28/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Giornata di lutto oggi in Libano per le nove vittime degli scontri di ieri nella periferia sciita di Beirut. “E' un momento triste -ha detto il premier Fouad Seniora annunciando la giornata di commemorazione- il nostro paese sta attraversando un periodo molto pericoloso”. Gli scontri di ieri sono stati i peggiori dal gennaio del 2007, quando alcuni focolai di violenza avevano causato la morte di sette persone nella capitale. Oggi le forze dell'ordine hanno imposto il coprifuoco per evitare la ripresa delle proteste, e anche i capi dei due principali partiti sciiti, Hezbollah e Amal, gettano acqua sul fuoco. Solo la coalizione al governo insiste con le accuse all'opposizione, di aver provocato gli scontri di ieri e di essere manipolata da Siria e Iran.

Le violenze di domenica sono iniziate dopo i funerali del generale Wisam Eid, ucciso in un attentato a Beirut lo scorso venerdì. Una normale protesta contro i black out troppo frequenti è stata la scintilla per lo scontro con le forze di polizia, in cui è rimasto ucciso Ahmad Hamza Hamza, un ufficiale di Amal, il partito laico sciita, colpito alla schiena mentre collaborava con le forze di sicurezza. È bastata la notizia della sua morte a scatenare un domino di violenze che hanno causato altre otto vittime e 19 feriti. Mentre per le strade di beirut risuonavano ancora gli spari, i ministri degli Esteri della Lega Araba erano riuniti al Cairo per discutere proprio della crisi libanese. In un comunicato, il consiglio della lega ha rinnovato l'invito a eleggere il generale Sulemian alla presidenza del paese, nella prossima seduta parlamentare convocata per il prossimo 11 febbraio.
 
Categoria: Guerra
Luogo: Libano