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I fatti. Lo aveva già annunciato nei giorni scorsi il presidente Hugo Chavez: attribuire
lo status politico alle Farc e all'Eln e fare in modo che non fossero più considerate
universalmente come un movimento terroristico, ma un gruppo guerrigliero belligerante.
Si apre quindi uno spiraglio per nuove possibili liberazioni di ostaggi da parte
dei guerriglieri colombiani? Tutto può essere, anche se da Caracas il ministro
degli Esteri, Nicolas Maduro, ha fatto sapere che l'amministrazione venezuelana
non dispone di informazioni a riguardo. Ma, come abbiamo già potuto verificare
nel corso degli ultimi mesi, questo non significa affatto che non esista la reale
possibilità di nuovi sviluppi nella vicenda degli ostaggi. Nessuna conferma, però,
è ancora arrivata, tanto che lo stesso Maduro ha fatto sapere che la notizia “è
stata riportata da un'emittente colombiana e saremmo contenti se fosse così ma
non abbiamo nessuna informazione a questo riguardo”.
Fine della crisi. “Potrebbe essere uno degli aspetti che porteranno alla fine del conflitto colombiano”.
Così si è espresso il deputato Saul Ortega, che ha aggiunto: “La misura adottata
dall' Asemblea riconosce il carattere belligerante dei due movimenti guerriglieri
in questione come un segnale politico che generi speranza per i futuri negoziati
verso il cammino per la pace in Colombia”. Ma non son state tutte rose e fiori
e questa decisione non ha avuto l'appoggio dei sette rappresentanti del partito
Podemos, che si sono astenuti dal votare e hanno condannato i metodi violenti
utilizzati dai due gruppi guerriglieri. Inoltre, dagli Usa sono state espresse
riserve sul comportamento venezuelano. E il capo di Stato maggiore congiunto Usa,
Michael Mullen, ha fatto sapere che Washington vede con preoccupazione le dichiarazioni
di Chavez sulle Farc.
Terroristi o no? Ma le Farc e l'Eln sono terroristi? Lo abbiamo chiesto al giornalista venezuelano
Nolberto Herrera: “Certo che sono dei terroristi e la dimostrazione è il loro
comportamento. Violenze e soprusi, torture, sequestri e le morti che hanno causato.
Inoltre, hanno fatto molti danni sia alla Colombia che al Venezuela. In più la
decisione presa dall'Assemblea mi sembra illogica e dimostra una volta di più
che i parlamentari sono soggetti alla volontà del presidente e fanno tutto quello
che lui vuole. Non hanno nessun tipo di autonomia nelle decisioni”. Herrera, inoltre,
ricorda che da diverso tempo in Venezuela si parla della presenza del gruppo guerrigliero.
“Soprattutto nella zona di confine. Alcuni politici hanno fatto sapere di essere
convinti della presenza del gruppo guerrigliero. E se comunque tutto questo fosse
confermato, avverrebbe in forma del tutto illegale”. Dalla redazione dell'Universal
Francisco Alonso cnferma: "La posizione del parlamento è quella del presidente.
E' la popolazione venezuelana che non ritiene le Farc un gruppo belligerante ma
dei terroristi. Questa a dire il vero è la posizione della strgrande maggioranza
dei cittadini del nostro Paese, anche di quelli che da sempre sono vicini alle
posizioni di Chavez". Alessandro Grandi