20/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Ancora una sconfitta per Obama. Tra i repubblicani trionfa Romney, mentre McCain fa suo il South Carolina
Due a uno per Hillary Clinton su Barack Obama, grazie a poche centinaia di voti in più nei caucus democratici del Nevada; due a due in campo repubblicano tra John McCain e Mitt Romney, che si sono spartiti rispettivamente South Carolina e Nevada in una corsa atipica, con i candidati che avevano preferito darla persa dove ritenevano di non avere possibilità. Le tre sfide elettorali di sabato 19 gennaio non regalano grandi sorprese rispetto alle previsioni della vigilia, ma forniscono indicazioni che potrebbero pesare molto sui duelli delle prossime settimane: gli ispanici preferiscono la Clinton, gli afro-americani Obama, e anche tra i repubblicani la corsa sembra ormai ridotta a due contendenti.
 
Hillary ClintonI democratici. Si votava in Nevada per i candidati di entrambi i partiti, in South Carolina solo per i repubblicani. Nello Stato di Las Vegas, tra i democratici Hillary Clinton ha vinto con il 51 percento dei voti contro il 45 percento di Obama, mentre John Edwards ha ottenuto solo il 4 percento e a questo punto sembra fuori dai giochi. I sondaggi della vigilia stavolta sono stati rispettati, e anche le previsioni sulla scarsa affluenza: hanno votato poco più di 10.000 persone, e l’ex first lady ha vinto con circa 600 voti di scarto. Poca roba, in uno Stato che conta circa 2,5 milioni di abitanti. Mentre la Clinton ha esultato dichiarando “E’ così che si conquista il West”, Obama può consolarsi con l’assegnazione dei delegati per la convention che sceglierà ufficialmente il candidato del partito: grazie a un particolare conteggio, dal Nevada il senatore dell’Illinois porta a casa 13 delegati, contro i 12 della Clinton. Ma in vista dei prossimi appuntamenti, gli analisti guardano in particolare a come hanno votato le diverse comunità nel Nevada. Il 64 percento degli ispanici ha scelto la Clinton, mentre l’80 percento dei neri ha votato per Obama. L’ex first lady può guardare così con ottimismo alle primarie di New York e California, due Stati con alta percentuale di latinos, mentre Obama diventa il favorito sabato prossimo in South Carolina, dove tre cittadini su dieci sono afro-americani.
 
John McCainI repubblicani. Tra i repubblicani, Romney si è aggiudicato il Nevada con il 51 percento dei voti, mentre McCain ha battuto Mike Huckabee in South Carolina con il 33 percento delle preferenze, contro il 30 percento del rivale. Sono state due sfide a sé: in Nevada, dove un quarto della popolazione è di religione mormone come Romney, gli altri big dei repubblicani non hanno praticamente fatto campagna elettorale. In South Carolina, primo Stato del sud a votare, è stato invece Romney a rinunciare di impegnare risorse per un obiettivo che pareva fuori portata. Ci credeva Huckabee, il candidato della destra religiosa che con questa sconfitta sembra ormai destinato a un ruolo di secondo piano: probabilmente ha perso perché l’altro candidato conservatore Fred Thompson gli ha sottratto il 16 percento dei voti pescando anch’egli nella base più religiosa del partito, in uno Stato dove la componente evangelica è forte. Invece ha vinto McCain, che qui aveva perso nel 2000 contro George W. Bush. Mentre i delegati vinti da Romney nel Nevada sono 34, contro i 24 in palio nel South Carolina, lo Stato dove ha vinto McCain è simbolicamente molto importante: dal 1980, chi vince qui tra i repubblicani si gioca poi la Casa Bianca a novembre.  

Alessandro Ursic

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