26/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Guerra senza sosta in Cecenia e Daghestan; militarizzata l'Inguscezia
“Entro al fine dell’inverno, tutti i ribelli di Dokka Umarov saranno eliminati”. Parola di Ramzan Kadyrov, presidente della Cecenia, secondo il quale i guerriglieri sono ormai ridotti a “un piccolo gruppo di banditi che si aggira sulle montagne” e a combatterli sono ormai solo “poliziotti ceceni”, non più truppe federali russe.
 
Ribelli ceceniCombattimenti in Cecenia. Le notizie che filtrano dalla repubblica cecena però lo contraddicono. Basta dare un’occhiata a quelle degli ultimi giorni, che registrano un’intensa attività di guerriglia, e non solo sulle montagne.
Domenica 20 gennaio due soldati russi sono morti in una battaglia nei pressi del villaggio di Niki-Khita, nel distretto di Kurchaloi. Nelle stesse ore altre truppe federali erano impegnate in un combattimento vicino al villaggio di Benoi, nel distretto di Vedenò.
Mercoledì 23 nelle foreste vicino ad Avtury, nel distretto di Shali, i militari russi sono caduti in un’imboscata: diversi soldati sono rimasti feriti. Secondo la guerriglia alcuni sarebbero anche morti.
Il giorno dopo, giovedì 24, i guerriglieri hanno attaccato un mezzo della polizia cecena nel pieno centro di Grozny, nel quartiere di Zavod: un agente è morto.
I ribelli sostengono di aver attaccato, lo stesso giorno, anche un mezzo degli militari russi a Nozhay-Yurt, uccidendone due, ma la notizia non ha ancora ricevuto conferma.
 
Nord CaucasoBattaglie e operazioni militari in Dagehstan. Se in Cecenia i barbuti di Umarov sembrano tutt’altro che sconfitti, le cose non vanno meglio nelle confinanti repubbliche di Daghestan e Inguscezia.
Nel distretto daghestano di Kazbek, confinante con quello ceceno di Nozhay-Yurt, mercoledì le truppe russe hanno ingaggiato una dura battaglia con i ribelli, uccidendone almeno tre. Non sono state fornite notizie sulle perdite russe.
Nel vicino distretto di Untsukul prosegue intanto da oltre un mese l’occupazione del villaggio di Gimry da parte delle truppe federali russe: a metà gennaio i servizi segreti russi (Fsb) dichiararono ‘zona di operazione antiterrorismo’ di questo piccolo paesino di montagna, dove pochi giorni prima un parlamentare locale era stato ucciso in un agguato dalla guerriglia islamica, orinandone l’occupazione militare.
 
Omon disperdono protesta a NazranInguscezia blindata contro le opposizioni. La stessa cosa, ma su più vasta scala e con inquietanti risvolti politici, sta accedendo nella repubblica d’Inguscezia. Venerdì 25 l’Fsb ha dichiarato le aree urbane di Nazran e Magas e i villaggi di Barsuki e Nesterovskaya ‘zone di operazione antiterrorismo’, dispiegando per le strade forze speciali e mezzi blindati dell’esercito per prevenire il “rischio attentati” in occasione delle manifestazioni dell’opposizione anti-putiniana previste per oggi. “Il regime vuole intimidire la gente per impedirle di scendere in strada e manifestare”, ha dichiarato alle agenzie Magomed Yevloev, uno dei leader dell’opposizione. “Se l’esercito interverrà per disperdere le manifestazioni, Nazran si trasformerà in un campo di battaglia”.
Le proteste riguardano i risultati locali delle elezioni dello scorso 2 dicembre: il partito di Putin avrebbe ottenuto il 99 per cento dei voti con un affluenza al 98 per cento, ma l’opposizione ha raccolto le firme di 88mila persone (il 55 per cento degli elettori) che non hanno nemmeno votato.
 

Enrico Piovesana

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