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Le modifiche alle leggi esistenti. In Turchia il velo islamico è vietato in uffici pubblici, scuole e università,
secondo norme in vigore da un ventennio. Modificare questa usanza è tabù per la
classe politica al potere prima dell'arrivo dell'Akp, sei anni fa. Il partito
ora al governo, da sempre un fautore della liberalizzazione del velo, non ha preso
provvedimenti in tal senso durante il primo mandato di Erdogan. Ma dopo il 47
percento di voti ottenuti nelle elezioni dello scorso luglio l'Akp è ancora più
forte. Per modificare i due articoli della Costituzione sul diritto all'istruzione
e un'altra legge sulle università, ha bisogno dei due terzi dei voti in Parlamento,
che ora conta anche 70 seggi del Mhp: un partito nazionalista innanzitutto, ma
con un elettorato religiosamente conservatore. I numeri per cambiare le leggi
ci sono, e dalla prossima settimana gli emendamenti verranno messi al voto. Se
vinceranno i sì, d'ora in poi nelle università – non negli uffici pubblici – sarà
possibile indossare un velo che copra i capelli ma non il volto, e che sia legato
sotto il collo.
I contrari. La reazione del Chp, il partito laico all'opposizione e guardiano della laicità
del Paese, non si è fatta attendere. Promettendo di ricorrere alla Corte costituzionale,
il leader Deniz Baykal ha messo in guardia contro il pericolo di una deriva islamica.
“Per la prima volta nella storia della repubblica, si sta sviluppando un concetto
che minaccia l'orientamento della Turchia per varie ragioni”. E sul tema si è
pronunciato anche il capo delle forze armate, il generale Yasar Buyukanit. “La
società turca sa cosa pensano i militari riguardo la questione del velo e non
voglio commentare in merito”, ha dichiarato Buyukanit con una mossa sottile, ma
in realtà dicendo molto: in passato le forze armate hanno minacciato di intervenire
a difesa della laicità, e ricordando la loro posizione mantengono volutamente
questa eventualità tra i possibili sviluppi.
I possibili sviluppi. E' probabile che le leggi in questione vengano emendate già la settimana prossima.
Ma la questione promette di andare avanti a lungo. Ricorso del Chp a meno, la
Corte costituzionale potrebbe annullare le modifiche del Parlamento perché contrastano
i principi “immodificabili” della costituzione laica. Il Consiglio di stato, un
altro organo dell'establishment giudiziario, si è pronunciato recentemente evocando
la possibilità di mettere fuorilegge un partito politico che tentasse di cambiare
i principi della repubblica. Anche se non si arriverà a un tale terremoto politico,
la Turchia laica potrebbe alzare la voce e rendersi visibile, con manifestazioni
di piazza come quelle della scorsa primavera.Alessandro Ursic