22/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli ispettori del lavoro di Pechino ha aperto una inchiesta sulle morti bianche legate ai Giochi olimpici di Pechino del prossimo agosto. Almeno dieci sarebbero gli operai morti nella costruzione del nuovo stadio Olimpico.

STADIO OLIMPICO, PECHINOGli ufficiali sanitari del comune di Pechino hanno fatto sapere che, se qualcuno dei loro ispettori dovesse risultare colpevole di aver dato troppo frettolosamente autorizzazioni in merito alla sicurezza nei cantieri olimpici, “verranno immediatamente licenziati e contro di loro saranno presi provvedimenti molto seri”. Alcuni testimoni delle morti bianche avrebbero raccontato quanto sapevano ad un giornale britannico, che ha pubblicato la notizia sulla propria edizione domenicale, secondo la quale le famiglie delle vittime avrebbero ricevuto forti indennizzi a patto di non aprire bocca. Il comitato organizzatore olimpico ha negato l'intera vicenda. Li Ziyhong, a capo dell'ufficio sanitario di Pechino, ha convocato una conferenza stampa per annunciare come “il nostro ufficio non è mai stato informato di nulla del genere, ma abbiamo dato disposizione all'ufficio competente dell'agenzia per la sicurezza sul lavoro perché indaghi su queste possibili morti in cantiere”. L'Organizzazione internazionale del lavoro, agenzia Onu, ha sempre criticato come “troppo leggeri” i rapporti forniti ogni anno dall'autorità cinese per la sicurezza sul lavoro. Le stime sui morti annuali cinesi in cantiere sono sempre state ritenute sottostimate. Solo in miniera se ne calcolano intorno alle 5mila, ma la Oil aveva sempre ritenuto fossero il decuplo. Oggi il signor Li ha dato una versione ufficiosa che ha lasciato di sasso i cronisti presenti alla conferenza stampa: "Una stima aprrossimativa dovrebbe arrivare ad un conteggio di circa 100mila morti annui". Cento mila morti, sarebbe come dire un numero superiore agli abitanti di Siena.
 
Parole chiave: Pechino, Olimpiadi, Stadio olimpico
Categoria: Economia
Luogo: Cina