Il
presidente serbo Boris Tadic ha dichiarato oggi che il paese deve continuare il
suo percorso verso l'ingresso nell'Unione
Europea, in modo da ottenere lo status di candidata entro la fine del
2008.

Olanda e Belgio si sono rifiutate di firmare lo
Stabilization
and Association Agreement (Saa) con Belgrado fino
a quando il governo serbo non collaborerà pienamente con il tribunale intenazionale
dell'Aja, ma Tadic sostiene che non possiede ancora gli
strumenti per attuare le direttive del Saa, e nemmeno quelle
dell'Accordo di libero scambio
Central European Free Trade
Agreement (Cefta) in Kosovo, perchè quegli accordi sono stati
firmati separatamente. “Questo però non significa che la
Serbia voglia precedere il Kosovo, ma l'opposto - ha dichiarato Tadic
alla
Fox Tv- aggiungendo che l'integrazione in Europa è il
solo modo per Belgrado di difendere il Kosovo. Tadic ha concluso il
suo intervendo sostenendo di non essere preoccupato per il secondo
turno delle presidenziali che si terranno il 3 febbraio, anche se non
è ancora chiaro da quale coalizione verrà sostenuto.
Sostiene però che c'è il rischio che queste elezioni
vanifichino le conquiste del 5 ottobre 2000. La questione chiave
delle prossime elezioni sarà il confronto tra i partiti serbi
favorevoli all'integrazione e quelli che sono contrari.Da parte
dell'Unione Europea è invece giunta oggi la proposta di un
accordo di cooperazione con la Serbia nei settori di economia,
educazione e la cancellazione della necessità di visto per i
cittadini serbi. Lo riferisce l'agenzia stampa Beta, secondo cui
Belgrado potrebbe accettare di firmare l'accordo il prossimo 7
febbraio. Si tratta di un “forte messaggio che la dimostra che la
Serbia è una parte importante dell'Europa” ha dichiarato il
capo della politica estera dell'Unione Javier Solana.