A
Shangai, la Borsa ha sospeso i titoli della 'Bank of China',
il secondo più grande operatore finanziario del Paese, con la
motivazione che “la banca non ha informato su 'eventi molto
importanti'”. Una iniziativa che arriva dopo il crollo in giornata
dei titoli del colosso cinese, seguito alle indiscrezioni sulle
probabili perdite, stimate in termini di due miliardi di dollari, che
l'istituto finanziario dovrà iscrivere nel bilancio 2007, a
causa dei propri investimenti nel settore dei mutui immobiliari sub
prime statunitensi.

“La
Bank of China (BoC)
ha commesso una manchevolezza nel non produrre comunicazioni su di un
evento di primaria importanza, e per questo motivo le quotazioni dei
suoi titoli verranno sospese per tutta la giornata del 22 gennaio”
è il laconico commento della borsa di Shangai. In seguito,
l'istituto bancario ha emesso un altrettanto stringato comunicato in
cui i vertici si dichiaravano “inconsapevoli delle reali cause per
un ribasso così subitaneo” dei loro titoli. I titoli 'Bank
of China' quotati in renminbi (moneta cinese) non sono quindi stati
trattati sulla borsa di Shangai, ma le corrispondenti quotazioni in
dollari di Hong Kong erano sul mercato alla Borsa valori della ex
colonia britannica, segnando una perdita pari a quasi il 10 percento
del valore a metà giornata. Ad Hong Kong il terrore per
l'indebitamento nel mercato dei
subprime
statunitensi ha fatto crollare i valori anche di altri titoli di
istituti bancari di Pechino, come '
Industrial
and Commercial Bank of China', sotto
del 5 percento, o la
Co
mmunication
Bank (meno 2,9) e la '
China
construction Bank', meno 4,6
percento.

Gli
analisti sono concordi nel dire che il mondo finanziario attendeva un
comunicato ufficiale da parte dell'istituto dopo le voci, che
giravano insistentemente da giorni, su di una perdita di '
BoC'
molto consistente nel settore dei mutui Usa. La notizia era stata
anticipata dal
South China morningPost
di Hong Kong lunedì, secondo il quale alcuni funzionari
dell'agenzia bancaria avevano presentato un rapporto al governo
denunciando gravi rischi per i due maggiori istituti bancari del
Dragone a seguito della loro esposizione verso i mercati Usa. Questo
'report' ancora sconosciuto, ha scatenato i timori degli investitori
istituzionali Usa ed europei che hanno venduto larghe quote di titoli
bancari cinesi, causandone la caduta rovinosa. Lo scorso settembre,
su richiesta di alcune banche di investimento,
BoC
aveva informato i mercati che la
propria esposizione nel settore
subprime
Usa ammontava a quasi 8 miliardi di
dollari.