31/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



In arrivo 6mila soldati Usa a Mindanao, dove infuriano i combattimenti tra esercito e ribelli
Il 18 febbraio, seimila soldati statunitensi sbarcheranno a Cagayan de Oro, nel sud delle Filippine, per l’annuale esercitazione congiunta con le forze armate filippine denominata ‘Balikatan’, che in taglog significa “spalla a spalla”. Un’invasione temporanea mal vista dalla popolazione musulmana della regione coinvolta, Mindanao e Sulu, teatro di due pluridecennali conflitti armati: quello contro i ribelli indipendentisti islamici del Fronte Islamico di Liberazione Moro (Milf) e quello contro i guerriglieri comunisti del Nuovo Esercito Popolare (Npa).
 
Marines Usa a MindanaoMindanao, zona di guerra. Quest’anno l’arrivo delle truppe Usa a Mindanao giunge in un momento di particolare tensione.
Lo stallo dei negoziati tra governo e Milf, interrotti a dicembre, stanno provocando nervosismo in molti comandanti locali del movimento armato, dando luogo a numerosi scontri armati. L’ultimo è di ieri, quando soldati filippini del 44° battaglione di fanteria sono stati attaccati da un gruppo di guerriglieri del Milf nel distretto di Sibuco, a nord di Zamboanga. Tra le vittime dei combattimenti c’è anche un civile: una donna residente nel villaggio di Lakiki. Un migliaio di persone sono fuggite dalla zona della battaglia.
Sempre ieri, all’altro capo di Mindanao, nel distretto di Compostela Valley, due poliziotti e due civili sono stati uccisi durante scontri a fuoco tra agenti e guerriglieri comunisti dell’Npa. Nelle stesse ore, decine di ribelli dello stesso gruppo ingaggiavano un combattimento con l’esercito nel distretto di Davao Oriental: il bilancio della battaglia è di cinque soldati e numerosi guerriglieri uccisi.
 
Forze Speciali Usa a MindanaoVittime civili di Balikatan. Se il Milf e l’Npa accusano le truppe Usa di svolgere operazioni militari camuffate da esercitazioni, la gente del posto e le organizzazioni civili locali sono preoccupate per gli episodi che in passato hanno segnato queste ‘esercitazioni’ e, in generale, la presenza delle forze speciali statunitensi, stabilmente schierate nella regione dal 2002 per ‘assistere’ l’esercito filippino nella sua ‘campagna antiterrorismo’ contro Abu Sayyaf.
Il caso più clamoroso è lo stupro, nel 2005, di una ragazza filippina da parte di un marine, Daniel Smith, in un villaggio dove le truppe Usa stavano svolgendo operazioni del Balikatan: su pressione di Washington, il soldato è stato scarcerato e rimpatriato.
Ma gli ‘incidenti’ che coinvolgono i militari statunitensi sono innumerevoli.
Nel 2006 le schegge di una granata lanciata dai marines Usa hanno gravemente ferito Bizma Juhan, un’anziana in un villaggio dell’isola di Sulu. Nel 2004 un uomo di nome Arsid Baharun è stato ferito da una pallottola sparata da soldati Usa a Zamboanga. Nel 2002, nel corso di uno scontro a fuoco sull’isola di Basilan, un civile di nome Buyung-Buyung Isnijal è stato colpito dal fuoco di un arma: a sparare fu un sergente, Reggie Lane.
 

Enrico Piovesana

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