24/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Quasi cinquanta morti in un giorno di operazioni militari, un leader politico e altre due persone uccise in un attacco di uomini armati. Il nord-ovest del Pakistan, al confine con l'Afghanistan, continua a essere in fiamme. L'esercito ha annunciato di aver ucciso 40 militanti islamici in un'operazione nel Sud Waziristan. Negli attacchi, in cui sono morti anche otto soldati mentre altri 32 militari sono rimasti feriti, sono inoltre stati catturati altri 30 miliziani. La zona è controllata dal comandante dei guerriglieri Baitullah Mehsud, accusato anche dagli Stati Uniti di essere dietro l'attentato che il 27 dicembre scorso ha ucciso la leader dell'opposizione, ed ex primo ministro, Benazir Bhutto.

Nella valle di Swat (Provincia della frontiera nord-occidentale), è stato ucciso questa mattina Zakir Khan, vicesindaco di Matta, insieme al fratello e a un collega.Altre tre persone sono rimaste ferite nell'attacco, che sinora non è stato rivendicato. Khan era noto nella valle di Swat per la sua opposizione ai gruppi di guerriglieri che combattono contro le forze di sicurezza pakistane. La scorsa settimana, nella stessa zona, è stato ucciso un altro leader politico del Partito nazionale Awami, una formazione nazionalista di sinistra, colpevole di sostenere la battaglia del governo contro i combattenti locali. La valle di Swat, una volta meta turistica del Pakistan, è divenuta un teatro di battaglia dallo scorso ottobre. Per contrastare i circa cinquemila sostenitori del leader locale Faizullah, al fianco del quale si ritiene lavorino i combattenti di al Qaeda e dei Talebani, il presidente Pervez Musharraf ha inviato ulteriori truppe nella zona. Centinaia di guerriglieri e decine di soldati sono morti in settimane di scontri.  
Categoria: Guerra
Luogo: Pakistan