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Il controvertice. Anche se gli organizzatori hanno scelto un nome diverso, per
molti osservatori il summit in Siria è una sorta di contro-vertice di Annapolis,
in contrapposizione alla conferenza internazionale svoltasi a fine novembre negli
Stati Uniti. A organizzare il vertice è infatti il movimento di Hamas, legittimo
vincitore delle elezioni svoltesi in Palestina, ma non invitati ad Annapolis e
che ormai comanda solo sulla Striscia di Gaza. Oltre ad Hamas vi saranno i delegati
del Fronte democratico di liberazione della Palestina (Dflp), del Fronte Popolare
di liberazione della Palestina- Comando Generale (Pflp-Gc) e dal Fronte Popolare
di liberazione della Palestina (Pflp). Sarà presente anche una delegazione del
governo iraniano. In vista di Annapolis, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad
aveva aspramente criticato i paesi arabi che avevano accettato l'invito di Washington,
offrendo Teheran come sede di un eventuale 'vertice degli esclusi'. Dopo molti
rinvii, alla fine il meeting comincia oggi, con prospettive più simboliche che
pratiche.
Poche speranze. La conferenza viene infatti boicottata da Fatah, iritenuta oggi l'unica controparte
credibile dalle grandi potenze. Con una decisione perlomeno originale, visto che
secondo le regole democratiche delle quali le stesse potenze si fanno garanti,
è il movimento di Hamas che aveva vinto libere elezioni e ha subito una sorta
di 'colpo di Stato' da parte della nomenklatura di Fatah.
Controparte divisa. Alla conferenza non mancheranno anche le tensioni tra i gruppi palestinesi.
Le
tragiche conseguenze del lancio dei razzi Qassam, con il blocco-ritorsione delle
forniture mediche, alimentari ed energetiche provenienti da Israele, appena alleggerite
ieri, fanno infuriare molti leader palestinesi. Hamas insomma, pur ritenuta vittima
di una congiura internazionale appoggiata da Fatah, deve anche saper dimostrare
di trovare una via d'uscita politica da questa situazione. Soluzione che non è
certo rappresentata dai Qassam, i quali oltre a colpire solo obiettivi civili
innocenti, dimostrano un'utilità strategica risibile, in particolare se paragonata
alle
terribili conseguenze che hanno sulla popolazione civile le rappresaglie israeliane.
Allo stesso tempo però, a Damasco si riunisce una parte della società palestinese
e non si potrà parlare davvero di un negoziato di pace senza che, prima o poi,
non si rganizzi un tavolo dove ci sia posto davvero per tutti.Christian Elia
Parole chiave: christian elia, palestina, conferena nazionale paletinese