29/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il partito dell'ex premier deposto Thaksin forma il governo di coalizione e si prende i posti più importanti
di gianluca Ursini
 
Certi personaggi politici non mollano mai. Credi sia arrivata l'ora della successione, ma con una mossa a sorpresa dell'ultimo minuto tornano ad occupare il centro del palcoscenico politico. Alle volte ce la fanno per la pochezza degli avversari che li rimettono in gioco, altre volte hanno la tenacia per resistere a ogni colpo mortale che viene inferto alla loro carriera.
 
samak sundaravei saluta i seguaci del PppCome ad esempio Thaksin Shinawatra, ex primo ministro tailandese fino al 19 settembre 2006, quando venne deposto da un colpo dei militari. Lunedì 28 gennaio un suo fedelissimo è stato votato primo presidente dopo la restaurazione democratica. Samak Sundaravei è il 72enne leader del partito Potere al popolo, fondato dai seguaci di Thaksin sulle ceneri del partito 'Thai rak Thai (“ I tai amano i tai”); il Ppp aveva vinto le elezioni del passato 23 dicembre, ma non beneficiava di una alleanza abbastanza larga da formare un governo. L'accordo con altri cinque partiti ha permesso ai seguaci di Thaksin di trovare i due terzi dei voti in parlamento e riprendere democraticamente il potere, in una settimana ricca di significati per la famiglia e le sorti del magnate dell etelecomunicazioni, ribattezzato "il Berlusconi d'Asia". A dare via libera a Sundaravei (vittorioso con 310 voti contro 163 dei rivali) è stato il ritiro della candidatura di Banarn Silpa-archa, leader del partito Chart Thai. Silpa archa ha dato il suo pieno appoggio all'ex manager della compagnia statale elettrica, nonché ex sindaco di Bangkok. Sundaravei era un personaggio molto popolare tra i tailandesi, e un anno fa aveva lasciato una trasmissione di successo come cuoco in tv, per rifondare il partito di Thaksin e portarlo a vincere le elezioni.

pojaman shinawatra alla comparizione in tribunaleScheletri nell'armadio. Anche Samak ha i suoi lati deboli; come quando nel 1992 permise da vice premier alla polizia di reprimere una manifestazione studentesca: i militari spararono sulla folla e una decina di studenti perse la vita. Le indagini scagionarono il politico rampante, così come si crede che succederà per le accuse di corruzione ancora pendenti dai tempi in cui era sindaco della capitale. Soprattutto, adesso si crede lascerà tra qualche mese il suo incarico, a beneficio del suo mentore politico, Thaksin. “E' il duro adatto al lavoro per il rientro di Thaksin, e sa di avere giorni contati” ha detto ad una agenzia Thitinan Pongsudhirak dell'istituto Studi internazionali di Bangkok. Al momento per Thaksin non è prudente tornare in patria, dove ad attenderlo ci sono due mandati di arresto, ma la moglie Pojaman ha dato per sicuro il suo rientro “ a partire da maggio”. Di fatto l'esilio di Thaksin è volontario, e nessun militare lo vuole tenere lontano dai confini tai. Di fatto il suo partito si stava già assicurando tutte le maggiori cariche del paese, da quando anche il presidente del parlamento è un membro del Ppp: Yonghiut Tyiapairat
 
yonghiut tyiapairatPojaman La fascinosa moglie di Thaksin è apparsa per la prima volta in aula la scorsa settimana ed ha annunciato il rientro del marito per fine maggio. La signora è al primo dei processi intentati a suo nome: nello specifico si deve difendere dall'accusa di aver usato la posizione di privilegio in quanto moglie del presidente, per acquistare dal municipio di Bangkok immobili di pregio, ed edificabili, a un terzo del valore di mercato. La signora alla prima udienza ha chiesto 90 giorni di tempo per preparare la propria difesa, e il giudice le ha chiesto se suo marito può tornare per essere ascoltato nel processo entro 90 giorni, ossia a maggio. Pojaman sborsò 26 milioni ad un istituto pubblico creato per risolvere problemi as alcune banche oberate di debiti. L'istituto cominciò col vendere proprietà, a prezzi anche molto scontati, ma certo non il terzo del valore di mercato, al quale la signora Shinawatra aveva comprato. I due coniugi per questi magheggi finanziari rischiano fino a un massimo di 28 anni di galera. In un secondo processo sono accusati di aver occultato azioni di borsa per oltre 50 milioni di dollari di valore, dato che la legge tailandese sul conflitto d'interesse obbligherebbe il premier a non detenere quote consistenti di società presenti sul listino di Borsa. Thaksin nel corso dell'anno passato aveva ventilato spesso la questione del suo rientro, dando svariate date per il suo possibile ritorno, promettendo in ogni caso di star lontano dalla politica. Se trova qualcuno disposto a credergli,,

Gianluca Ursini

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