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Nessuna riduzione della mortalità per l’Unicef. Nel rapporto Unicef però non c’è traccia di questo paragone con il 2001. Nelle tabelle in
fondo al documento si legge che in Afghanistan la mortalità infantile entro il
quinto anno di vita è del 257 per mille (circa un bambino su quattro non arriva
a vivere cinque anni) e quella entro il primo anno è del 165 per mille (uno su
sei non sopravvive nemmeno un anno): l’anno di paragone è il 1990, quando i due
dati erano rispettivamente al 260 e 168 per mille, ovvero sostanzialmente uguali.
I dati presentati dal governo di Kabul. Ricercando più a fondo, si scopre che le trionfalistiche dichiarazioni del segretario
generale della Nato e quelle dell'agenzia Onu ricalcano altri dati, non quelli
dell’Unicef, resi noti lo scorso 4 novembre dal ministero della Salute afgano. “Quasi l’85 per cento della popolazione ha accesso alle cure mediche - sostiene
il ministro - e secondo uno studio condotto dall’Università Johns Hopkins il numero
dei bambini che muoiono prima dei cinque anni è sceso del 25 per cento, dai 257
su mille del 2001 ai 191 su mille del 2006”. Analoga diminuzione viene registrata
per la mortalità entro il primo anno di vita: dal 165 per mille del 2001 al 129
per mille del 2006. Tutto grazie, si legge negli articoli, alla cooperazione degli
Usa (agenzia UsAid) e della Banca Mondiale.
Gli studi “indipendenti” made in Usa. Gli studi che l’università privata Johns Hopkins di Baltimora, negli Stati Uniti,
conduce dal 2004 sulla sanità pubblica in Afghanistan in collaborazione con la
Banca Mondiale sono presentati come “indipendenti”. Ma basta dare un’occhiata al sito Internet della facoltà di Medicina dell’università
statunitense per leggere che la Johns Hopkins conduce questi studi per conto dello stesso ministero della Sanità di Kabul, il quale ha ovviamente tutto l’interesse nel mostrare grandi progressi. Progressi
che i rapporti dell’Unicef non registrano affatto. Anzi. La stessa nota stampa
di IrinNews che esalta gli avanzamenti della sanità afgana dal 2001 a oggi, sottolinea che
in Afghanistan, polmonite, malnutrizione, diarrea e altre patologie curabili uccidono
ogni giorno 600 bambini sotto i cinque anni, ovvero 25 ogni ora, uno ogni due
minuti e mezzo. Enrico Piovesana
Parole chiave: afghanistan, salute, sanità, bambini, mortalità infantile, Unicef, enrico piovesana