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Ieri sera i talebani pachistani avevano annunciato il raggiungimento di un accordo
con il governo per una tregua dei combattimenti in Nord Waziristan valida fino
al 10 febbraio. L’intesa, resa pubblica dal portavoce dei militanti locali, Ahmadullah
Ahmadì, è stata il prodotto di trattative segrete condotte nei giorni scorsi dal
governo pachistano, attraverso il filogovernativo capo della tribù pashtun dei
Madakhel, Malik Qadir Khan, con la controparte, rappresentata dal comandante talebano
Maulana Hafiz Gul Bahadur. La tregua in Nord Waziristan ha lo scopo di consentire
l’avvio di un negoziato per giungere a un accordo di pace in tutte le aree tribali,
dal Sud Waziristan alla Provincia della Frontiera Nord-Occidentale (Nwfp). Secondo
la stampa locale, sempre ieri il comandante in capo dei talebani pachistani, Baitullah
Mehsud – ancora in carica nonostante le voci di contrasti con i talebani afgani
circolate nei giorni scorsi – ha nominato ‘negoziatore’ dei talebani l’emiro del
distretto di Bajahur, Maulana Faqir Muhammad.
Un missile dall’Afghanistan: 12 morti.
Appena passata la mezzanotte, poche ore dopo questi importanti sviluppi
– in contrasto con la linea dura di Washington, da sempre contraria a
ogni negoziato tra Islamabad e talebani locali – un missile sparato
dalle montagne afgane ha colpito proprio il Nord Waziristan, centrando
il villaggio di Khushali Torikhel e uccidendo dodici persone: talebani
e arabi di Al Qaeda secondo fonti anonime dei servizi segreti
pachistani. Ma secondo la gente del posto, tra le vittime ci sarebbero
anche due donne e tre bambini. Testimoni locali hanno riferito che
prima dell'attacco sulla zona volavano due droni Predator solitamente
usati dalla Cia.
I civili continuano a morire sotto le bombe. A sperare nella fine dei combattimenti tra esercito e talebani nelle aree tribali
è soprattutto la popolazione locale, che sta pagando un prezzo altissimo in questo
conflitto.Enrico Piovesana
Parole chiave: pakistan, waziristan, talebani, guerra, pace, enrico piovesana