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Rientro forzato e arresti. Sul terreno, intanto, prosegue l'opera di contenimento e ritorno forzato dei
palestinesi usciti dalla Striscia verso il Sinai. Nei giorni scorsi le forze di
sicurezza egiziane avevano imposto il blocco dei rifornimenti per i negozi della
cittadina di El Arish, vicino al confine, e creato un cordone di sicurezza per
impedire ai palestinesi di entrare troppo in profondità nel territorio egiziano.
Le strade a sud del confine sono presidiate dagli agenti dei Cairo, che intercettano
i palestinesi e li reimpatriano a bordo di camion. Oggi la polizia egiziana, che
ha concesso di raggiungere il Cairo a quanti fossero in possesso dei documenti
necessari all'espatrio, ha fatto sapere di avere arrestato nei giorni scorsi tremila
palestinesi che tentavano di raggiungere illegalmente la capitale o altre città
egiziane. Secondo le autorità, alcuni dei fermati erano in possesso di esplosivo
e armi. Il governo del Cairo ha anche diffuso una circolare per impedire agli
alberghi del Sinai di ospitare palestinesi provenienti da Gaza, a meno che siano
in possesso di documenti validi. Questi provvedimenti sembrano sortire qualche
effetto, dato che testimonianze da Rafah riferiscono di un notevole calo del transito.
Collaborazione. Venerdì scorso le guardie di confine egiziane avevano già tentato di bloccare
il transito indisciplinato dei palestinesi, anche con le maniere forti. Ma avevano
dovuto desistere, dapprima per la violenta reazione della folla, poi per la distruzione
di altri due tratti del muro di separazione ad opera di miliziani di Hamas, che
aveva fatto riprendere l'esodo. Lunedì le guardie di confine egiziane, insieme
con agenti di Hamas, hanno richiuso con filo spinato una delle brecce nel muro.
Intanto, gli altri due varchi vengono presidiati dalla polizia di entrambe le
parti, che lasciano ancora uscire ed entrare la gente. La chiusura della terza
breccia viene vista come un segnale di buona volontà da parte di Hamas, in vista
del vertice che si terrà mercoledì al Cairo. Il presidente egiziano Mubarak incontrerà
separatamente i delegati di Hamas e Abu Mazen per discutere la proposta proposta
di gestione congiunta del valico tra Fatah e Hamas. Le difficoltà dell'incontro
di mercoledì sono tante, per via delle difficili relazioni tra i due partiti palestinesi
dopo la guerra civile dello scorso giugno, ma anche per la pressione di Starti
Uniti, Israele e Unione Europea, che non vedono di buon occhio una riconciliazione
tra Abu Mazen e Haniyeh. Questa ipotesi potrebbe infati minare alla base le trattative
di pace seguenti al vertice di Annapolis, da cui Hamas è esclusa in virtù del
suo mancato riconoscimento di Israele. Oggi ufficiali israeliani hanno fatto sapere
che se il governo di Abu Mazen riprendesse il controllo del valico, Israele non
si opporrebbe.Naoki Tomasini