Crollano le borse di tutto il mondo. Recessione Usa, fondi speculativi, le preoccupanti prospettive per il mercato europeo.
Un
crollo che riporta al settembre del 2001. Il segno meno che contagia
gli operatori delle borse di tutto il mondo. I
fusi orari, che scandiscono le giornate dell'economia e della
finanza internazionale, sono un'altalena, vorticosa e da capogiro
nelle ultime ore. Si attendono i segnali da Wall Street, mentre
iniziano ad arrivare i primi stumenti di politica monetaria, con il
taglio dei tassi di 75 punti della banca centrale statunitense, la
Fed. Un taglio annunciato, che ha portato il tasso di sconto al 4
percento e che dovrebbe preludere un nuovo taglio nei prossimi
giorni. La manovra ha dato respito alla borsa solo per qualche
minuti, ma Wall Street in mattinata ha ricominciato a calare. Anche
la politica monetaria e i suoi strumenti, con un nuovo taglio dei
tassi, inizieranno a essere spuntati.
Due
analisi. Per spiegare il panico
dei mercati che sta bruciando miliardi nel mondo. "La
prima - spiega a PeaceReporter Alessandro Santoro, economista
dell'Università Bicocca di Milano - è la più
classica, di scuola. I dati della recessione Usa erano nell'aria da
tempo. Tutte le piazze nel mondo iniziano a cadere quando Wall Street
è chiusa, dopo il discorso del presidente G.W.Bush sugli
interventi a sostegno dell'economia". Ma le paure si scatenano
sulla base dei dati macroeconomici - andamento negativo di sussidi,
mancata crescita della produzione e indebitamento delle famiglie - e
per l'evidente impossibilità sul medio periodo di altri
interventi monetari da parte della Fed, che ha immesso un'enorme mole
di liquidità sul mercato per tamponare la crisi dei subprime.
"Oltre al momento politico - aggiunge Santoro - che vive le
tensioni legate alla campagna elettorale e al dollaro sempre più
debole". La teoria classica è quella della cosiddetta
'interdipendenza', grazie alla quale, se l'economia Usa ha il
raffreddore, quella europea è destinata ad ammalarsi di febbre
in poco tempo. Di qui il panico.
La
seconda teoria, è quella che guarda ai mercati asiatici. In un
anno e mezzo hanno vissuto degli incrementi
straordinari e ora sarebbero intervenuti meccanismi di
correzione sul mercato finanziario.
2008,
anno delicato. Walter Cerfeda è
segretario generale della Ces, la Confederazione
sindacale europea. Va al di là della crisi contingente e dei
numeri in continuo aggiornamento dalle piazze finanziarie mondiali.
Perché, sostiene in questa intervista a PeaceReporter, ci sono evidenze ormai
strutturali.
"
CE' un anno in cui si sta proponendo un cambiamento di fondo dell'economia
mondiale e che avrà conseguenze molto delicate per l'Unione
europea"
Quali
sono i motivi di questi cambiamenti?
"Il
primo sta nelle conseguenze della crisi finanziaria Usa e della
recessione con i dati confermati dagli stessi Usa e dalla Fed. Un
fenomeno che comporta un restringimento dello spazio sui mercati e nel
commercio internazionale. Contemporaneamente c'è una doppia
difficoltà che va a colpire l'economia europea. In primo luogo
perchè è strettamente intrecciata con quella
statunitense. E poi perchè il rafforzamento dell'euro sul dollaro rende più
difficili le esportazioni".
Il
secondo motivo?
"
E' che c'è un elemento strutturale
inaspettato: il passaggio dei grandi fondi speculativi e finanziari
dal settore immobiliare - dopo la crisi dei sub prime - a quello
delle materie prime. In tutto il mondo aumentano i prezzi delle
materie prime al di là di una normale dinamica del processo
domanda/offerta. Un meccanismo che si è evidenziato molto bene
con il barile di greggio che è riuscito a toccare quota cento
dollari, per poi ridiscendere. E quando il greggio vola così
in alto, anche tutta una serie di prezzi collegati aumentano".
Fondi
speculativi come attori protagonisti, quindi
"Di
più. I capitali finanziari adesso
speculano direttamente sui prodotti alimentari: abbiamo assistito
negli ultimi mesi a un'impennata dei prezzi che non si giustifica
sempre con la rigida legge del mercato, della domanda e dell'offerta:
grano, riso, cacao, caffé, frumento, latte. Tutto questo
comporta che si abbia una stagnazione economica legata alla
recessione Usa e una ripresa dell'inflazione che si lega, invece,
all'aumento dei prezzi dei beni di consumo. La somma di tutti questi
fattori fa del 2008 un anno di straordinaria delicatezza".
In
Europa, rispetto agli Usa, non c'è una banca centrale che possa utilizzare lo
strumento della politica monetaria?
"La
Bce, la banca centrale europea, subisce i suoi limiti statutari:
mentre la Fed può agire con strumenti di
controllo della politica monetaria, la Bce può solo studiare e
applicare politiche che controllino l'inflazione. La Banca centrale
europea, quindi, opererà con un rialzo dei tassi di
interesse, al posto di una riduzione, e questo metterà in
ulteriore difficoltà chi ha una fonte di reddito fisso. Con
meno soldi a disposizione, si verificherà un impoverimento
della domanda interna che, sommata alle esportazioni difficili,
provocherà interventi di moderazione salariale. In economia,
un quadro come questo si chiama stagflazione".
Nessuno
controlla l'operato dei capitali finanziari, dei fondi speculativi?
"Solo
la cancelliera tedesca Angela Merkel si è spesso pronunciata a
favore di una regolamentazione dei fondi speculativi delle grandi
finanziarie, arrivando addirittura a proporre una sorta di controllo
su ogni tipo di fondo. Ma è una politica che viene proposta
solo dalla Germania, mentre altre istituzioni, come la Commissione
europea o come gli stessi Usa, non sono in grado di supportare
un'iniziativa politica del genere".
Come
Confederazione cosa state denunciando?
"Abbiamo
più volte sottoposto il problema al presidente della
Commissione euoropea, Durao Barroso. Noi lo
chiamiamo capitalismo casinò, per l'enorme quantità di
azzardo presente in queste dinamiche finanziarie".
Perchè
un cittadino 'normale' si deve preoccupare di fronte ai numeri che
vede in prima pagina in questi giorni?
"Perché
se ha un mutuo collegato al mercato finanziario si vedrà
aumentare a dismisura la rata da pagare. O più
semplicemernte perchè' quando va ad acquistare pane, cacao,
riso latte, e troverà aumenti percentuali in doppia cifra. E
dovrà capire che non si tratta di un'improvvisa follia del
commerciante, ma che la realtà è che ormai i fondi si
sono impossessati dei produttori".
Come
possiamo raccontare la storia dell'aggressione di sempre più nuovi
mercati da parte di questi fondi speculativi?
"Ricorderete
come i fondi speculativi si siano avventurati in un primo tempo nel
settore industriale: era il tempo delle grandi
OPA, offerte pubbliche di acquisto, che riguardavano soprattutto
aziende che lavoravano a tariffa (come nel campo delle
telecomunicazioni) dove il mercato era molto redditizio e dove
potevano godere, sostanzialmente, di posizioni di monopolio. Poi si
sono spostati nelle strutture immobiliari, giocando sui mutui a basso
costo che venivano proposti ai cittadini e che sono crollati negli
scorsi mesi. E dopo lo scoppio della bolla immobiliare ad agosto
negli Usa si sono lanciati sul mercato delle materie prime".