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In picchiata. Lo studio è stato realizzato dalla Rete di informazione tecnologica latinoamericana,
con l’appoggio dei ministeri di Giustizia ed Educazione.
Misure. Nella riduzione degli episodi di sangue, hanno giocato un ruolo importante anche
l’applicazione della ley seca nei fine settimana o nelle date speciali, (che proibisce la vendita di alcolici
dopo le ore 23 in zone considerate a rischio) e la vigilanza della polizia municipale.
Lo studio rivela anche che i picchi di violenza si stanno trasferendo dalle grandi
città ai municipi minori. Dei dieci municipi con il maggiore tasso di omicidi
per centomila abitanti, compare soltanto una grande città, Recife. Fra le piccole,
emerge invece Foz de Iguaçu, la città della tripla frontiera fra Brasile, Paraguay
e Argentina, terra di loschi traffici e pochi controlli. Con solo trecentomila
abitanti, nel 2006 ha registrato 154 giovani uccisi.
Controtendenza. Infatti, oltre al non dover dimenticare che dietro queste percentuali al ribasso
restano, comunque, 465mila morti ammazzati in dieci anni - cifra enorme, da paese
in guerra – il dato che sciocca è che il numero di omicidi di ragazzi fra i 15
e i 24 anni è in controtendenza. Fra il 1996 e il 2006 è aumentato del 31,3 percento.
Da 13.186 a 17.312. Un aumento che supera la crescita demografica della popolazione
brasiliana, passata da 157 milioni a 180. Nuove generazioni a rischio, in un paese
ancora troppo violento. Nonostante tutto. Stella Spinelli