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Controbilanciare l'espansione della Nato. Per anni, dal collasso dell'Unione Sovietica, i generali hanno lamentato una
flotta aerea e navale incapace di prendere il largo o di volare per mancanza di
carburante o di pezzi di ricambio. Durante i due mandati da presidente, Putin
ha lavorato molto per ricostituire quello che un tempo era il vanto sovietico,
in vista non solo delle elezioni, ma soprattutto della costruzione di uno scudo
anti-missile che gli Stati Uniti stanno progettando nella Repubblica Ceca e in
Polonia. Uno spettro, quest'ultimo - il Premier polacco deciderà a febbraio se
dare l'ok alle richieste di Washington - che ha portato Putin alla decisione di
ripristinare le missioni a lungo raggio dei bombardieri, ordinando l'aggiornamento
dei mezzi a propulsione nucleare, necessario - secondo il presidente russo - per
'controbilanciare l'allargamento dell'Alleanza Atlantica nell'Europa dell'Est'.
Estetica della paura. Nell'ambito di tale sfoggio simbolico di potenza militare, le autorità russe
hanno anche deciso di riprendere le parate militari nella Piazza Rossa, una consuetudine
interrotta nel 1990. Nel prossimo anniversario del giorno della vittoria, che
si celebra il 9 maggio, è prevista infatti una grande sfilata militare nella quale
verranno esibiti anche gli armamenti più recenti, i carri armati T-90 e i missili
balistici a lunga gittata Topol-M. L'ultima parata risale al 9 maggio 1995, quando
soldati e mezzi militari sfilarono nella Prospettiva Kutuzovsky, anzichè nella
Piazza Rossa. Un'attivista per i diritti umani citata dalla Bbc, Valeria Novodvorskaya,
ha spiegato che tale operazione è in linea con l'ideologia e la filosofia sovietica.
"Quali progressi mostrare - si chiede la Novodvorskaya - in una società semi-totalitaria?
Poichè non si possono far sfilare oleodotti, si mostra al mondo la potenza militare,
nel pieno rispetto di quella 'estetica della paura' tanto cara ai leader sovietici.
E tuttavia, tale dimostrazione di forza non è che simbolica, in quanto si cerca
di nascondere il fatto che non siamo più una superpotenza militare".Luca Galassi