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I fatti. La conferma arriva da Hedi Annabi inviato speciale delle Nazioni Unite a Haiti,
che ha confermato il progressivo ritiro delle truppe dall'isola. Dunque, il contingente
della Minustah, Missione di stabilizzazione delle Nazioni Unite per Haiti, se
ne andrà dalla perla dei caraibi, ma non prima di aver lasciato un'eredità. Saranno,
infatti, i caschi blu i responsabili dell'addestramento della polizia locale,
corpo sconquassato da anni di crisi socio-politica.
I dubbi restano. E' vero, rispetto al 2004 la situazione a Haiti è totalmente cambiata, anche
se permangono dubbi. Le informazioni che giungono da Port au Prince, infatti,
da un lato raccontano di un lento ma costante cambiamento in atto nel Paese. Dall'altro
lato, però, organizzazioni rispettabili fanno sapere che ancora oggi uno dei problemi
principali è ancora quello del sequestro, e in taluni casi di omicidio, di bambini.
La denuncia è stata lanciata nel mese di dicembre dall'Unicef, che ha ricordato
come ogni mese decine di minori vengono rapiti. Nella maggioranza dei casi, poi,
i loro corpi vengono ritrovati privi di vita e mutilati. E le spiegazioni possono
essere molte: dai riti voodoo, pratiche ancora oggi molto in voga nel Paese, al
traffico di organi. E un appello è arrivato anche dal presidente haitiano Preval,
che ha chiesto ai responsabili dei rapimenti di porre fine e queste atrocità.
Tuttavia il 2007 ha visto una progressiva diminuzione dei sequestri. Nel 2006,
i rapimenti furono 225, e nel 2005 furono oltre 300. Insomma in ogni caso sembra
che il lavoro dei caschi blu abbia dato buoni risultati e che Haiti possa finalmente
ricominciare a alzare la testa e sperare in un futuro di pace.Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, pace, guerra, peacereporter