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Asse contro asse. Incontrando uno Zapatero più che
disponibile, Uribe non ha dovuto faticare tanto a convincerlo e, fra
una stretta di mano e una pacca sulle spalle, è stato firmato
più di un documento. La Spagna ha siglato la petizione del
presidente colombiano che chiede alla guerriglia di Marulanda di
accettare una commissione medica internazionale che si occupi del
migliaio di sequestrati ancora nelle loro mani (già rigettata
dalle Farc), e in cambio la Colombia ha detto sì a una serie
di trattati commerciali, tanto cari a Madrid.
Sarko. Nel documento, rilasciato nelle ultime
ore, ha precisato due cose. Primo: la Francia appoggerà
chiunque porterà la parola fine nel lungo conflitto
colombiano. Una maniera indiretta per ribadire il suo sì alla
strategia latinoamericana, finora di successo. Secondo: Parigi
sarebbe per concretizzare la proposta avanzata tre o quattro anni fa
dal Brasile di creare una forza militare multinazionale per separare
le parti in guerra in Colombia. Altro intervento che presupporrebbe
una perdita di controllo da parte della Spagna. “Ed è su
questo che tutto fa perno: sul controllo – precisa il direttore - È
tutta una questione di controllo. Al centro della discussione fra
Zapatero e Uribe c'è la nuova strategia latinoamericana. Per
la prima volta esiste un'America latina compatta che agisce
economicamente e politicamente unita e che va contro la strategia
ispano-nordamericana. E Madrid cerca di correre ai ripari”.
Dechavizzazione. Per capire bene quello che sta
avvenendo, secondo Gregorio occorre, dunque, “dechavizzare” la
discussione: “Non è Chávez il problema, ripeto. È
l'autonomia latinoamericana dura da digerire. È tutto
manipolato, affinché l'attenzione internazionale sia
concentrata su altri argomenti, a partire dalle ridicole accuse di
narcotraffico rivolte a Chávez. E questo perché si sta
vivendo un momento molto delicato, in cui i paesi della nuova America
latina si giocano tutto. Se Venezuela, Brasile e Argentina non
saranno capaci di mantenere in piedi la loro strategia nell'approccio
alla guerra in Colombia, è possibile che a farne le spese sarà
l'intero Mercosur, che è la rivoluzione fattasi carne”. Stella Spinelli