14/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il petrolio alimenta i sogni dei ricchi nigeriani: pronto per loro il più grande centro commerciale africano.
scritto per noi da
Federico Frigerio
 
La Nigeria, almeno quella ricca, ha un sogno. Donald Duke, governatore dello stato meridionale di Cross River, ha lanciato una sfida all’Occidente: creare il più grande resort di tutta l’Africa, una struttura economica e turistica che non abbia niente da invidiare ai centri commerciali europei o statunitensi.
 
Il disegno virtuale del Tinapa ResortFinalmente i nigeriani benestanti non dovranno più recarsi fino a Londra per poter acquistare merci ricercate e abiti griffati. Non dovranno più prendere aerei per Dubai o per Parigi per soddisfare la loro voglia di shopping. La soluzione è il Tinapa Resort, centro commerciale-turistico dove troveranno posto quattro enormi empori di negozi esclusivi, due super hotel di lusso, un parco acquatico, un lago artificiale di 2 km e il primo studio cinematografico africano, Studio Tinapa. Si tratta di un progetto di dimensioni mai sperimentate in Africa, il primo tentativo da parte della ricca Nigeria di uniformarsi, almeno per quanto riguarda il lusso, a standard internazionali.
 
Per facilitare l’arrivo di turisti stranieri le autorità di Cross River hanno dato inizio alla costruzione di un nuovo aeroporto. Il progetto Tinapa è stato descritto da più parti come una potente molla in grado di dare ancora più slancio all’economia nigeriana: “Se in città arrivano 5 mila nuove persone, ognuna con mille dollari nel portafoglio, 5 milioni di dollari entreranno nelle casse”. Nell’aprile scorso, durante le fastose celebrazioni per l’inaugurazione dei lavori, l'allora presidente Olosegun Obasanjo aveva rilasciato dichiarazioni entusiastiche sul futuro della grande opera: “Il progetto Tinapa Resort è riuscito a creare una finestra attraverso la quale ora il mondo intero può vedere la Nigeria”. Peccato che la “finestra” sia chiusa. Wikipedia già ne tesse le lodi, ma nella realtà il Tinapa Resort non esiste ancora. I negozi espongono i loghi di prestigiose firme, ma di merci nemmeno l’ombra.
 
Il governatore di Cross River, Donald DukeGran parte dei rallentamenti nei lavori sono dovuti a questioni burocratiche sui dazi doganali. Tinapa Resort è stato classificato come “zona libera di commercio”, esentasse, per meglio soddisfare le richieste dei ricchi consumatori locali e per attrarre visitatori stranieri. Bassey Ndem, capo esecutivo del progetto, ha più volte giustificato tali ritardi spiegando come le forte opposizioni degli uffici doganali non tengano conto del pieno appoggio che il progetto ha nelle alte sfere, minimizzando l’empasse con la generica attenuante dei tempi burocratici. I rallentamenti nei lavori non stanno però fermando la macchina mediatica per la promozione di questo nuovo resort: Ndem è convinto che “il target di consumatori che sogna Tinapa non guarda la televisione nigeriana, guarda la Cnn. Per loro la Nigeria non è cool”.
 
Tinapa Resort nasce per offrire ai nuovi ricchi la possibilità di trovare nella propria nazione standard internazionali, per fornire loro comodità, divertimento e lusso. I nigeriani spendono, l’importante è far sì che riempiano i sacchetti in patria: si tratta di catturare l’attenzione (e i risparmi) “di quei consumatori che prendono aerei ogni due settimane per Dubai: noi ci rivolgiamo a loro. Vogliamo che quando si recheranno a Tinapa pensino di essere a Parigi o a Dubai”. La Nigeria, sesto produttore mondiale di greggio ma tra i venti stati più poveri al mondo, sta imparando a progettare sogni occidentali: mentre il 66 percento della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno, i pochi ricchi non vedono l’ora di spendere. Pensando a Tinapa, Ndem non ha dubbi: “È come essere in Europa”.
Parole chiave: nigeria, tinapa, petrolio, cross river, duke
Categoria: Costume, Economia
Luogo: Nigeria