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Ultimi quattro mesi Il prezzo della materia prima è raddoppiato sui mercati internazionali, a causa
dell'aumento di richiesta del bene 'grano' negli Stati uniti. Il grano è un ottimo
materiale per la produzione di biodiesel, e da settembre anche la Casa Bianca
del conservatore Bush ha deciso di puntare sulle energie alternative ai combustibili
fossili, ma con una priorità: non smantellare l'attuale sistema energetico, basato
sul carburante. Gli Usa stanno così puntando dal 2007 sulla produzione di biocombustibili,
(principalmente etanolo), il che ha spinto molti agricoltori americani a sostituire
nei propri campi la soja con il grano. Diminuendone l'offerta. E aumentandone
di parecchio il prezzo. Se in europa avvertiamo come problema l'aumento del prezzo
del grano, nei paesi asiatici si soffre per il raddoppio del costo della soja,
alimento finora a buon mercato per le famiglie. Il marchio 'Tukino' è un'abitudine da quasi 40 anni sulle tavole indonesiane, per la rinomata purea
di soja, alimento trasversale gradito a ricchi e meno abbienti. Ma nelle ultime
settimane anche la confezione di purea ha segnato un aumento del costo, parallelo
a quello della materia prima. La quotazione internazionale per moggio (unità di
misura dei cereali) della soja è aumentato sul mercato internazionale del 90 percento
dal gennaio 2007, arrivando a 13 dollari 20 centesimi.
L'amministratore Tukino Ha dichiarato che in azienda “facciamo i salti mortali per non andare in rosso
a fine mese” ed ha ammonito che tra poche settimane, per non dover chiudere, dovrà
”licenziare almeno metà dei dipendenti”; che sono in tutto oltre tre migliaia.
La ditta Tukino ha lanciato la serrata dei produttori di generi alimentari a base
di soja, che ha ricevuto adesioni dai due terzi delle tre mila aziende dell'indotto,
concentrato nella regione della capitale Giacarta. Solo dopo tre giorni l'agitazione
ha visto la fine, su intervento della confindustria locale. A breve sugli scaffali
dei supermercati tornerà la purea (conosciuta dai giapponesi ed europei col nome
di 'tofu') e il tempeh, un budino di soja molto simile; alimenti che hanno giocato un ruolo fondamentale
nella transizione indonesiana dal sottosviluppo a paese in via di sviluppo, per
il loro costo basso e l'alto valore nutrizionale. I prezzi indonesiani sono a
loro volta più che raddoppiati, passando dalle tre mila rupie del gennaio 2007
alle 7.400 al chilo della settimana passata. All'inizio i produttori avevano dimezzato
la capienza delle confezioni da supermercato, finché non hanno dovuto chiudere
i battenti.
I produttori Asep Hydarat, rappresentante dei produttori riuniti nel ''Communication forum Tangerang”, ha dichiarato a Radio Singapore international che “almeno metà dei produttori di tofu e tempeh ha chiuso le
fabbriche in gennaio, per incapacità di produrre a costi redditizi”. Hydarat ha
fatto notare come “se i guadagni dei produttori si fermano a un costo di produzione
di 900mila rupie al chilo, e adesso produciamo a 950mila rupie, è comprensibile
che la maggior parte di noi non trovi più conveniente produrre”. Hydarat ha anche
puntato il dito contro il governo, che ha limitato il numero di importatori di
soja con una politica molto severa nelle concessioni. Anche Hiranto Kristianto,
della commissione parlamentare per l'agricoltura,a ha messo all'indice la politica
governativa del numero chiuso all'import, come causa primaria per i prezzi alle
stelle, suggerendo che il governo liberalizzi gli importatori.Gianluca Ursini