18/01/2008versione stampabilestampainvia paginainvia





La corte Suprema thailandese ha rigettato le accuse di violazioni della legge elettorale nei confronti di un partito che appoggia le ragioni del deposto ex primo Ministro Thaksin Shinawatra. Il rigetto del ricorso, che accusava di frode elettorale il partito Potere al Popolo (Ppp, costituito dopo lo scioglimento del Thai rak Thai fondato da Thaksin), può dare il via libera alla formazione di un governo di unità nazionale a livello federale, con la partecipazione di potere al Popolo. Il Ppp aveva vinto il maggior numero di seggi in parlamento alle elezioni del 23 dicembre, (233 su 480), ma parecchi dei candidati vittoriosi erano stati in seguito rimossi dalla carica per vari crimini elettorali. Se la corte avesse accettato il ricorso, non ci sarebbe stato nessun vincitore accertato dalle urne di dicembre e il paese indocinese sarebbe piombato nel caos.
 
samak sundarawej, uomo forte del partito di ThaksinGiovedì 17 gennaio il portavoce della formazione politica, Surapong Subwuongli, ha annunciato pubblicamente di aver intenzione di formare un gabinetto composto da sei diversi partiti da presentare il sabato successivo al re. “Il nostro obiettivo è riportare la fiducia tra gli investitori stranieri e ricreare un'atmosfera di fiducia verso la Thailandia” ha detto. Samak Sundaravej, leader del Ppp, è il nome più gettonato per la carica di Primo Ministro. Il principale quotidiano di Bangkok riporta apertamente nel proprio editoriale “E' tornato il Thai rak Thai di Thaksin”, facendo riferimento al precedente partito fondato dal magnate delle comunicazioni thai, ribattezzato “Berlusconi d'Asia”. La definizione viene dall'adozione dello stesso logo da parte del Ppp, e dal fatto di aver preso possesso degli stessi locali del precedente partito. Le stesse accuse vengono dal partito Democratico, principale oppositore del Ppp e sostenuto dai militari che cacciarono Thaksin con un golpe il 19 settembre 2006. Ma gli anziani del partito Democratico hanno ribadito che le elezioni non devono essere inficiate: “Il popolo ha fatto il suo dovere andando alle urne; ora le elezioni non possono essere annullate”, ha detto il portavoce dei Democratici.
 

Gianluca Ursini

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