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I fatti.A Cuba tutto è pronto per affrontare la tornata elettorale. Domani, infatti,
si terranno le elezioni per rinnovare l'Asemblea Nacional del Poder Popular. Centinaia di candidati, scelti dal popolo per mezzo di riunioni di quartiere,
aspiranti a un seggio nell'Assemblea, staranno con il fiato sospeso in attesa
che il consiglio elettorale si pronunci.
Altre novità. Dati nuovi per un nuovo corso politico. Lo stesso Fidel, nonostante la salute
in bilico e le difficoltà nell'esprimersi che lui stesso ha confermato, preferendo
la scrittura alla parola, aveva già da tempo consegnato nelle mani dei giovani
la sua eredità politica. Il passaggio di consegne, però, al momento risulta essere
solo teorico, considerando che a decidere le sorti dell'isola e a fare le veci
del presidente ci pensa Raul Castro, vice presidente di Cuba e attualmente presidente
ad interim.
Il ruolo di Fidel. E' anche vero che in molti si chiedono che ne sarà del Lider Maximo. Magari,
nonostante la sicura candidatura, non punterà all'elezione di Presidente del Consiglio
di Stato, l'organo istituzionale della repubblica cubana. Forse nemmeno lo vedremo
più nei panni di presidente del Consiglio dei ministri. In molti, però, immaginano
per lui un ruolo dietro le quinte che gli dia la possibilità di passare la mano
senza troppi traumi per la politica cubana. Insomma, anche per questo motivo le
elezioni di domani saranno come un ponte che separa il vecchio modo di essere
di Cuba da quello nuovo o quantomeno diverso da quello degli ultimi 40 anni.Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, Pace, Guerra, Peacereporter