
Quasi cinquanta morti in un giorno di operazioni militari, un leader politico
e altre due persone uccise in un attacco di uomini armati. Il nord-ovest del Pakistan,
al confine con l'Afghanistan, continua a essere in fiamme. L'esercito ha annunciato
di aver ucciso 40 militanti islamici in un'operazione nel Sud Waziristan. Negli
attacchi, in cui sono morti anche otto soldati mentre altri 32 militari sono rimasti
feriti, sono inoltre stati catturati altri 30 miliziani. La zona è controllata
dal comandante dei guerriglieri Baitullah Mehsud, accusato anche dagli Stati Uniti
di essere dietro l'attentato che il 27 dicembre scorso ha ucciso la leader dell'opposizione,
ed ex primo ministro, Benazir Bhutto.
Nella valle di Swat (Provincia della frontiera nord-occidentale), è stato ucciso
questa mattina Zakir Khan, vicesindaco di Matta, insieme al fratello e a un collega.Altre
tre persone sono rimaste ferite nell'attacco, che sinora non è stato rivendicato.
Khan era noto nella valle di Swat per la sua opposizione ai gruppi di guerriglieri
che combattono contro le forze di sicurezza pakistane. La scorsa settimana, nella
stessa zona, è stato ucciso un altro leader politico del Partito nazionale Awami,
una formazione nazionalista di sinistra, colpevole di sostenere la battaglia del
governo contro i combattenti locali. La valle di Swat, una volta meta turistica
del Pakistan, è divenuta un teatro di battaglia dallo scorso ottobre. Per contrastare
i circa cinquemila sostenitori del leader locale Faizullah, al fianco del quale
si ritiene lavorino i combattenti di al Qaeda e dei Talebani, il presidente Pervez
Musharraf ha inviato ulteriori truppe nella zona. Centinaia di guerriglieri e
decine di soldati sono morti in settimane di scontri.