Il sindaco di Pechino ha alzato le mani e gettato la spugna: il compito di abbattere
le emissioni di gas nocivi e ridurre il traffico nella capitale cinese, prossima
sede dei Giochi olimpici, è troppo arduo per chiunque: almeno per un politico
normale, come il signor Guo Jinlong si considera.

Parlando davanti il consiglio comunale della megalopoli da 10 milioni d'abitanti,
il sindaco ha definito “arduo, forse troppo difficile” il compito che attende
il municipio, di riuscire a ridurre il tasso di anidride carbonica sprigionata
dalle automobili in coda, e di base soprattutto il caotico traffico della capitale
del nord (Beijing in cinese) per arrivare per le olimpiadi di luglio a dei livelli
di emissioni in linea con gli standard definiti 'salubri' dall'Organizzazione
sanitaria mondiale. Il sindaco è stato impietoso, attribuendo il probabile fallimento
nel compito alla ''scarsa capacità di imposizione dei nostri agenti (di polizia
locale)”. Jacques Rogge, il presidente del Comitato olimpico internazionale, aveva
detto sei mesi or sono che se i tassi d'inquinamento non si fossero ridotti per
luglio 2008, alcuni eventi all'aria aperta, come – caso più clamoroso – la tradizionale
maratonata di chiusura dei giochi, potrebbero essere rimandati, o , terribile
a dirsi, cancellati dal programma. Mentre mancano solo 200 giorni all'pertura
dei giochi, la leadership cinese si può far bella del livello di avanzamento delle
strutture, al 90 percento pronte, ma avrebbe troppo lavoro da fare per riuscire
a ripulire il cielo sopra Pechino. Questo nonostante gli organizzatori avessero
lanciato una campagna mediatica all'insegna dello slogan ''Siamo pronti'' ('We
are ready', lanciato in inglese) e nonostante avessero ribattezzato i Giochi 2008
come “le olimpiadi verdi” per assicurare sul livello di emissioni. I valori di
polveri e gas presenti nell'aria sono rimasti però invariati nell'ultimo semestre,
con una cappa di grigio fumo a coprire la capitale cinese.
E la scorsa settimana le scuole pubbliche hanno cancellato le attività sportive
all'aria aperta perché giudicate “troppo pericolose per i ragazzi” nei giorni
di smog più fitto. Ma il consiglio comunale ha deciso, di comune accordo con gli
organizzatori, che pur di mantenere la promessa delle Olimpiadi verdi, a giugno
potrebbero essere varate misure drastiche, come il blocco totale delle auto o
la chiusura temporanea delle fabbriche più inquinanti a ridosso delle città.