Talebani pachistani scatenati. Il mullah Omar li richiama all’ordine: “Il nemico è la Nato”

Nell’ultima settimana la guerra in Sud Waziristan tra talebani
pachistani ed esercito di Islamabad ha provocato oltre trecento morti. Nonostante
il massiccio utilizzo dell’artiglieria pesante e degli elicotteri da combattimento,
i militari pachistani se la sono vista brutta: oltre a subire decine di
perdite, sono stati più volte costretti a ritirarsi di fronte all’avanzata dei
ribelli, i quali sono addirittura riusciti a conquistare temporaneamente due
fortezze dell’esercito. Migliaia di persone sono in fuga dalla zona dei
combattimenti, che proseguono violenti anche oggi con almeno 35 morti.
Contemporaneamente in Afghanistan, al di là del confine, si
è registrato un netto calo dell’attività di guerriglia, dovuto certo alle
condizioni del terreno impraticabile per la neve nelle zone di montagna, ma
certamente anche al fatto che i talebani sono concentrati a combattere sul
fronte waziro.
Bene per la Nato,
male per il mullah Omar. Questa spostamento del baricentro della ‘guerra
santa’ talebana, iniziato a dicembre, e il conseguente allentamento della
pressione sulle truppe Usa e Nato è stato accolto con comprensibile favore dai
comandanti occidentali, ma pare abbia fatto infuriare il mullah Omar.
Secondo “fonti talebane di alto rango” citate da
Asia Times,
il leader spirituale dei talebani avrebbe addirittura destituito il comandante
dei talebani pachistani, Baitullah Mehsud, con l’accusa di aver distolto uomini e risorse dal fronte afgano
per impiegarli su quello waziro. Al suo posto, il mullah Omar avrebbe nominato
comandante un emiro della regione di Bajaur, maulana Faqir Muhammad, che però
avrebbe rifiutato. Da giorni sarebbero in corso
jirghe tribali per individuare un
rimpiazzo, finora senza risultato.
Mehsud rimane comunque il capo indiscusso dei 20mila agguerriti
talebani della sua tribù, isolato dalle gerarchie talebane afgane ma forte del
sostegno
degli uzbechi di Al Qaeda capeggiati da Tahir Yuldashev.
Colpire i
rifornimenti Nato in Pakistan. I primi effetti della sua destituzione di Baitullah
Mehsud come emiro di tutti i talebani pachistani si registrano nelle altre tribù
pashtun, i cui combattenti pare abbiano ricevuto ordine di riorganizzare le
retrovie in vista dell’offensiva di primavera in Afghanistan e di concentrarsi
sugli
attacchi contro le linee di rifornimento alleate.
Il 20 gennaio, tre tir carichi di provviste sono stati fatti
saltare in aria al valico di Chaman, nel Balucistan pachistano. Da qui e dal
Khyber Pass, nelle arre tribali del nord, entrano ogni giorno decine di camion
carichi
di viveri e di autobotti piene di gasolio, dirette alle basi Usa e Nato di
tutto l’Afghanistan. Si calcola che il 40 per cento dei rifornimenti entrino in
Afghanistan attraverso il Pakistan, via terra. Anche per questo il Pentagono
sta spingendo su Islamabad per inviare in Pakistan le proprie forze speciali.