito e frange ribelli fino al 2004.
Nel 2003 alcuni membri dell’ANR (Armée Nationale de Résistance), un
gruppo ribelle nato nel 1995, hanno firmato un
accordo di pace con il governo e sono stati integrati nelle forze
armate nazionali.
Ottobre 2005-OGGI: formazione di due gruppi armati ribelli. Il
Rdl (Rassemblement pour la Démocratie et la Liberté), i cui membri in
buona parte provengono da elementi non smobilitati dell'ex Anr, e lo
Scud (Socle
pour le changement, l’unité nationale et la démocratie), formato
principalmente da ex-militari che hanno disertato per forti disaccordi
con il presidente Idriss Deby. Nell'autunno 2006 i due gruppi si sono
fusi nel Fuc (Front Uni pour le Changement).
VITTIME
Oltre 50 mila le vittime dal 1965.
RISORSE CONTESE
Il controllo politico dello stato è la maggiore risorsa contesa.
FORNITURA ARMAMENTI
Il governo riceve armi dalla Francia, dagli Stati Uniti e
dall’Olanda. Nel 2000
il Ciad ha speso 4 milioni di dollari del fondo per lo sviluppo
petrolifero del
paese nell’acquisto di armi per combattere la guerra civile. Si sospetta che i
ribelli ricevano aiuti dal governo sudanese,
anche se non vi sono prove certe a sostegno di questa tesi.
SITUAZIONE ATTUALE
La diserzione di poche decine di soldati ciadiani
nell'ottobre 2005 non è stata presa sul serio da parte delle autorità
ciadiane. Ben presto però ai disertori si è aggiunto un consistente
numero di ufficiali e stretti collaboratori del presidente Deby, che si
trova sempre più isolato dal resto della comunità Zaghawa, che ha le
redini del controllo politico e militare del Paese. I disertori dello
Scud si sono uniti al Rdl e a novembre 2005 hanno lanciato una pesante
offensiva contro Adre, città al confine con il Sudan, che ha provocato
la morte di centinaia di combattenti tra ribelli e soldati. Il
presidente Deby accusa il governo sudanese di sostenere i ribelli ed è
arrivato a dichiarare lo "stato di belligeranza" tra i due eserciti.
Nonostante la firma di numerosi trattati di cooperazione, i due stati
continuano ad accusarsi a vicenda. La situazione al
confine resta molto tesa, anche per la presenza dei gruppi
ribelli darfurini. Ad aprile 2006, i ribelli sono avanzati fino alle
porte della capitale N'Djamena, prima di venire respinti dopo una
battaglia durata ore e costata la vita a centinaia di persone. Gli
uomini del Fuc sono poi tornati all'attacco ad ottobre 2006,
spingendosi fino alla località centrale di Am Timan, dove sono stati
nuovamente sconfitti dalle Forze Armate ciadiane. Il fronte di guerra
si è quindi spostato nuovamente lungo il confine con il Sudan, dove i
ribelli si rifugiano nei momenti di difficoltà. Nella zona operano
anche le milizie Janjaweed provenienti dal Darfur, che sconfinano
spesso in territorio ciadiano per attaccare i civili e i ribelli
darfurini del National Redemption Front.