25/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Talebani pachistani scatenati. Il mullah Omar li richiama all’ordine: “Il nemico è la Nato”
Nell’ultima settimana la guerra in Sud Waziristan tra talebani pachistani ed esercito di Islamabad ha provocato oltre trecento morti. Nonostante il massiccio utilizzo dell’artiglieria pesante e degli elicotteri da combattimento, i militari pachistani se la sono vista brutta: oltre a subire decine di perdite, sono stati più volte costretti a ritirarsi di fronte all’avanzata dei ribelli, i quali sono addirittura riusciti a conquistare temporaneamente due fortezze dell’esercito. Migliaia di persone sono in fuga dalla zona dei combattimenti, che proseguono violenti anche oggi con almeno 35 morti.
Contemporaneamente in Afghanistan, al di là del confine, si è registrato un netto calo dell’attività di guerriglia, dovuto certo alle condizioni del terreno impraticabile per la neve nelle zone di montagna, ma certamente anche al fatto che i talebani sono concentrati a combattere sul fronte waziro.
 
Talebani waziriBene per la Nato, male per il mullah Omar. Questa spostamento del baricentro della ‘guerra santa’ talebana, iniziato a dicembre, e il conseguente allentamento della pressione sulle truppe Usa e Nato è stato accolto con comprensibile favore dai comandanti occidentali, ma pare abbia fatto infuriare il mullah Omar.
Secondo “fonti talebane di alto rango” citate da Asia Times, il leader spirituale dei talebani avrebbe addirittura destituito il comandante dei talebani pachistani, Baitullah Mehsud, con l’accusa di aver  distolto uomini e risorse dal fronte afgano per impiegarli su quello waziro. Al suo posto, il mullah Omar avrebbe nominato comandante un emiro della regione di Bajaur, maulana Faqir Muhammad, che però avrebbe rifiutato. Da giorni sarebbero in corso jirghe tribali per individuare un rimpiazzo, finora senza risultato.
Mehsud rimane comunque il capo indiscusso dei 20mila agguerriti talebani della sua tribù, isolato dalle gerarchie talebane afgane ma forte del sostegno degli uzbechi di Al Qaeda capeggiati da Tahir Yuldashev.
 
MappaColpire i rifornimenti Nato in Pakistan. I primi effetti della sua destituzione di Baitullah Mehsud come emiro di tutti i talebani pachistani si registrano nelle altre tribù pashtun, i cui combattenti pare abbiano ricevuto ordine di riorganizzare le retrovie in vista dell’offensiva di primavera in Afghanistan e di concentrarsi sugli attacchi contro le linee di rifornimento alleate.
Il 20 gennaio, tre tir carichi di provviste sono stati fatti saltare in aria al valico di Chaman, nel Balucistan pachistano. Da qui e dal Khyber Pass, nelle arre tribali del nord, entrano ogni giorno decine di camion carichi di viveri e di autobotti piene di gasolio, dirette alle basi Usa e Nato di tutto l’Afghanistan. Si calcola che il 40 per cento dei rifornimenti entrino in Afghanistan attraverso il Pakistan, via terra. Anche per questo il Pentagono sta spingendo su Islamabad per inviare in Pakistan le proprie forze speciali. 

Enrico Piovesana

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