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Ma il governo australiano tentenna. “I bambini aborigeni che furono tolti ai loro genitori, per la sola ragione
di essere aborigeni, si videro negato il diritto di crescere in una famiglia”,
ha detto il primo ministro della Tasmania Paul Lennon, esortando altri stati australiani
e il governo federale a fare altrettanto. “Spero che il primo ministro Kevin Rudd
guardi alla Tasmania e veda cosa siamo stati capaci di fare qui”, ha aggiunto
Lennon. Ma il nuovo premier laburista, che a novembre ha sconfitto il liberale
John Howard dopo 11 anni di governo, non sembra disposto ad arrivare fino a quel
punto. Rudd ha promesso scuse formali agli aborigeni per i torti commessi da Canberra
in quel periodo storico – cosa che Howard si era sempre rifiutato di fare – ma
ha escluso risarcimenti collettivi (gli attivisti per i diritti degli aborigeni
avevano chiesto 600 milioni di euro). “Preferiamo destinare questi finanziamenti
ai servizi sanitari ed educativi, e per aiutare le persone coinvolte a rintracciare
i loro parenti”, ha detto il ministro per gli affari aborigeni Jenny Macklin.Alessandro Ursic
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