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Alla base. Tutto è cominciato quando un
gruppo di poliziotti è stato sorpreso a rubare casse di birra
da un camion sequestrato a trafficanti di droga. Uno scandalo che ha
scatenato una manifestazione di solidarietà per il basso
stipendio degli agenti: cinquecento persone sono scese in piazza,
capitanate da decine di ufficiali e hanno sfilato per le strade della
capitale carioca, richiamando l'attenzione di tutti i mass media.
Ma i colpi di scena non sono finiti
qui. Non appena Cabral ha pronunciato il nome del successore, Gilson
Pitta Lopes, la tragedia: Lopes era il capo del Servizio di
intelligence e fra i più
attivi all'interno del gruppo dei “ribelli”, quindi è
stato accusato dai suoi ex compagni di aver approfittato e manovrato
la situazione, per infiltrarsi e far carriera. Al grido di
“traditore” lo hanno atteso nelle strade, insultandolo. Ma Lopes
minimizza: “La corporazione di polizia militare è composta
da più di 39mila agenti. Sicuramente non saranno gruppi minori
a destabilizzare l'istituzione”, ha dichiarato.
Pugno di ferro. “Questa è
la decisione. Che gli agenti obbediscano”, è stata la
risposta del governatore, un uomo che si è sempre
contraddistinto per la mano dura contro la repressione dei
narcotrafficanti nelle varie favelas carioca, tanto da giustificare
come “male inevitabile” la morte di innocenti per le pallottole
vaganti duranti gli scontri a fuoco. Tema molto delicato, intorno al
quale si concentrano tutte le polemiche sulla violenza gratuita e
smisurata usata dai poliziotti di Rio. Discussione riaccesa, negli
ultimi mesi, da un film che ha scosso l'intero Brasile: Tropa de
Elite, ossia il reparto scelto, quello fatto di uomini addestrati
appositamente per affrontare l'intensa delinquenza che inquina la
vita dei favelados. E che troppo spesso degenera nei modi e nei
mezzi: torture, esecuzioni sommarie, blitz indiscriminati sono, per
movimenti sociali e Ong locali, all'ordine del giorno dei poliziotti
di Rio. Stella Spinelli
Parole chiave: rio de janeiro, brasile, violenza, polizia militare, pm, stella spinelli